Polveri sottili e rischi salute, 4 cose da sapere

Polveri sottili e rischi per la salute: è questo un argomento putroppo molto di attualità in un mondo in cui l’inquinamento atmosferico sta raggiungendo apici mai raggiunti. Ma quali sono le cose assolutamente da sapere per capire in che modo difendersi e salvaguardare l’organismo?

Lo smog cittadino danneggia il cervello?

Non è più un mistero che l’inquinamento dell’aria sia fonte di problemi respiratori, malattie cardiache e cancro, ma alla “lista nera” già preoccupante così com’è, si aggiunge un ulteriore rischio per la nostra salute. Lo smog, infatti, potrebbe danneggiare anche il cervello. L’allarme, arriva dall’epidemiologo Jiu-Chiuan Chen dell’University of Southern California, che ha condotto un vasto studio sui fumi di scarico.

Earth Day: la salute dell’uomo dipende da quella della Terra

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Terra, l’Eart Day 2011, giunta alla sua 41° edizione: l’obiettivo come sempre è quello di fare educazione ambientale e di informare sulla salute del nostro pianeta, che poi sappiamo benissimo essere strettamente correlata allo stare bene dei suoi abitanti, noi esseri umani in primis.  In circa 200 paesi in tutto il mondo si assiste oggi a numerose iniziative volte al recupero di una maggiore sostenibilità, attraverso una cultura della salvaguardia ambientale, a partire dalla tutela delle foreste, il polmone della Terra.

Salute, smog costa ai cittadini 9 mesi di vita

Ancora sugli effetti dello smog sulla salute pubblica. Dai bambini agli asmatici agli allergici ai malati cronici che subiscono le ripercussioni più profonde dall’inquinamento atmosferico, fino ai danni a lungo termine per i soggetti sani, più esposti, se vivono in città inquinate, al rischio d’insorgenza di tumori, ictus ed infarto nonché di modifiche all’attività dei geni.

I dati emersi dal recente monitoraggio dell’Agenzia Europea per l’Ambiente confermano quanto affermato da studi a livello nazionale e dalle rilevazioni regionali dell’ARPA, ovvero che nelle metropoli italiane tira una brutta aria, con il superamento dei livelli di polveri sottili consentito dalla normativa UE, 50 microgrammi per metrocubo, per molti giorni dell’anno oltre al bonus di 35 concesso dall’Unione.

Tumori e danni al DNA, rischi per la salute dell’inquinamento indoor nelle scuole di Milano

Le polveri sottili di cui è satura l’atmosfera del capoluogo lombardo hanno le conseguenze, a dir poco nefaste, di aggravare i sintomi delle allergie, dell’asma e di altre malattie respiratorie, scatenando l’aumento, tra le altre patologie, delle riniti allergiche e dell’eczema ed aumentando inoltre i fattori di rischio cardiovascolare, esponendo all’insorgenza di ictus ed infarto chi vive vicino alle arterie stradali più trafficate.

Non va certo meglio per la salute quando si passa da fuori a dentro. Luoghi che dovrebbero essere sicuri per eccellenza come le scuole hanno un’aria a dir poco malsana, piena di polveri inquinanti. Nelle aule di noti istituti scolastici del milanese, una recente inchiesta pubblicata dal magazine del Corriere della Sera, Sette, ha registrato livelli di contaminanti stratosferici.
Nel liceo Leonardo Da Vinci, per fare solo un esempio, si è rilevata una concentrazione di PM10 pari a 170 microgrammi al metrocubo. Ricordiamo che per contenere i rischi per la salute, come previsto dalla normativa vigente in materia, non si dovrebbero superare i 50 microgrammi (valori di riferimento outodoor).

Smog e salute, pediatri: “Occorre tutelare i bambini”

La cappa di smog che avvolge l’Italia non accenna a dileguarsi. Milano ha esaurito il bonus di trentacinque giorni all’anno di sforamento dei livelli di PM10 previsto dalla normativa UE. E siamo appena all’11 di febbraio.
Ieri vi parlavamo di un sito, Lamiaria.it, in cui è possibile saperne di più sull’aria che si respira in base alla fascia oraria ed alle condizioni meteo, con consigli su come tutelare la salute dei soggetti sensibili: bambini, anziani, asmatici, allergici, affetti da patologie respiratorie.

Oggi torniamo sull’argomento per raccogliere l’appello di Alberto Ugazio, Presidente della Società Italiana di Pediatria, che si è rivolto alle istituzioni, dai Comuni alle Regioni allo Stato, per chiedere più attenzione alla tutela della salute dei bambini contro l’inquinamento atmosferico da polveri sottili.

