Inquinamento atmosferico cancerogeno, parola dell’OMS

L’inquinamento atmosferico è cancerogeno, ora è ufficiale: lo dice anche l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), un organo interno all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Non era cosa già nota, mi direte voi? Sì, ma c’è una novità sostanziale: a partire da ieri anche l’inquinamento outodoor, cioè dell’aria esterna, quello atmosferico, meglio noto come smog, è stato inserito nella lista ufficiale degli agenti cancerogeni propria dello IARC, dove già erano presenti i singoli elementi di cui è composto.

Autismo: lo smog e l’inquinamento aumentano il rischio?

Non si può parlare di una correlazione definitiva tra autismo ed inquinamento, ma si sospetta che quest’ultimo possa rappresentare un fattore di rischio per questa patologia. Sono diversi gli studi che la letteratura medica ha già presentato a riguardo. Ad essi si aggiunge quello della South California Universitiy, pubblicato sulla rivista di settore Archives of General Psychiatry.

Ilva, inquinamento pericoloso per la salute pubblica

L’Ilva di Taranto è stata posta sotto sequestro perché inquinante.  Alla base di questa decisione che coinvolge il centro siderurgico vi è la “noncuranza” dimostrata rispetto ai gravi danni che il suo ciclo di lavorazione e produzione “provoca all’ambiente” ed alle persone. Si è espresso così il gip della cittadina pugliese che ha firmato l’ordinanza. L’inquinamento provocato è stato considerato pericoloso per la salute pubblica. Quali problemi la fabbrica apportava?  

Diabete infantile, rischio correlato allo smog respirato dalla donna in gravidanza?

Vivere in un luogo inquinato, con aria contaminata da gas di scarico e fumi in generale, non è salutare. Ora uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia e Neuroscienze presso la Duke University di Durham (Usa), ci illustra come sia deleterio anche per la salute di un feto, che  una volta nato, presenterebbe maggiore rischio di sviluppare il diabete infantile ed uno stato di obesità, anche a prescindere dalla dieta seguita.

Earth Day: la salute dell’uomo dipende da quella della Terra

Si celebra oggi la Giornata Mondiale della Terra, l’Eart Day 2011, giunta alla sua 41° edizione: l’obiettivo come sempre è quello di fare educazione ambientale e di informare sulla salute del nostro pianeta, che poi sappiamo benissimo essere strettamente correlata allo stare bene dei suoi abitanti, noi esseri umani in primis.  In circa 200 paesi in tutto il mondo si assiste oggi a numerose iniziative volte al recupero di una maggiore sostenibilità, attraverso una cultura della salvaguardia ambientale, a partire dalla tutela delle foreste, il polmone della Terra.

Epidemia colposa ed emergenza rifiuti: rinvio a giudizio per la Iervolino a Napoli

Si dice perplessa ma serena. Rosa Russo Iervolino è stata rinviata a giudizio per epidemia colposa. Gli eventi risalgono all’emergenza rifiuti del 2008. In realtà il suo non è l’unico nome illustre messo sotto accusa dalla procura di Napoli. Con lei infatti figurano Antonio Bassolino, l’ex prefetto di Napoli Alessandro Pansa ed una ventina di altre persone. In particolare a loro carico ci sarebbe l’inerzia, il non aver fatto abbastanza per evitare l’accumulo di immondizia nelle strade che avrebbe provocato numerosi malori. In particolare, un’epidemia di disturbi gastrointestinali e manifestazioni cutanee in tutta la città dove i rifiuti sono rimasti abbandonati dal 1 Novembre 2007 al 15 Gennaio 2008.

Infarto: cosa provoca un attacco di cuore

L’inquinamento atmosferico provoca più attacchi di cuore della cocaina, dell’alcool, del caffè e dello sforzo fisico, affermano i ricercatori Università di Hasselt in Belgio. Sesso, rabbia, marijuana e le infezioni respiratorie possono provocare infarti del miocardio in diversa misura, ma l’inquinamento atmosferico, in particolare quello del traffico intenso, è il principale colpevole.

I risultati, pubblicati su Lancet, suggeriscono che fattori come l’aria inquinata devono essere presi più sul serio quando si osservano i rischi per il cuore, e dovrebbero essere messi nel gruppo dei maggiori fattori di rischio.

Salute, smog costa ai cittadini 9 mesi di vita

Ancora sugli effetti dello smog sulla salute pubblica. Dai bambini agli asmatici agli allergici ai malati cronici che subiscono le ripercussioni più profonde dall’inquinamento atmosferico, fino ai danni a lungo termine per i soggetti sani, più esposti, se vivono in città inquinate, al rischio d’insorgenza di tumori, ictus ed infarto nonché di modifiche all’attività dei geni.

