Ritalin, gli effetti collaterali

Quali sono gli effetti collaterali del Ritalin? Questo farmaco viene utilizzato per combattere la sindrome di deficit di attenzione e di iperattività. Scopriamo insieme quali possono essere le conseguenze dell’uso di questo medicinale stimolante.

Bambini, il metilfenidato (Ritalin) blocca la crescita

L’organo ufficiale della farmacovigilanza italiano ha stabilito che il metilfenidato, il principio attivo del Ritalin, è associato ad un ritardo nella crescita dei bambini. Il metilfenidato, infatti, viene impiegato in caso di deficit d’attenzione e di disordini da iperattività. Già nel corso degli anni Settanta diversi studi sollevarono perplessità sui benefici di questo psicostimolante.

Difficoltà di concentrazione: cause, rimedi e farmaci

Da qualche settimana ho difficoltà di concentrazione ed il mio medico, collegando il tutto ai miei frequenti mal di testa, ha deciso di andare fino in fondo alla questione invitandomi a fare una Tac ed una serie di altre indagini diagnostiche, anche se probabilmente si tratta di pura stanchezza, visto che la mia difficoltà di concentrazione si manifesta esclusivamente nel tardo pomeriggio, dopo una giornata molto intensa. Effettivamente, ve lo dico con sincerità, la cosa mi mette un pochino di ansia e per questo voglio condividere con voi (e soprattutto  con chi come me ha gli stessi sintomi) le informazioni che ho trovato al riguardo.

La malattia del nuovo millennio: la convinzione di essere malati

Sindrome delle gambe senza riposo, ansia sociale, disfunzione sessuale femminile, sindrome di culto della celebrità, sembra che una nuova malattia venga inventata ogni settimana, per ogni potenziale stranezza nel comportamento umano. Ed in questo modo la condizione umana diventa una condizione medica.

Il 10% dei bambini britannici sono considerati malati di un disturbo mentale clinicamente riconoscibile, 34 milioni di prescrizioni di anti-depressivi sono state fatte nel Regno Unito nel 2007, mentre si stima che il 10% degli Stati Uniti dei bambini assuma il Ritalin, un medicinale per combattere i problemi del comportamento. Il dr. Tim Kendall, direttore del National Collaboration Centre for Mental Health e consulente del governo è profondamente preoccupato per quello che vede: una medicalizzazione di una vasta fascia della società.

La neuroetica raccontata da Peter Reiner: “Un giorno le sostanze serviranno a farci godere la vita”

Nel periodo in cui i temi morali piu’ scottanti vengono trattati con le pinze dalla politica, dalla scienza e dalla religione, dall’altro i cittadini cominciano a pretendere di dire la loro sulle questioni etiche piu’ personali che riguardano la ricerca scientifica. Organizzati a Roma dalla Fondazione Sigma-Tau presso l’Auditorium Parco della Musica, i Tribunali di bioetica, programmati per i prossimi 9 novembre e 14 dicembre, puntano ad aprire il dibattito e agevolare la richiesta di rendere soggettive alcune decisioni fondamentali: Stefano Rodotà e Stefano Ferracuti stimoleranno, nelle due occasioni di dibattito, le tematiche della sperimentazione umana dei medicinali e della volontarietà o meno di un omicidio premeditato. Al centro della disputa sempre attualissima, la bioetica del terzo millennio: pillole che promettono la felicità e neurochirurgia che sarebbe in grado di alterare le funzioni cerebrali, ma dove si nasconde, in verità, la felicità delle persone?

Prevenire il rischio di cadute con il Ritalin

La terza età non è solo la fase della vita in cui gli organi e i tessuti invecchiano, dando il via ad una lenta degenerazione dell’organismo: ad indebolirsi sono anche le ossa, che non guariscono velocemente come da giovani dalle fratture e che non sostengono allo stesso modo il corpo.
Questo aumenta il rischio di caduta, incidente comune tra le persone anziane e spesso una tra le principali cause di mortalità per chi è più avanti con gli anni.

I ricercatori dell’Università di Tel Aviv hanno ora messo a punto una nuova terapia per arginare la perdita di equilibrio, evitando così di cadere.
Grazie al Ritalin, principio farmacologico utilizzato comunemente per i disturbi che colpiscono i bambini affetti da sindrome di iperattività, è possibile migliorare le abilità cognitive e motorie degli anziani, scongiurando il pericolo di gravi cadute.
Questa straordinaria scoperta porta la firma del Prof. Jeffrey M. Hausdorff della Sackler School of Medicine ed è stata pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society.