Propoli in gravidanza e allattamento nei bambini

La propoli si può usare in gravidanza? questa, è una delle domande più frequenti tra le neomamme, che si trovano a dover fare i conti con i classici malanni di stagione come il raffreddore e il mal di gola. L’utilizzo delle propoli durante la gestazione è oggetto di controversia, e spesso Internet, invece di dipanare i dubbi, li moltiplica. Vediamo insieme le proprietà della propoli e le eventuali controindicazioni in gravidanza.

Propoli: proprietà, controindicazioni e effetti collaterali

La propoli, una miscela complessa di sostanze resinose prodotta dalle api, è un antibiotico naturale ad ampio spettro (agisce su molti tipi di agenti patogeni). Vanta, infatti, proprietà antisettiche, immunostimolanti, fungicide, cicatrizzanti e antinfiammatorie. In commercio si trova sotto forma di soluzione idroalcolica, estratto secco (compresse effervescenti e bustine solubili e di soluzione idroglicerica (priva di alcol), particolarmente indicata per i bambini.

Contro i sintomi del cancro alla prostata un aiuto dalla propoli

 

Sembra che la propoli, il cosiddetto cemento delle api, sfruttata da sempre contro raffreddori, mal di gola e allergie, contenga un principio attivo in grado di arrestare la crescita del cancro alla prostata. A sostenerlo, è uno studio americano condotto su modello animale, i cui risultati sono stati pubblicati su Cancer Prevention Research.

Aloe e propoli, i rimedi naturali per rafforzare il sistema immunitario

Da sempre la medicina naturale è un’alleata preziosa contro i malanni di stagione. L’aloe e la propoli, infatti, sono un combinazione vincente per rafforzare il nostro sistema immunitario, spesso messo sotto scacco da un’alimentazione sbagliata o uno stile di vita poco equilibrato. E’ importante ricordare, infatti, che i rimedi naturali possono avere un’azione di stimolo sul nostro organismo, ma solo le buone abitudini aiutano a mantenere i risultati.

La propoli: come usarla e quando

Fonti storiche riportano l’uso diffuso della propoli nei secoli in popoli tra loro distanti nel tempo. Già i greci ben la conoscevano: da loro deriva il nome Propolis (Pro, davanti e Polis, città), perché le api la usano per si­gillare il proprio sito. I soldati romani la utilizzavano per disinfettare le feri­te riportate sul campo di battaglia e, nel II secolo a.C., Galeno la cita nei Trattati di scienza medica, indicando l’uso della propoli per curare i guer­rieri feriti dalle frecce nemiche e co­me rimedio naturale contro le infe­zioni e la febbre. Poi, nei secoli, la sua fama è giunta fino ai nostri gior­ni.

Ma bisogna attendere gli anni 70 perché l’interesse scientifico ponga la giusta attenzione promuovendo a livello europeo studi biologici, chimi­ci e farmacologici. Il boom della propoli nell’uso quoti­diano risale agli anni 90. Oggi è molto ben conosciuta in tutti i suoi aspetti e la scienza ufficiale le ha da­to nobiltà e rigore, migliorando moltissimo la sua resa terapeutica, di­mostrando la sua elevata attività antinfiammatoria e un ampio spettro d’azione per l’attività antibatterica e antivirale. Per un mal di gola, applicare propoli in forma spray offre il vantaggio di queste tre azioni, che la rendono vincente.

Nessun altro prodotto in commercio è paragonabile alla propoli in tal senso. Ma occorre riflette­re su due aspetti: la qualità della propoli in commercio e il suo corret­to utilizzo; ricordando che la sua assunzione è sconsigliata in gravidanza e che soltanto un prodotto titolato, cioè noto nel suo principio attivo, può garantire sicurezza ed efficacia. Dal punto di vista biologico la propoli è un insieme di resine e gomme, raccolte dalle api (sulle gemme apicali, sui tronchi di alcune piante, su scorze e ferite vegetali già medicate dalle stesse piante) e suc­cessivamente lavorate da alcune di esse con enzimi particolari e cera.

Rimedi naturali contro i brufoli

È difficile prenderli con filosofia, se si hanno 15 anni. Figuriamoci se continuano a punteggiare il viso anche quando teenager non si è più, magari da un pezzo. I brufoli sono un problema per molti giovanissimi: ne soffre il 90 per cento dei quattordicenni di tutto il mondo, senza distinzio­ni di sesso. Anzitutto, è bene chiarirlo subito, sono una ma­lattia su base ormonale, ma a provocarli non sono gli ormoni. Gli androgeni, i principali accu­sati, possono essere presenti anche in quantità normali, ma i brufoli compaiono lo stesso.

La colpa è delle ghiandole sebacee del viso, quel­le, per intenderci, che producono il sebo,la sostanza grassa che protegge la pelle. Nell’adolescenza, tali ghiandole sono più sensibili agli effetti degli ormoni. Curare l’acne in modo naturale è possi­bile: l’olio essenziale di malaleuca (Melaleuca alternifolia), cono­sciuta anche come tea tree oil, si è dimostrato utilissimo, quasi quanto il farmaco maggiormen­te usato, il benzoilperossido. La pianta ha meno effetti collatera­li e un’azione più duratura nel tempo, anche se viene raggiunta più lentamente.

