Dolore cronico: medici di famiglia contro terapia oppiacea

Il dolore cronico è ancora sottovalutato dai medici di famiglia. Per la maggior parte dei sanitari presenti sul territorio la legge 38, che regola l’approccio a questo tipo di disturbo, è ancora una volta una illustre sconosciuta. E sebbene in alcuni casi la terapia oppiacea viene consigliata dalle linee guida, la stessa è considerata erroneamente non adatta e quindi non somministrata.

Dolore cronico: sconfiggerlo con l’informazione

Il dolore cronico è una malattia che colpisce almeno quindici milioni di italiani, in gran parte di sesso femminile. E non risparmia, con la sua sofferenza fisica, nemmeno le casalinghe. Si tratta di una patologia che non deve essere sottovalutata perché in grado di compromettere il benessere psicofisico di una persona. Ma è necessario non arrendersi e combatterne gli effetti.

Per il dolore cronico poche le strutture specializzate

Il dolore cronico è una malattia che in diverse forme ed attraverso una serie quasi infinita di patologie colpisce un numero davvero alto di italiani. Purtroppo però rispetto alle persone colpite, le strutture specializzate adibite alla sua terapia sul territorio sono davvero poche. Secondo l’Istat almeno il 20% degli italiani soffre di questa condizione, ma nella maggior parte dei casi rimane in silenzio rassegnato ad una ricerca di pace senza esiti.

Dolore cronico: efficace terapia ossicodone-naloxone

L’associazione ossicodone-naloxone è efficace nel migliorare le condizioni di vita di 9 pazienti su 10 affetti da dolore cronico. Si tratta di una scoperta davvero importante, della quale si discuterà nel corso del simposio “sPAIN in Italy” in corso questo weekend a Roma nel quale scienziati spagnoli ed italiani faranno il punto della situazione sulla suddetta patologia e su questa innovativa terapia.

Terapia del dolore, ancora critico l’accesso

La terapia del dolore nasce per dare sollievo non solo alle persone affette da neoplasie allo stato terminale ma per consentire a chi soffre di dolore cronico (circa un quarto della popolazione italiana, n.d.r.) di poter condurre una vita normale e priva di troppe sofferenze. Le conseguenze di questo disturbo sono diverse e variegate. A due anni dalla legge 38 che ne disciplina l’accesso,  la criticità in merito a questa particolare terapia ancora non è scomparsa.

Artrite reumatoide, le donne colpite già a 35 anni

Si stima che in Italia, l’artrite reumatoide colpisca 350 mila persone, di cui il 75% fra la popolazione femminile tra i 35 anni e i 50 anni, con un rapporto di 5 a 2 rispetto all’uomo. Lo rivela un’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da), svolta in collaborazione con Anmar (Associazione Nazionale Malati Reumatici) e con il contributo di Mundipharma.

Dolore cronico, la situazione in Italia

Quando si parla di dolore cronico, si parla di grandi numeri. E di una battaglia in continua evoluzione. Basta semplicemente pensare al numero di persona affette da patologie scatenanti questo tipo di dolore. Parliamo di almeno il 26% della popolazione italiana, pari a circa 15 milioni di persone in tutta Italia. Nel nostro paese, sebbene teoricamente sia vigente una legge all’avanguardia in tal senso, le messe in pratica della stessa sono laconiche rispetto alle necessità.

La proloterapia, una cura contro il dolore cronico

La proloterapia è una metodica americana impiegata con efficacia da circa 60 anni per la cura del dolore cronico. E’ riconosciuta, infatti, come un trattamento non chirurgico per la ricostruzione dei legamenti, dei tendini, e delle articolazioni dell’apparato muscolo-scheletrico.

Molto spesso, infatti, in presenza di dolore cronico, si preferisce intervenire con farmaci, che spesso non portano l’effetto sperato, o chirurgicamente, dimenticando le strutture legamentose, spesso responsabili dei disturbi cronici e che, assieme alle ossa, hanno il compito di sorreggere il nostro corpo.

Dolore oncologico: uno spray nasale a base di oppioidi per combatterlo

Il dolore oncologico improvviso potrà essere attenuto con uno spray nasale. Il principio attivo del farmaco è il fentanil, un oppioide che, inalato attraverso le narici, aiuterà a vivere meglio, alleviando le sofferenze di chi è afflitto da quel tipo di dolore, causato da tumore, tecnicamente definito “BreakThrough cancer Pain” (spesso abbreviato in BTcP): un dolore improvviso, che si manifesta in modo estremamente violento. In media 6-7 pazienti oncologici su 10 ne soffrono, accompagnando dunque fasi acute a quelle di dolore cronico di base tipico del cancro. La durata del BTcP, generalmente, si aggira sui 30 minuti con una cadenza di 3-4 volte al giorno. La formulazione del nuovo farmaco, dovrebbe riuscire a dimezzare il dolore in circa 20 minuti ed alleviarlo nell’arco dei 30-60. Un nuovo strumento in linea con la concezione sottolineata, più volte, dall’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità): curare i pazienti oncologici, inibire il loro dolore e bloccare la malattia che lo causa.

Dolore cronico: arriva la Scrambler Therapy

E’ nata nel Lazio e si chiama Scrambler Therapy la nuova tecnologia messa a punto per sconfiggere il dolore cronico: si tratta di un sistema ad elettrodi che, posti sul cuoio capelluto, contrastano il dolore agendo direttamente sui segnali inviati al sistema nervoso centrale. Giuseppe Marineo, titolare del brevetto, ne ha già donato due prototipi: uno all’Istituto romagnolo per la cura e lo studio dei tumori di Forlì e l’altro all’ospedale San Filippo Neri di Roma.
L’efficacia della tecnica, che è già stata sperimentata in alcuni centri per la terapia del dolore cronico, fra cui quello dell’università Tor Vergata di Roma, è visibile già dalla prima seduta, mentre le applicazioni ripetute porterebbero alla scomparsa graduale del dolore. Attualmente la Scrambler Therapy è stata prodotta in una versione fruibile solo dagli ospedali per i quali il costo del macchinario si aggira intorno ai 54.500 euro.