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Pressione bassa e tachicardia: quando preoccuparsi?

Pressione bassa e tachicardia: è un rapporto molto stretto quello tra queste due manifestazioni fisiche. Esse sono strettamente correlate, ma non sempre indicano insieme una patologia cardiaca. Basta pensare alla gravidanza, dove degli episodi di tachicardia possono essere legati all’ipotensione fisiologica della donna in quel periodo particolare della sua vita.

Prima di tutto ricordiamo cosa è la tachicardia: essa è l’aumento della frequenza cardiaca e quindi dei battiti che il cuore compie al minuto oltre i suoi valori normali. In un adulto sano essi possono variare tra i 60 ed i 100. Bisogna sempre tenere da conto la fisiologia dell’individuo: non dobbiamo dimenticare che vi sono delle persone il cui battito cardiaco è più lento.

L’aumento della frequenza cardiaca è da considerarsi fisiologico, per esempio, in gravidanza: in quel caso anche la respirazione ne sarà affetta, diventando più veloce, e potrebbe capitare che all’ipotensione si accompagni la percezione dei battiti cardiaci e un senso di spossatezza. Nel primo e nel terzo trimestre sono dei sintomi da considerare normali perché conseguenza dell’adattamento dell’organismo alla gravidanza.

L’ansia, lo stress, la febbre, disturbi gastrointestinali, l’ipertiroidismo e il diabete possono essere causa di uno stato di pressione bassa collegata a tachicardia. In caso di stress ed ansia gli episodi sono solo transitori e facilmente riconoscibili come tali: basterà tornare ad uno stato di quiete per vedere sparire tali manifestazioni. Differente il discorso se ad essere coinvolte sono la tiroide e il diabete. In questo caso è bene curare in modo adeguato le suddette patologie, preoccupandosi, se gli episodi si ripetono sul lungo periodo e tali manifestazioni occorrono improvvisamente.  La pressione bassa e la tachicardia possono essere sintomi di queste due patologie: il ripetersi di tali manifestazioni deve portare la persona a rivolgersi ad un medico con una certa solerzia.

Pressione bassa e tachicardia devono essere tenute sotto estremo controllo in particolare se si presentano in persone anziane e nell’assenza delle malattie o condizioni sopradescritte. In questo caso, infatti, potrebbero essere un precursore o un sintomo di malattie cardiologiche come un attacco di angina o l’infarto.

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