Nuove speranze per la sclerosi multipla grazie ai gatti

Tra le tante malattie di cui certamente i gatti non soffriranno mai c’è la sclerosi multipla. Ma ci saranno sicuramente anche altre malattie neurologiche o quelle demielinizzanti, quelle in cui il sistema immunitario attacca la mielina e la distrugge. Questo perché questa “materia bianca” che avvolge il cervello, cervelletto e midollo spinale, nei gatti si rigenera.

Non si tratta di magia, ma di un sistema immunitario particolare che, è stato osservato, è in grado di rigenerarsi automaticamente lì dove negli esseri umani non può guarire. In particolare una malattia come la sclerosi multipla, che distrugge il sistema nervoso centrale, nei felini sarebbe evitata dalla rigenerazione dei tessuti distrutti.

Epilessia, il “sacro morbo” e i risultati della ricerca

Ritratto di Dostoevskij di Vassilij Grigorovič Perov. Fëdor Michajlovič Dostoevskij soffriva, di epilessia. Di epilessia soffrirà il figlio Aleksej, nato nel 1875 e morto solo tre anni dopo in seguito ad un attacco. Ed è alla notizia della morte del padre che Fёdor Dostoevskij ebbe il suo primo attacco di epilessia. Da lì cominciò la convivenza di tutta una vita con questa malattia.

Epilessia. La chiamano il male degli dei, morbo sacro. Compare già 4mila anni fa in un documeneto accadico. Perché in tanti, illustri e geniali, ne hanno o ne avrebbero sofferto. Per anni, si è trattato di una patologia cui non si riusciva a dare una spiegazione. Una condizione quasi “indemoniata”, e da occultare.

Individuata l’area cerebrale della spiritualità

Secondo dei ricercatori della Missouri University, noi ci sentiremmo “sprirituali” perché è il nostro cervello che ce lo impone. Più precisamente è un’area ben marcata del cervello, che come le aree già conosciute dedicate al linguaggio, al movimento, e a tutti gli altri aspetti della vita che oggi ci risultano meno misteriosi, è dedicata esclusivamente alla spiritualità.

L’area in questione si trova nel lobo parietale destro, e i ricercatori l’hanno soprannominata “Definitore del Me“. Infatti è in un certo senso l’area dell’autocritica, quella che se la prende con sè stessi. Secondo Brick Johnstone, uno dei ricercatori, quest’area genera quest’auto-coscienza e ci guida attraverso le relazioni fisiche e sociali, permettendo al proprio corpo di prendere coscienza di sè, e di quello che si sta facendo in quel momento. Le persone che hanno quest’area meno definita hanno maggiore interesse verso la spiritualità.

Nanotubi per super-cervelli, un’invenzione tutta italiana

Non saremo dei Robocop, ma ci stiamo avvicinando sempre di più al modello di “uomo bionico“. Prima c’erano le protesi per gli arti, poi si è passati agli organi interni, ed ora anche l’ultima barriera è crollata: il cervello. Quell’organo misterioso che da sempre divide il mondo scientifico sulle scoperte e sul suo funzionamento sta per essere “violato”, grazie a dei ricercatori italiani.

In particolare si tratta di Michele Giugliano, Laura Ballerini e Maurizio Prato, rispettivamente ricercatori nelle Università di Anversa (il primo) e di Trieste (gli altri due). Questi scienziati hanno inventato dei nanotubi, cioè condotti molto piccoli in carbonio, in grado di far passare gli impulsi elettrici nel cervello in maniera più veloce, ma soprattutto in maniera tale da risolvere numerosi problemi cerebrali.

La fibromialgia: malattia reumatica associata a perdita di sonno

Il termine fibromialgia (FM) deriva da “fibro” che indica i tessuti fibrosi (come i tendini e i legamenti) e “mialgia” che significa dolore muscolare. La fibromialgia è quindi una malattia reumatica che colpisce i muscoli provocando un aumento della tensione muscolare. In buona sostanza, tutti i muscoli (a partire dalla testa fino ad arrivare alla pianta dei piedi) sono in continua trazione. Ci dice il dottor Maurizio Locati, reumatologo e fisiatra all’Ospedale di Saronno

 “La sintomatologia è presente più spesso a riposo, persino durante la notte e, viceversa, migliora con il movimento ed è suscettibile di peggioramento durante le giornate ventose ed in ambiente climatizzato”

Epilessia, tutta colpa dei globuli bianchi

L’1% degli italiani soffre di epilessia. Finora le cause erano rimaste sconosciute, e di conseguenza c’erano problemi anche nell’individuare la terapia, visto che circa un terzo dei pazienti non migliorava nemmeno dopo un trattamento con i medicinali.

Uno studio italiano adesso pare aver trovato una possibile causa dell’epilessia, che apre nuovi scenari sulla formulazione di terapie innovative per combattere questi attacchi. Secondo la ricerca infatti la causa è da attribuire ad un sovrannumero di globuli bianchi che agendo sui vasi sanguigni del cervello provocano i danni che purtroppo migliaia di persone conoscono. Un trattamento con anticorpi specifici impedirebbe il legame tra leucociti ed endotelio vascolare, mediato da molecole di adesione che eliminerebbero il problema alla radice.