Ictus, tra le cause un’alterazione della flora batterica?

La salute del cuore e dell’arterie dipende anche dall’intestino. Un’alterazione della flora batterica, infatti, potrebbe essere associata all’arteriosclerosi, tra i fattori di rischio di ictus e infarto del miocardio. A sostenerlo, è uno studio condotto da un team di ricercatori della Chalmers University of Technology in collaborazione con l’Università di Göteborg e pubblicato su Nature Communications.

Arteriosclerosi: ora si combatte anche con la chirurgia mininvasiva

L’arteriosclerosi si può combattere anche con la chirurgia mininvasiva. E’ successo al San Matteo di Pavia, attraverso un intervento chirurgico eccezionale, unico in Europa: con 6 ore di sala operatoria, in anestesia totale e con solo 5 piccole incisioni di tre centimetri l’una è stato possibile sostituire un’aorta addominale ormai troppo malandata per permettere la sopravvivenza al paziente.  L’arteriosclerosi rappresenta la più diffusa tra le malattie vascolari. Può riguardare tutte le arterie, ma nella maggior parte dei casi è coinvolta l’aorta.

Obesità infantile legata a rigidità arteriosa

I bambini con più grasso corporeo e meno resistenza fisica rispetto ai loro coetanei in forma, hanno le arterie più rigide già da giovani, rispetto ai bambini magri. E’ quanto sostiene un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori del Medical College of Georgia.
La rigidità delle arterie è un fattore di rischio dell’aterosclerosi, una condizione che tipicamente interessa la popolazione adulta, in cui i vasi sanguigni si intasano.

“Quando bambini in una così giovane età iniziano a sviluppare malattie che comunemente interessano gli adulti è un fattore d’allarme gravissimo. E’ come se il cielo ci crollasse addosso.” ha spiegato la D.ssa Catherine L. Davis, psicologo clinico al MCG’s Georgia Prevention Institute e autrice principale dello studio. I risultati della ricerca sono stati presentati nel corso del 31° Annual Society of Behavioral Medicine Meeting.

Sindrome metabolica: spia d’allarme per le malattie cardiovascolari

La sindrome metabolica in netta espansione nella popolazione italiana. Avverte Alberto Zambon, responsabile del Centro per lo studio e la prevenzione dell’arteriosclerosi all’Università di Padova.

«In media (senza considerare l’età) un italiano su cinque soffre di questa condizione clinica. E la sindrome è associata ad un aumento rischio cardiovascolare, tanto che si potrebbe dire che stiamo per assistere ad un boom di malattie di questo tipo. Valutati singolarmente, i valori di molti pazienti non verrebbero presi in considerazione. Viceversa, la sindrome metabolica funziona da campanello di allarme. E’ sufficiente avere tre parametri oltre la norma per poter parlare di sindrome metabolica. Coloro che sono in questa condizione, nell’arco di 10 anni corrono un rischio 2-3 volte maggiore di incorrere in una malattia cardiovascolare rispetto a quello che corrono le persone dello stesso sesso e della stessa età, che non soffrono di questa sindrome»

Binge drinking, ubriacarsi provoca infarto ed ictus

Viene definito binge drinking, il bere per ubriacarsi, quell’esagerazione voluta e consapevole con le bevande superalcoliche fino a raggiungere lo stordimento.
Se inizialmente questa pratica identificava l’atto di bere smisuratamente qualche giorno di fila fino ad intossicarsi e tralasciando le attività quotidiane, oggi identifica purtroppo un fenomeno molto più vasto, che coinvolge tanti giovani e adolescenti che scelgono di sballarsi con l’alcol.

Secondo il National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA), la soglia per il binge drinking è fissata in cinque o più bevande superalcoliche per gli uomini, in quattro o più drink per le donne, nel lasso di tempo di due ore. Questa pratica, molto diffusa soprattutto nei week-end e durante le festività, in cui molte persone escono con il deciso proposito di ubriacarsi, è deleteria per l’organismo, soprattutto per la salute del cuore.

Fitoterapia naturale: cresce il numero di italiani che si affida a miele di Manuka e polpa di frutto di baobab

Curare le malattie attraverso l’impiego delle piante medicinali: la fitoterapia naturale viene a tutti gli effetti considerata quale precursore della scienza farmacologica, ma anche, in senso diametralmente opposto, della stregoneria e rimanda al primordiale tentativo umano di lenire il dolore fisico e psicologico attraverso l’utilizzo di risorse naturali. In grande spolvero negli ultimi tempi, grazie alle tendenze new age che hanno sostenuto la pratica di “cure alternative” utilizzate (stando a recenti statistiche) dal 24% degli italiani, tale pratica terapeutica ha consentito di portare alla luce le proprietà nascoste delle sostanze nutritive contenute negli alimenti e delle risorse conservate nelle piante.