Espianto di ovuli, Antinori arrestato

E’ stato arrestato e posto a domiciliari il ginecologo Severino Antinori. L’accusa per lui è quella di avere eseguito un espianto di ovuli illegale nei confronti di una ragazza spagnola di 24 anni sotto le sue cure a causa di una cisti ovarica.

Mette all’asta un rene su Facebook per salvare il figlio nato in provetta

Ha messo all’asta un rene su Facebook per pagare le cure necessarie per salvare la vita del figlio, fortemente voluto, e nato grazie alla donazione anonima di un ovulo ed il successivo intervento di fecondazione eterologa eseguito a Creta.  Il bambino è affetto da neurofibromatosi, una malattia rara e mortale di origine genetica. Una provocazione, un gesto estremo per attirare l’attenzione sulla legge 40 italiana, quella che regola la fecondazione assistita.

Bambini, aumenta il numero dei nati da ovociti congelati

Il dibattito sulla legge 40 ancora non manca di scatenare polemiche di tra politica e società: molte coppie infatti non possono contare su una fecondazione di tipo omologa,  e si trovano a dover soffrire il divieto di fecondazione eterologa presente nel nostro paese. Grazie a ciò, anche in Italia, il numero di bambini nati grazie al congelamento degli ovociti è in aumento.

Cura per la sterilità con la medicina cinese

Il mio primo incontro con Zhai risale a più di sei anni fa. Quando Michael Dooley – allora ginecologo e consulente di fertilità al Lister Hospital di Londra – mi raccontò dei suoi successi. Tra il 1995 e il 2000 Zhai aveva applicato i principi della medicina tradizionale cinese a 224 pazienti (età media. 37 anni). Di queste il 76% era rimasta incinta portando a termine la gravidanza nel 77% dei casi. Le pazienti che invece avevano abortito spontaneamente ritentarono la cura ed ebbero un bambino nel 69% dei casi. Tanto per fare un confronto nel 2000 il centro per la cura della fertilità che vantava la più alta percentuale di successi raggiungeva punte massime dei 38,8% (dato della Human Fertili­zation and Embryology Authority Lea­gue).

Zhai otteneva il risultato deside­rato in più dei 70% dei casi. Le percentuali di successo di Zhai sono fenomenali. Solo nel 2005 ha aiutato 61 donne a concepire, ovvero l’80,3 per cento delle pazienti che si erano rivolte a lei quell’anno. E 45 di loro hanno avuto un figlio. La fama del suo straordinario talento si è diffusa tanto che il London Fertility Center permette alla dottoressa di av­valersi delle strutture del centro per praticare l’inseminazione intrauterina (iui) a ciclo naturale e seguire perso­nalmente le sue pazienti.

La iui a ciclo naturale non prevede medicinali o procedure invasive – si tratta di inietta­re il seme maschile all’altezza delle tu­be di Falloppio, in coincidenza con l’ovulazione. È un metodo che Zhai di­ce di adottare solo per i casi che ri­chiedono l’intervento della fecondazio­ne assistita, e in cui non c’è molto tempo a disposizione.

«Il problema della medicina cinese è che richiede tempi lunghi. Io aiuto il corpo delle mie pazienti a prepararsi alla gravidanza, e poi aspettiamo»

Medicina riproduttiva, grazie alle staminali si moltiplicano le speranze di curare l’infertilità femminile

Una scoperta a dir poco rivoluzionaria nel campo della ricerca della medicina riproduttiva: l’utilizzo di cellule staminali potrebbe infatti moltiplicare all’infinito il potenziale riproduttivo di una donna, risolvendo il problema dell’infertilità che affligge molte rappresentanti del sesso femminile, per cause genetiche, menopausa precoce e quant’altro. Tutti fattori che in un prossimo futuro potrebbero non rappresentare più un problema per le donne che vogliono avere un figlio, ma che oggi sembrano ancora ostacoli insormontabili.

Ma veniamo alla ricerca e ai suoi risultati dal potenziale straordinario: Ji Wu dell’università di Shanghai Jiao Tong ha individuato nei topolini adulti quella che viene definita una sorgente infinita di fertilità femminile. Dalle cellule staminali appartenenti alla linea germinale, vale a dire riproduttiva, è infatti possibile creare, anche in età adulta, nuovi ovociti, le cellule uovo per intenderci.

Cromosomi in gravidanza: alterazioni alcune volte nocive

La ricerca medica, pur avendo fatto molta luce sulle cause che determinano le interruzioni spontanee della gravidanza, non ha ancora completamente chiarito il problema e si è arresa di fronte ad un’evidenza inconfutabile: un discreto numero di concepimenti è predestinato ad essere abortito. Esiste infatti una percentuale di abortività obbligata che è uguale a tutte le latitudini della terra.

Da alcuni decenni i genetisti hanno scoperto, infatti, che un gran numero di aborti è portatore di patologie cromosomiche spontanee, assenti cioè nella costituzione cromosomica dei genitori e presenti solo nei loro gameti. Come è possibile tutto ciò? La curiosità si è spinta oltre, e si è deciso di andare a fare l’analisi cromosomica dei gameti maschili (gli spermatozoi) e femminili (gli ovociti).

E’ emerso un dato che è solo in apparenza sconfortante: l’11% degli spermatozoi è risultato portatore di anomalie cromosomiche prevalentemente strutturali (cromosomi con pezzi in più o in meno, di forma alterata, e così via), e ben il 24% degli ovociti si è rivelato portatore di anomalie perlopiù numeriche (cromosomi in più o in meno).