Meditazione, il modo migliore per ottenere sanità fisica e mentale

Si dice che il corpo sia lo strumento di una ballerina, ma è in sintonia con la sua mente? Un nuovo studio della University of California di Berkeley, suggerisce che il balletto professionale e i ballerini moderni non sono così emotivamente in sintonia con i loro corpi. Almeno non come lo sono le persone che praticano regolarmente la meditazione. I ricercatori hanno strettamente monitorato come le emozioni di meditatori esperti e ballerini professionisti seguivano i cambiamenti fisici come la respirazione e il battito cardiaco.

Hanno così scoperto che i ballerini che dedicano tempo e sforzi enormi per sviluppare la consapevolezza e un controllo preciso sui loro muscoli non hanno un legame più forte tra mente e corpo di quanto non facciano la maggior parte delle altre persone. Di contro, i praticanti veterani del Vipassana, o meditazione della consapevolezza, una tecnica incentrata sull’osservazione della respirazione, del battito cardiaco, pensieri e sentimenti senza giudizio, ha mostrato il più vicino legame mente-corpo, secondo lo studio recentemente pubblicato sulla rivista Emotion.

Meditazione, ottima pratica anti-invecchiamento

E’ sempre impressionante scoprire le potenzialità della mente, finora sfruttate al meglio soltanto attraverso discipline orientali come la meditazione new-age. E così ogni volta che la scienza le osserva, ne rimane sbalordita. Appartengono a studi degli scorsi anni le tesi secondo cui praticare la meditazione può prevenire alcuni disturbi di salute comuni come le malattie cardiache e la depressione, e così il 2011 si apre con una nuova scoperta: potrebbe avere effetto anche sulla longevità.

Ad ipotizzarlo sono i ricercatori della University of California di Davis, i quali hanno confrontato un gruppo di 30 persone che frequentavano corsi di meditazione in ritiro presso il Centro Shambhala Mountain in Colorado, con un gruppo di controllo che non ha partecipato al ritiro, ma che erano in lista di attesa. Nei “meditatori”, che hanno trascorso sei ore al giorno per tre mesi a respirare ed effettuare le altre pratiche in armonia con il mondo sono stati trovati livelli di circa il 30% superiori di un enzima chiamato telomerasi, rispetto a coloro che non erano andati in ritiro.

Power balance: i dubbi sul braccialetto energetico

Power Balance, ovvero l’energia e la forza in un braccialetto in neoprene e silicone. E’ un ologramma però, a dare queste potenzialità che sappiamo quanto servano a chiunque di noi, anche e soprattutto in vacanza, quando il corpo e la mente vogliono riposare.

Si tratta del prodotto più trendy dell’estate in corso, utilizzato da vip e persone comuni. C’è chi giura abbia degli effetti sbalorditivi e chi, come molti specialisti nel settore nega qualunque possibilità terapeutica.

Sicuramente autorevole è l’opinione che vi riportiamo del prof. Walter Santilli, Fisiatra dell’Università La Sapienza di Roma:

“Collegandosi al sito della “Power Bilance” compare un disegno, ovvero un ologramma che sarebbe capace di stimolare il sistema biologico umano, migliorandone le performance.

Relax e respirazione: 10 movimenti antistress

E’ molto probabile che dopo aver tirato la carretta ed accumulato stanchezza per tutto l’inverno e la primavera, lo stress ci aspetti paziente all’inizio dell’estate. Una specie di resa dei conti che arriva implacabile quando le di­fese si abbassano e le tossine, da tempo in agguato, cominciano a prendere possesso del nostro corpo. A tutto ciò si aggiungono gli stress indotti dalle vacanze (orga­nizzazione del viaggio, viaggio stesso, piccoli problemi di convivenza) ed allora possono essere utili alcune tecniche di respira­zione controllata e di rilassamento dei muscoli.

