Disturbo ossessivo compulsivo e picacismo nella donna che mangia il divano

Ci siamo già occupati di descrivere nei dettagli quello strano disturbo alimentare che va sotto il nome di pica o picacismo e che porta le persone che ne sono affette ad ingerire sostanze non commestibili. Ma trovarsi di fronte un video in cui si vede una donna addentare i cuscini del divano è certamente più impressionante che descrivere nero su bianco una sindrome, rara se si esclude l’incidenza sui bambini.

Eppure oggi, grazie a reality show che fanno scoop con le disgrazie altrui, disturbi come il picacismo diventano all’improvviso oggetto di interesse e curiosità quasi morbosa, fenomeni da audience per non dire da baraccone.
Lei è Adele, ha 30 anni e vive in Florida, per l’esattezza a Bradenton. Il programma a cui ha partecipato per mostrare a tutti come si prepara degli squisiti spuntini con pezzi del sofà è My Strange Addiction, in onda su TLC.

Obesità, la donna che vuole raggiungere i 450 kg per diventare la più grassa del mondo

Lei è Donna Simpson, ha 42 anni e vive nel New Jersey, USA. A differenza della maggioranza delle donne, il suo chiodo fisso non è entrare in una taglia 40, bensì diventare la donna più grassa del mondo. Ed è sulla buona strada, una strada patologica e fatale, oseremmo definirla.
Attualmente la donna pesa già 273 chili, ma è determinata a raggiungere i 450 kg e per farlo assume 12.000 calorie al giorno e… dilapida un patrimonio.

Per andare a fare shopping ha già bisogno di una sedia a rotelle perché non riesce più a muoversi.
Il suo piatto preferito? Il sushi, ne mangia 70 grossi pezzi in un solo colpo. I dolci preferiti sono le ciambelle, ne sforna a decine. Attualmente porta la taglia XXXXXXXL, si nutre di cibo spazzatura e cerca di muoversi il meno possibile.

Trapianto di trachea-laringe: il primo al mondo

Ancora una storia a lieto fine: oggi vogliamo raccontarvi del primo trapianto al mondo di trachea e laringe in contemporanea. L’intervento è avvenuto lo scorso ottobre presso il Davis Medical Centre dell’Università della California. E’ durato circa 19 ore ed ha coinvolto un team internazionale di chirurghi: ha donato una nuova vita a Brenda Jensen, una donna costretta a parlare da 11 anni attraverso un dispositivo elettronico e a respirare e mangiare grazie alla tracheotomia (ovvero un foro sulla gola necessario appunto al passaggio di aria e nutrimenti). La causa di tutto, un errore chirurgico. Dopo soli 13 giorni dall’impianto dei nuovi organi la coraggiosa cinquantaduenne ha pronunciato le prime parole con la sua nuova voce, molto simile all’originale:

“Buon giorno, voglio tornare a casa”.

Chirurgia estetica compulsiva: la storia di una modella

Esiste la chirurgia estetica compulsiva? La risposta è affermativa se prendiamo in considerazione il caso di Alicia Douvall, ex modella  e star della televisione inglese.

La donna, il cui nome reale è Sara Howes, nel corso dei suoi 30 anni di vita ha subito circa 100 operazioni di chirurgia estetica.

Dona ovuli a figlia sterile: è polemica in Gran Bretagna

Vuole estrarre e congelare i propri ovuli per dare modo alla figlia, potenzialmente sterile, di avere la gioia di diventare mamma.

E’ quello che la maggior parte delle donne vuole, dare alla luce un figlio. Mackenzie ha tre sorelle, e non possono immaginarla crescere e guardare le sorelle avere dei bambini mentre lei non può averne.

A parlare così è Penny Jarvis, 25 anni. Madre.

Due trapianti ed una nuova vita: la storia di V.

Nascere tre volte. E’ praticamente ciò che è successo a V. una ragazza venticinquenne di Padova. Grazie a due trapianti di fegato in meno di 4 mesi la ragazza è rinata a nuova vita. E può ora pensare ad un futuro senza paure.

Tutto inizia lo scorso ottobre, quando a causa di un farmaco, V. entra in coma.

Tumore, guarire è possibile: la storia di Kylie Minogue

Guarire dal cancro è possibile. Nella maggior parte dei casi accade senza che nessuno lo sappia, e le piccole grandi vittorie, come quella di rinascere  a nuova vita, rimangono chiuse nei cassetti delle famiglie che le vivono, in anonimità.

Differente se ad ammalarsi è una stella dello spettacolo mondiale, come Kylie Minogue.

Trapianti: assistenza garantita anche senza permesso di soggiorno

Un trapianto di fegato se salvavita è garantito a tutti, anche ai clandestini. La storia che vi raccontiamo si sta sviluppando in queste ore, preziose. Lei, la sfortunata protagonista, si chiama Rozaliia Tsurkan ed è una giovane donna ucraina di soli 28 anni che sembra avere bisogno di un trapianto di fegato. Il suo purtroppo non è più in grado di sostenerla perché a causa di una trasfusione ha contratto un’epatite C, che sappiamo essere purtroppo devastante in questo senso.

