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L’inquinamento a Pechino danneggia non solo i polmoni ma anche cuore e sangue

Prima ancora che avessero inizio i giochi l’attenzione del mondo era orientata più verso il problema dell’inquinamento e delle conseguenze per turisti ed atleti che non verso gli sport stessi e le previsioni agonistiche.
E di certo non si trattava di timori infondati dal momento che la Cina è tra i Paesi emergenti che producono più gas serra, insieme all’India.
Un triste primato che ha messo in allerta esperti e medici per valutare i possibili rischi per chi deve recarsi nel Paese orientale per assistere o partecipare alle Olimpiadi.

Ricercatori e studiosi sono concordi nell’affermare che i danni ai polmoni del respirare aria densamente inquinata non siano affatto trascurabili.
Ed in effetti la prima cosa che viene in mente quando si pensa allo smog è proprio l’impatto negativo sull’apparato respiratorio.
Ma non sono soltanto gli organi respiratori a soffrire in ambienti scarsamente ossigenati: a risentirne sono anche il cuore e la circolazione sanguigna.


E’ quanto afferma un recente studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology (JACC) che ha esaminato le conseguenze delle particelle tossiche sulla salute cardiocircolatoria.
Robert A. Kloner, direttore della ricerca all’Heart Institute of the Good Samaritan Hospital, ha diretto le analisi per verificare l’impatto dell’inquinamento dell’aria sull’organismo, incrementando un filone di studi che solitamente si orienta verso il riscontro dei danni per i polmoni.
Ciò che è importante sapere è invece quali siano i danni per la salute di ogni parte del corpo.

Secondo i risultati della ricerca, l’inquinamento atmosferico ha sia effetti a breve termine che effetti a lungo termine sul cuore e sui vasi sanguigni, incrementando la possibilità di sviluppare malattie cardiache ed in alcuni casi provocando anche la morte.
Quando gli agenti inquinanti vengono inalati, provocano un aumento delle molecole superossidanti che danneggiano le cellule, causano infiammazioni polmonari e scatenano una serie di reazioni a catena negative nel cuore e nel sistema cardiovascolare.
Questo avviene perché le polveri sottili, come quelle provenienti dagli scarichi delle auto, riescono a passare nel sangue e a danneggiare il cuore e i vasi sanguigni direttamente.

Il cuore esposto ad inquinamento atmosferico fa difficoltà a pompare il sangue e sviluppa più facilmente disfunzioni come l’aritmia.
Per questo motivo gli esperti raccomandano a chi soffre di disturbi cardiaci di non svolgere attività fisica all’aperto nei giorni in cui l’inquinamento atmosferico sia eccessivo.

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