Disturbi respiratori nei bambini, qualità dell’aria cattiva nelle scuole italiane

Continuiamo ad occuparci di salute sui banchi di scuola, esponendo i primi risultati del progetto HESE, Effetti dell’ambiente scolastico sulla salute, promosso dall’Unione Europea per monitorare l’inquinamento indoor nelle scuole in relazione alla maggiore incidenza di disturbi respiratori come sibili, tosse secca notturna, rinite, pervietà nasale significativamente minore.

Dati preoccupanti, quelli pubblicati dallo European Respiratory Journal, che rilevano come nei 2/3 delle scuole europee, un campione di istituti scolastici di Siena, Udine, Aarhus (Danimarca), Reims (Francia), Oslo (Norvegia) e Uppsala (Svezia), l’esposizione alle polveri sottili, PM10, e l’aria viziata provocata dall’eccessiva concentrazione di CO2 imputabile alla scarsa ventilazione, superino gli standard consigliati.

Smog, aumenta rischio ictus e infarto già dopo una settimana in città inquinata

Inquinamento e salute sono acerrimi nemici. Dalla cattiva qualità dell’aria indoor alle polveri sottili contenute nell’atmosfera agli scarichi industriali alle radiazioni tossiche, passando per i pesticidi contenuti nel piatto, tutto contribuisce a minare il benessere del nostro organismo e a renderlo più esposto alle malattie. Pensiamo ai bambini che vivono nei pressi di autostrade trafficate, più a rischio di asma, o a chi lavora a contatto con materiali pericolosi, esposto alle malattie professionali.

Oggi parliamo dell’inquinamento più conosciuto e meno silenzioso: lo smog. In città, tra emissioni di automobili al centro e fumi industriali nelle periferie, non si respira certo una buona aria. E stando ad una recente ricerca, proprio a causa degli inquinanti atmosferici, saremmo molto più vulnerabili all’infarto e all’ictus già dopo una sola settimana trascorsa in una città inquinata.

Inquinamento record anche sull’Everest

Se pensate di andare in montagna per respirare “una boccata d’aria pura”, ripensateci. Nemmeno sull’Everest è più possibile questa esperienza! E’ ciò che emerge dal progetto Share (Station at High Altitude for Research on the Environment) promosso dal Comitato EvK2CNR. I ricercatori dell’ISAC-CNR di bologna, analizzandone i dati, hanno rilevato un record di concentrazioni di agenti inquinanti tipici delle aree urbane. Sembra pazzesco, ma alle pendici dell’Everest a circa 5000 m. sul livello del mare, c’è lo stesso inquinamento di città come Roma!

Non che da quelle parti, le cose vadano meglio che in Europa, ma ciò che stupisce è l’altitudine e la concentrazione che queste polveri riescono a raggiungere.  La Dott. Angela Marinoni, Ricercatrice dell’Isac ci spiega meglio:

Inquinamento nelle città provoca aumento delle laringiti croniche

L’inquinamento in costante aumento nelle città di tutto il mondo ha portato conseguenze gravi sullo stato di salute generale degli abitanti i centri urbani.
Si sono registrati aumenti di tumori, un incremento delle malattie respiratorie, dei fenomeni allergici nonchè un notevole picco di casi di asma infantile e reazioni esagerate agli allergeni.

Prime ad essere imputate sono le polveri sottili, che fuoriescono dai gas di scarico delle automobili che intasano il traffico delle metropoli e da molte attività umane che impiegano processi di combustione.
Altro capo sotto accusa è il fumo passivo, responsabile dell’origine di numerosi disturbi alle vie respiratorie nonchè di tumori anche nei soggetti non fumatori che pagano così ingiustamente gli insani comportamenti di altri.
Secondo una nuova ricerca, presentata a Chicago nel corso del meeting annuale dell’American Academy of Otolaryngology, ogni giorno l’esposizione al fumo passivo, agli allergeni, e all’inquinamento atmosferico può essere la causa dell’insorgenza di casi di laringite cronica.

L’inquinamento a Pechino danneggia non solo i polmoni ma anche cuore e sangue

Prima ancora che avessero inizio i giochi l’attenzione del mondo era orientata più verso il problema dell’inquinamento e delle conseguenze per turisti ed atleti che non verso gli sport stessi e le previsioni agonistiche.
E di certo non si trattava di timori infondati dal momento che la Cina è tra i Paesi emergenti che producono più gas serra, insieme all’India.
Un triste primato che ha messo in allerta esperti e medici per valutare i possibili rischi per chi deve recarsi nel Paese orientale per assistere o partecipare alle Olimpiadi.

Ricercatori e studiosi sono concordi nell’affermare che i danni ai polmoni del respirare aria densamente inquinata non siano affatto trascurabili.
Ed in effetti la prima cosa che viene in mente quando si pensa allo smog è proprio l’impatto negativo sull’apparato respiratorio.
Ma non sono soltanto gli organi respiratori a soffrire in ambienti scarsamente ossigenati: a risentirne sono anche il cuore e la circolazione sanguigna.