I dati emersi dal recente monitoraggio dell’Agenzia Europea per l’Ambiente confermano quanto affermato da studi a livello nazionale e dalle rilevazioni regionali dell’ARPA, ovvero che nelle metropoli italiane tira una brutta aria, con il superamento dei livelli di polveri sottili consentito dalla normativa UE, 50 microgrammi per metrocubo, per molti giorni dell’anno oltre al bonus di 35 concesso dall’Unione.

Smog e salute, pediatri: “Occorre tutelare i bambini”

La cappa di smog che avvolge l’Italia non accenna a dileguarsi. Milano ha esaurito il bonus di trentacinque giorni all’anno di sforamento dei livelli di PM10 previsto dalla normativa UE. E siamo appena all’11 di febbraio.
Ieri vi parlavamo di un sito, Lamiaria.it, in cui è possibile saperne di più sull’aria che si respira in base alla fascia oraria ed alle condizioni meteo, con consigli su come tutelare la salute dei soggetti sensibili: bambini, anziani, asmatici, allergici, affetti da patologie respiratorie.

Oggi torniamo sull’argomento per raccogliere l’appello di Alberto Ugazio, Presidente della Società Italiana di Pediatria, che si è rivolto alle istituzioni, dai Comuni alle Regioni allo Stato, per chiedere più attenzione alla tutela della salute dei bambini contro l’inquinamento atmosferico da polveri sottili.

L’inquinamento aereo provoca 8 mila morti premature all’anno

I ricercatori del MIT e dell’Università di Cambridge nel Regno Unito hanno pubblicato uno studio dove salta all’occhio un dato a dir poco sconcertante: circa 8.000 morti premature, in tutto il mondo, sono dovute alle emissioni degli aerei. L’atterraggio e il decollo producono una quantità significativa di inquinanti, ma queste fasi sono già regolamentate, mentre le crociere ad altitudini di circa un chilometro non lo sono (almeno non in tutto il mondo).

Gli aeromobili emettono ossidi di azoto (NOx) e ossidi di zolfo (SOx), che reagiscono con i gas già esistenti nell’atmosfera per formare particelle dannose di particolato. Questa ricerca fornisce la prima stima dei decessi prematuri attribuibili alle emissioni degli aeromobili ad altitudini da crociera. L’attuale prassi normativa è quella di controllare solo il ciclo di emissioni durante atterraggio e decollo, convenzionalmente fino ad un’altitudine di circa 1 km.

Le emissioni pericolose sarebbero dunque controllate e mantenute sotto la soglia di sicurezza in queste due fasi delicate. Ma in realtà non sono queste a preoccupare.

Smog, aumenta rischio ictus e infarto già dopo una settimana in città inquinata

Inquinamento e salute sono acerrimi nemici. Dalla cattiva qualità dell’aria indoor alle polveri sottili contenute nell’atmosfera agli scarichi industriali alle radiazioni tossiche, passando per i pesticidi contenuti nel piatto, tutto contribuisce a minare il benessere del nostro organismo e a renderlo più esposto alle malattie. Pensiamo ai bambini che vivono nei pressi di autostrade trafficate, più a rischio di asma, o a chi lavora a contatto con materiali pericolosi, esposto alle malattie professionali.

Oggi parliamo dell’inquinamento più conosciuto e meno silenzioso: lo smog. In città, tra emissioni di automobili al centro e fumi industriali nelle periferie, non si respira certo una buona aria. E stando ad una recente ricerca, proprio a causa degli inquinanti atmosferici, saremmo molto più vulnerabili all’infarto e all’ictus già dopo una sola settimana trascorsa in una città inquinata.

L’inquinamento provoca anche l’otite media

Non bastavano i tumori e l’appendicite, adesso l’inquinamento atmosferico colpisce anche le orecchie. I passi in avanti effettuati nel miglioramento della qualità dell’aria da alcune nazioni nel corso degli ultimi dieci anni ha fatto notare questa novità, dato che è stato considerato un fattore in meno nei casi di infezioni all’orecchio (otite media) nei bambini.

Questi risultati provengono da nuova ricerca presentata all’American Academy of Otolaryngology-Head and Neck Surgery Foundation (AAO-HNSF) Annual Meeting & OTO EXPO 2009, che si è tenuto a San Diego, California, e che si è concluso nei giorni scorsi. Lo studio, che ha utilizzato i dati del National Health Interview Survey, un sondaggio effettuato su 120.060 bambini tra il 1997 ed il 2006, è servito per misurare quanti casi si sono verificati ogni anno, rispetto a quello passato, delle tre condizioni della malattia per ogni soggetto in questione: frequenza di comparsa dell’otite media (UFM, 3 o più infezioni alle orecchie nei 12 mesi precedenti), allergie respiratorie, ed il numero di attacchi della malattia.