Dimagrire dopo chemio e tumore al seno, ecco come

di Cinzia Iannaccio 0

Richiesta di Consulto Medico
“Salve, Vorrei, se possibile, qualche consiglio per ridurre il mio peso. Il 19 giugno 2013 sono stata operata al seno sx per un carcinoma duttale infiltrante. Dopo quadrantectomia il 01 agosto 2013 ho ccoinciato il primo di sei cicli di chemioterapia. Comincio a prendere peso. Eseguo n° 35 sedute di radio, assumo tamoxifene, Decapetyl e ad oggi mi rimane una seduta di Hercepptin per un totale di 18 cicli. Il mio peso ha continuato a lievitare mi ritrovo ad oggi con 13 kg. in piu. Non mangio ( anche se a volte per disperazione mi butto nel mangiare) ma niente anzi il peso continua ad aumentare. Non so piu che fare. Aiutatemi a ritrovare la mia forma. Partivo da un peso di 55 Kg. Sono alta 1.54 e vorrei tornare al mio peso inziale. Secondo Lei è possibile? Se si come fare? Nel ringraziarla anticipatamente Le invio distinti saluti.”

Specializzazione Nutrizione Clinica
Tipo di Problema Peso accumulato dopo chemioterapia.

Risponde la nutrizionista dottoressa Maria Assunta Coppola: cell. 328-2761714 – [email protected]

“Buon giorno, l’incremento ponderale associato ad ormonoterapia è frequente e spiacevole causa di disagio psicologico e fisico per molte donne che iniziano questo percorso. Il repentino calo di estrogeni e/o la loro inefficace azione a livello recettoriale, tipico di questa terapia, determina una menopausa iatrogena, e come avviene per le donne in climaterio, porta ad una diversa distribuzione del grasso corporeo che si localizza non più su glutei e cosce, ma su addome, braccia e seno. E’ comune pensare che il farmaco induca aumento di peso, piuttosto che ad una sua ridistribuzione, ma la realtà è diversa. La stanchezza psico-fisica associata alla malattia e alle terapie, tende a rallentare i ritmi quotidiani e a mettere spesso da parte l’esercizio fisico, che non dovrebbe mai mancare anche per questioni preventive, a vantaggio del riposo. E’ opportuno dedicare i giusti tempi al recupero, ma l’inattività prolungata associata a diete mal equilibrate, causerà un lento e progressivo rallentamento del metabolismo.  Non è raro, inoltre, che le donne in questa fase tendano a rifugiarsi e coccolarsi in cibi dolci e riducano l’assunzione di acqua, che non dovrebbe mai scendere al di sotto di 1 Lt e 1/2 al giorno.

Il mio suggerimento è di iscriversi subito in palestra, iniziando con un attività “dolce” come il pilates o l’acqua gim, e iniziare ad incrementare l’assunzione di fibra sotto forma di  cereali integrali ( orzo, farro, pane integrale, avena), legumi e verdura ( ottime in questi casi le crucifere, ovvero cavoli, cavolfiori, broccoli). Eliminiamo anche il caffè, che potrebbe incrementare i livelli di stress associato alla terapia, e mettiamo da parte lo zucchero a favore della stevia, dolcificante naturale. Infine, evitiamo bevande o prodotti a base di soia, che ad alte dosi potrebbero influenzare l’attività tiroidea e recettoriale degli estrogeni. Saluti”.

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Foto: Thinkstock

 

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