Malgrado ciò, chi soffre di acne deve armarsi di pazienza e predisporsi a un trattamento lungo e costare per avere qualche beneficio. Nel caso infatti di qualche foruncolo isolato è sufficiente applicare localmente una piccola quantità di olio per un paio di giorni. Per i casi di acne vera e propria il trattamento può durare anche molti mesi. Non guarisce il problema, ma permette di tenerlo sotto controllo ed evitare che l’infiammazione della ghiandola sebacea provochi prurito e fastidio.

Rimedi naturali contro il mal di gola

Le temperature di questi mesi, spesso inferiori alle medie stagionali previste, hanno interessato un pò tutta l’ Italia e il freddo è stato spesso accompagnato anche da fenomeni come temporali, nevicate e ghiaccio, anche a bassa quota. Una situazione sicuramente non ottimale per prevenire i classici disturbi invernali come sindromi influenzali e raffreddamento.

L’ impatto con il freddo, il vento e l’umido, poi, sopratutto quando si esce da ambienti riscaldati, è davvero dannoso per le vie respiratorie e, tra tutte, a risentirne è sicuramente la gola. A volte, infatti, non basta ripararsi con sciarpe e maglioni per evitare le fastidiose sensazioni di bruciore, pizzicore ed arrossamento, ma se dovessero comparire questi sintomi, però, ci si può aiutare con ottimi rimedi naturali, altamente efficaci, che permettono di evitare l’assunzione di farmaci.

Come evitare il mal di gola

Con l’arrivo dei primi freddi, la causa di gran parte dei malanni è l’aggressione di virus e bat­teri, che colpiscono gola, naso, bronchi, polmoni e talvolta anche l’intestino, con la complicità del freddo. Però non vanno sottovalutati quei fattori che, a questi organi­smi, aprono le porte o ad­dirittura stendono un tappeto rosso. L’aria secca, riscaldata e viziata degli ambien­ti chiusi e affollati, che siano le mura domestiche o gli ambienti di lavoro e studio, a cui si ag­giungono magari il fumo dì sigaretta, l’inquinamento e lo smog cittadino. Più che il freddo in sè, poi, a minacciare la nostra salute sono gli sbalzi  di temperatura a cui ci si sotto­pone passando dagli ambienti chiusi e ultrariscaldatì all’aria fredda.

Per non parlare della stanchezza e dello stress. Tutto ciò indebolisce le difese immunitarie e apre la strada ad influenza, raffreddore, mal di gola, bronchiti, mal di pancia e a tutti quei fastidiosi malesseri che, nel migliore dei casi, pas­sano in un paio di giorni, ma possono anche protrarsi per al­cune settimane. E complicarsi se sono sottovalutati. In particolare nella brutta sta­gione occorre tenere ben aper­te le orecchie e ascoltare i mes­saggi che l’organismo sta lan­ciando. Se si hanno i brividi e si ha la sensazione di aver preso troppo freddo, meglio restarsene in casa a riposare bevendo una tisana o un, belli caldi, allo zenzero e alla cannella per recuperare tutto il calore possibile.

Rimedi naturali contro il raffreddore

Propoli, timo ed echinacea sono molto utili quando esplode il raffreddore, tra le pa­tologie invernali più comuni, ma anche tra le più contagiose. La sindrome da raffreddamento di solito inte­ressa naso, gola, occhi e le vie respiratorie e si manifesta con tosse, starnuti, lacrime, dolore alle orecchie e abbondante produzione di muco. I virus da raffreddamento entrano nelle cellule respiratorie del naso, le rompono e la conseguente liberazione di sostanze irritanti e infiammatorie provoca i sintomi fa­stidiosi che tutti ben conosciamo. Se si è de­bilitati e con  le difese im­munitarie abbassate può anche essere particolarmente cruento o ripresentarsi spesso durante la stagione. Se fa freddo, per prevenirne la comparsa, è bene quando si sta al­l’aperto indossare una sciarpa per coprire naso e bocca, per bloccare le vie d’accesso di virus e batteri, ma soprattutto per evitare che l’aria troppo fredda colpisca il volto e la gola.

 La cosa più utile in ogni caso, è lavarsi spesso le mani. Il virus del raffreddore infatti si trasmette attraverso il contatto fisico, soprattutto tra i bambini che lo raccolgono a scuola e che, toc­candosi occhi e bocca, poi lo passano a chi ancora non è raffreddato, ma lo diverrà presto… compresi genitori e fratellini. Lavarsi le mani di frequente, con il sapone, aiuta a limitare il contagio. E poi via libera anche alla prevenzione con la vitamina C di cui è ricca la frutta e la verdura come gli agrumi, i kiwi, i pomodori e i peperoni.