Telemedicina, piano di sviluppo UE

La telemedicina? Per la Commissione europea è un vero e proprio “beneficio” per i pazienti, per i sistemi sanitari e per la società. Ecco perché è stata prodotta una Comunicazione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo ed al Comitato delle Regioni. La comunicazione descrive i riscontri positivi e le possibilità di implementazione e sviluppo della tecnologia in questione.

A riportarlo è il sito Telemeditalia, che pubblica anche il documento redatto dalla Commissione nella sua versione integrale. Su questo documento – si riportta – sarà necessario andare avanti e mettere in campo tutti gli attori in gioco e i loro skill. L’obiettivo è chiaro: cominciare finalmente una nuova fase, di progetti effettivi e consapevoli – nonché strutturati, appunto, a livello europeo – della tecnologia della telemedicina.

Tinture per capelli, tra look e pericoli

Le tinture per i capelli? Vi piace Angelina Jolie in questa versione inusuale biondo platino? Il vezzo, peraltro, non è più esclusivamente femminile. In Europa, a tingersi i capelli sono il 60% delle donne e tra il 5 e il 10% degli uomini. Leggende e verità spesso circolano sulle tinture per i capelli e sul loro utilizzo, più o meno sicuro o nocivo. La ricerca e il mercato hanno fatto grandi progressi e, rispetto a tempo fa, le tinture oggi in commercio o utilizzate dai parrucchieri hanno un’aggressività assai meno marcata.

Il punto sta nei materiali usati. I coloranti chimici un tempo utilizzati ora si usano molto meno nelle composizioni, perché sono stati in gran parte sostituiti di origine naturale. Quindi, meno allergie. Gli eventuali effetti di queste operazioni (dettate dal gusto, dal look, dalla psicologia o dalla semplice necessità estetica di coprire i capelli bianchi) cambiano anche in base alla natura della tintura: se temporanea (quindi eliminabile in alcuni giorni con i lavaggi, farà meno danni alla struttura dei capelli, lasciando nella peggiore delle ipotesi i capelli un po’ secchi.

Bombe a grappolo: la condanna della comunità internazionale

Responsabili di un numero indescrivibile di menomazioni, condannate dall’opinione pubblica internazionale, finalmente le bombe a grappolo, anche note come “cluster bombs”, sono state messe al bando dalla comunità internazionale.

Tante le organizzazioni mondiali che si sono battute alacremente per raggiungere questo traguardo. Prima fra tutte l’Unicef che ha fatto di questo fronte il proprio cavallo di battaglia a sostegno del 98% di civili, vittime della potenza di questi ordigni. Una percentuale particolarmente importante in cui si registra quasi 1/3 di bambini e adolescenti tra i soggetti colpiti.

Più sicurezza e prevenzione al lavoro per chi lavora con videoterminali

Ovunque negli uffici e in svariati ambienti di lavoro si lavora con i videoterminali (VDT), cioè con computer e video di altro genere. E’ da tempo ormai, da quando il computer ha iniziato ad invadere dapprima le case, gli uffici, poi le pubbliche amministrazioni, che si diffondono consigli utili sulle corrette posizioni da assumere davanti al pc, sugli stratagemmi utili per ridurre al massimo le radiazioni che assorbiamo da questi apparecchi e altre furbizie per mantenere il più a lungo possibile una buona vista.

Ma una regolamentazione effettiva per chi usa il videoterminale (VDT) al lavoro c’era già, ma solo adesso diventa un obbligo ben definito. Si tratta del decreto legislativo 626/94 che indicava come lavorare correttamente al VDT. Tale decreto era stato emanato in attuazione alla direttiva europea, ed è l’Agenzia Europea per la Salute e al Sicurezza sul Lavoro (EAHSW) che si occupa di monitorare periodicamente il rispetto di queste disposizioni. Secondo la normativa è videoterminalista chi “lavora in modo sistematico ed abituale per almeno 20 ore settimanali” davanti al VDT.