Olio, ceci e fagioli efficaci contro i tumori

Una buona notizia per i consumatori abituali di legumi e olio extra-vergine d’oliva: sembra infatti che il prezioso condimento, i ceci e i fagioli siano efficaci nella lotta ai tumori. E’ quanto scoperto da un recente studio, condotto da Marialuisa Brandi, endocrinologa all’Università di Firenze.
La ricerca ha dimostrato che le cellule intaccate da formazione cancerogena sono suscettibili di rallentare il loro decorso se sottoposte ad uno specifico trattamento con questi alimenti.

Per appurare l’efficacia di olio e legumi contro il cancro, sono state operate delle sperimentazioni utilizzando due colture di cellule umane intaccate da tumore al colon per un totale di diecimila unità cellulari ciascuna. Una coltura è stata lasciata inalterata, l’altra coltura è stata invece sottoposta ad un trattamento impiegando proprio olio extra-vergine di oliva, ceci e fagioli.
Trascorso un tempo di dodici giorni, i ricercatori hanno notato un enorme distacco nella proliferazione della forma cancerogena tra la coltura trattata e quella non trattata.

Tumori in aumento, saranno prima causa di morte nel 2010

Non sono buone notizie quelle che emergono dal convegno “Conquering cancer: a global effort”, in corso di svolgimento nella statunitense città di Atlanta (Georgia). Secondo i più recenti modelli matematici, infatti, pare che il cancro diventerà la prima causa di morte al Mondo già nel 2010. Questo è quanto si può leggere nell’edizione più recente del World Cancer Report, il resoconto stilato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) e pubblicato dalla stessa per l’occasione.

Il convegno di Atlanta, il cui titolo tradotto in italiano suona più o meno “Sconfiggere il cancro: uno sforzo planetario”, ha evidenziato alcuni, allarmanti numeri: i casi di tumore riscontrati a livello mondiale sono infatti raddoppiati negli ultimi 25 anni, ma purtroppo – secondo le stime – raddoppieranno ulteriormente entro il 2020 e potrebbero anche triplicare entro il 2030.

Virus delle epatiti, Hbv, Hcv, Epstein-Barr, Epv e Retrovirus Htlv-1

I virus delle epatiti, Hbv e Hcv, sono le prime cause di cancro al fegato. Entrambi causano la cirrosi epatica che è il fattore di rischio più importante nello sviluppo del tumore.
Quasi il 70% dei pazienti con cancro al fegato ha uno dei due tipi di epatite.

Secondo un recente studio dell’MD Anderson Cancer Center di Houston (Usa) pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, il virus della B aumenterebbe anche il rischio di tumore al pancreas. Il virus della C, invece, potrebbe essere associato ad alcuni linfomi. Hpv è responsabile del 70% di tutti i casi di cancro alla cervice. Se ne conoscono più di 120 tipi, di cui 40 associati a neoplasie del tratto anogenitale. Tra questi, Hpv-16 è responsabile del 60% dei tumori al collo dell’utero mentre ad Hpv-18 è attribuito il restante 10.

Tumore al colon retto: una visita può garantire tranquillità per i 5 anni successivi

Due studi appena usciti confermano che la diagnosi precoce al tumore del colon retto va fatta cominciando a cinquanta anni, ma se il responso è negativo per cinque anni non vi sono motivi di preocccupazione.

Delle due ricerche effettuate, la prima, pubblicata su “Clinical Gastroenterology and Hepatology”, dallo studioso Francis Giardiello della Johns Hopkins University, si basa su dati inattaccabili: quelli legati alle autopsie.

La buona notizia: diminuiscono i casi di cancro

Ci fa piacere ogni tanto comunicare qualche buona notizia, anche se non proviene direttamente dal nostro Paese. I dati arrivano dagli Stati Uniti, e raccontano del primo calo di tumori negli ultimi 80 anni. Infatti nell’ultimo secolo ogni anno il numero delle persone colpite da qualche forma tumorale aumentava senza sosta, ma finalmente per una volta questo numero è andato calando, e ci sono buone speranze che cali ancora in futuro.

Il merito va alla lotta contro il fumo, cominciata negli States e proseguita in Europa anche dall’Italia, che prevede leggi durissime contro i fumatori. Queste restrizioni però non hanno avuto l’effetto contrario di spingere ancor di più la gente a fumare, magari di nascosto, ma hanno ottenuto un risultato anche migliore del previsto: il progressivo allontanamento volontario dalla sigaretta, considerata sempre più in maniera sgradevole anche dai giovani.

Allergie contro il cancro

Le allergie sono molto di più di un fastidioso malfunzionamento del sistema immunitario. Secondo un nuovo studio, infatti, alcune particolari reazioni allergiche possono proteggere l’organismo dall’insorgenza di specifiche forme di cancro.
Nell’articolo pubblicato dagli autori della ricerca, Paul Sherman, Enrica Olanda e Janet Shellman Sherman, ricercatori presso la Cornell University, viene esaminata, infatti, la relazione esistente tra la comparsa di sintomi allergici e l’esistenza di un pericolo di sostanze cancerogene captate dalle difese immunitarie.

Le reazioni allergiche, infatti, possono contribuire a espellere particelle estranee, alcune delle quali possono essere cancerogene o comunque contenere e trasportare agenti cancerogeni, pericolosi se entrano in contatto con gli organi più esposti e suscettibili.
Le allergie possono funzionare, dunque, come veri e propri dispositivi di allarme, consentendo di sapere tempestivamente che nell’aria ci sono sostanze nocive per la salute dell’organismo.

Il mesotelioma, il cancro correlato all’esposizione all’asbesto (amianto)

Il Mesotelioma maligno è una grave forma di cancro correlata all’esposizione alle fibre aerodisperse dell’asbesto, ovvero dell’amianto. Sebbene questa neoplasia possa essere ancora definita rara, negli ultimi anni si è registrata una crescente incidenza di casi nella popolazione e numerose osservazioni suggeriscono che il problema Mesotelioma sia destinato ad assumere dimensioni ancora maggiori negli anni a venire.

Il mesotelioma colpisce ogni anno due italiani maschi ogni centomila, soprattutto tra coloro che sono stati esposti, per motivi professionali o per vicinanza, all’amianto. Il mesotelioma è una neoplasia che origina dal mesotelio, lo strato di cellule che riveste le cavità sierose del corpo (pleura, peritoneo, pericardio, cavità vaginale dei testicoli).

L’Italia è stata uno dei maggiori produttori ed utilizzatori di amianto fino alla fine degli anni ’80, ma nonostante l’uso dell’amianto sia stato completamente bandito nel 1992, l’Italia sopporta oggi le conseguenze dei livelli di esposizione cui ha dato luogo l’uso intenso del materiale dagli anni 50′ nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, e di fibre tessili contenenti questo materiale, della cantieristica navale e della riparazione e demolizione di rotabili ferroviari e dell’edilizia.
Macroscopicamente si presenta come una placca pleurica, meno frequentemente nodulare. Il suo sviluppo può portare all’occupazione dello spazio pleurico che ha come conseguenza il blocco polmonare; e in quella circostanza richiede intervento demolitivo.