E’ ricoverata dall’11 Dicembre presso il San Raffaele di Milano, dove sarebbe giunta direttamente in ambulanza tramite il 118 dall’ aereoporto. Si era recata nel suo paese, in Ucraina, ma qui non avevano avuto modo di curarla. Per questo è tornata da noi. Secondo quanto raccontato in un appello dall’organizzazione EveryOne e dalla Croce Rossa, alla ragazza e ai suoi familiari sarebbe stato detto che non poteva essere inserita nelle liste d’attesa per trapianti urgenti perché il suo permesso di soggiorno era scaduto.

Tumore al seno: la storia di Silvia Mari

Quando il tumore al seno è genetico, talvolta non resta che una via, l’intervento chirurgico. Silvia Mari è una bella donna di 31 anni, dalla storia famigliare dolorosa e complessa.

Sua madre è morta di cancro al seno a soli 36 anni. Lo stesso destino, in età molto ravvicinate è toccato anche alla nonna materna ed alla zia. Ha un’altra zia ancora in vita, alle prese con questo triste male. Cosa fare per evitare lo stesso destino?

“Sono sopravvissuta al cancro alla pelle” – la storia di Candy Kotze Hayes

A Candy Kotze Hayes, una giovane donna sudafricana, è stato diagnosticato un cancro alla pelle nel 2000. In un’intervista rilasciata all’Associazione Tumori del Sudafrica (CANSA) ha deciso di condividere la sua storia.

Il cancro alla pelle diagnosticato alla signora Hayes  era per la precisione un carcinoma a cellule basali morfico, scoperto nel 2000. Il cancro non era del tutto visibile, ma è stato scoperto perché la donna si è fatta visitare per uno strano prurito sul volto, accompagnato dallo scolorimento di piccole vene visibili sulla pelle.

Cellule immortali: la storia di Henrietta Lacks

Henrietta Lacks: la donna dalle cellule immortali. E’ grazie a lei che dal 1951 la medicina e la genetica hanno potuto raggiungere i risultati archiviati. Sono infatti le sue, le prime cellule umane riprodotte in laboratorio. Si chiamano cellule “HeLa” (dal nome della donna appunto) e su di loro si continua a studiare anche oggi: si sono diffuse negli anni presso i laboratori di tutto il mondo.

Si tratta di una storia che ha dell’incredibile: anche se appare essere discutibile dal punto di vista etico è stata in grado di cambiare per sempre il mondo della medicina. L’ha raccolta in un libro uscito lo scorso febbraio Rebecca Skloot, una scrittrice specializzata in opere scientifiche.

Anoressia: la testimonianza di chi ne ha sofferto

L’anoressia e la bulimia, due facce della stessa medaglia raccontate da una donna che le ha conosciute da vicino: Chiara. Ha 43 anni, la mia età e ci siamo conosciute casualmente durante una cena con una fetta di torta in mano. Ha una costituzione robusta, un’ossatura grossa, ma non mi sembra sovrappeso. Sorridendo, ha iniziato subito a raccontarmi la sua storia.

“Una volta, finita questa fetta di dolce sarei corsa in bagno a vomitare. Ero poco più di una bambina e sono stata fortunata ad invertire la rotta”.

La mia curiosità è stimolata, del resto, lei ha voglia di darmi la sua testimonianza.

Leucemia linfoblastica acuta, la storia del piccolo Reece

Reece Holbrook aveva due anni quando i suoi genitori, Jennifer e Ciad, notarono dei lividi sospetti sulle gambe del piccolo:

“Abbiamo pensato che potesse trattarsi dei normali lividi che si procura un bambino di due anni vivace”, racconta Jennifer Holbrook, “ma quando abbiamo visto altri lividi sul torace e piccoli punti rossi, abbiamo immediatamente portato Reece dal pediatra”.

Il medico prescrisse degli esami del sangue e indirizzò subito i genitori all’UNC, il Lineberger Comprehensive Cancer Center afferente alla University of North Carolina School of Medicine. La diagnosi per il piccolo Reece fu di leucemia linfoblastica acuta.

La leucemia linfoblastica acuta colpisce soprattutto i bambini tra i 2 e i 5 anni ed è la responsabile per ben l’80% dei casi totali di bambini leucemici. Le cause di questa malattia si può dire che sono sconosciute, ma in realtà già molti studi hanno riscontrato come molti fattori possono provenire dal periodo prenatale: esposizioni a campi elettromagnetici e radon, a raggi X o a medicamenti, oppure all’esposizione lavorativa dei genitori a benzene.

Tumore al seno e chemioterapia: il racconto di chi combatte ogni giorno

Ogni giorno da tre anni Adriana combatte contro un cancro: quello al seno che ha scoperto quando aveva solo 33 anni. Anche lei come tante, lontana dalle statistiche e dagli screening.

“Appena smesso di allattare, mi sono resa conto di un piccolo nodulo. Solo dopo 9 mesi però ho deciso di fare un controllo. Era un tumore“.

Ma cosa si prova ad una notizia del genere? E’ difficile capire. Lei mi spiega:

“ Io ho sentito subito una grande forza ed ho capito che dovevo combattere. Così l’intervento chirurgico per asportarlo (non una sola volta), poi la radioterapia e la chemioterapia con tutti gli effetti collaterali. Mi sono buttata a capofitto in questa storia cercando di fare qualcosa che andasse oltre me stessa.

Ho creato un sito internet. L’ho chiamato Voglio un mondo Rosa Shocking -(Breast Cancer Awareness). Solo dopo ho scoperto che qualcuno aveva scritto anche un libro con questo titolo, ma a me era venuto da dentro e l’ho lasciato…”.