Il rilassamento e la re­spirazione non costano niente e sono metodi efficaci per aiutare l’organismo a disintossicarsi. Respirando, l’ossigeno arriva ai polmoni e viene immesso nel flusso sanguigno, dove favorisce la produzione di energia che fa funzionare il corpo. Se siete stres­sati, la respirazione tende ad es­sere poco profonda ed usa soltanto la parte superiore dei pol­moni. Il livello di anidride carbo­nica, necessaria per mantenere l’acidità del sangue, si abbassa e le tossine nocive non vengono espulse. Se i nervi e i muscoli sono coinvolti in questo feno­meno, si possono manifestare stanchezza, palpitazioni e attacchi di panico.

Programma bellezza: il momento migliore del giorno per….

La maggior parte di noi donne si occupa delle “questioni estetiche” nei ritagli di tempo. Ho un sacco di amiche che si tolgono le sopracciglia mentre guardano la Tv o che si fanno la ceretta durante la pausa pranzo, senza considerare che: per ottenere i massimi risultati, sapere “quando” è importante almeno quanto “come” farsi belle. Il nostro fisico è una macchina in continua evoluzione durante il giorno, il mese e l’anno. Questo significa che la mattina il corpo non è lo stesso della sera, come non è lo stesso in estate e in inverno, quindi non dovreste trattarlo sempre allo stesso modo. Cambiate le vostre abitudini e vi stupirete dei risultati.

Il momento migliore del giorno per:

  • Farsi la doccia: Molte pensano di risparmiare tempo prezioso facendosi la doccia la sera invece della mattina (solo per dormire 10′ in più) ma quello che non si tiene in considerazione è che se invece diventa la prima cosa appena alzate.. diventa un potente energizzante, almeno quanto il caffè. L’acqua che scorre sul corpo stimola i centri nervosi della pelle, aiutando la circolazione e rendendo la pelle più luminosa. Gli effetti benefici dell’acqua saranno ancora più evidenti se usate una spazzola o un guanto di crine per strofinarvi il corpo.
  • Idratarsi: Vi consigliamo di spalmare creme idratanti e protettive subito dopo esservi lavate. Infatti il vapore che viene emesso durante la doccia ha aperto i pori della pelle e la crema penetra molto meglio.
  • Togliervi le sopracciglia: dopo la doccia, questo è il momento in cui la pelle è più morbida e i pori sono dilatati: usate le pinzette adesso e vi assicuriamo che soffrirete molto meno del solito.
  • Truccarsi: Seguite questi 3 passaggi:  a) i fluidi si raccolgono sotto le palpebre mentre state orizzontali e ci vuole circa 1 ora per veder scomparire l’effetto “gonfiore”. Se non volete andare in giro con quelle brutte borse sotto gli occhi, provate a mettere dei sacchetti di camomilla bagnati e freddi sugli occhi per un minuto.2) Aspettate almeno 10 minuti dopo la doccia. Questo permetterà agli oli della pelle di tornare in superficie e al fondotinta di spalmarsi meglio e in modo più omogeneo. 3)provate a mettere il mascara per primo. Le ciglia truccate mettono in evidenza il contorno occhi e vi aiuteranno ad evitare di esagerare con ombretti o eye liners, che rendono il trucco pesante.

Più memoria con la fitoterapia

 

La buona memoria, si dice, non è tutto, ma, certamente è una marcia in più. Ma da che cosa è condizionata la memoria? E perché si ricordano con facilità alcune cose, mentre altre risultano così difficili da me­morizzare? La memoria è influen­zata dai fattori emotivi, che incidono sia positivamente, sia ne­gativamente sulla capacità di ricordare. In altri ter­mini, è la motivazione a stimolare maggiormente il ricordo. Allo stesso modo, l’emotività può di­sturbare la memoria e provocare un vero e proprio “corto circuito”, interrogazione o un esame impor­tanti.

 

E allora cosa fare? C’è chi si affida ai rimedi dolci pro-memoria e a quelli antistress. Per quanto riguarda la fitoterapia il rimedio più usato è sicuramente il ginseng. Si tratta di una pianta di origine asia­tica ampiamente utilizzata dalla medicina tradizionale cinese. Esiste il ginseng rosso e quello bianco. Viene utilizzato come to­nico dell’umore, anti-stress e pianta dalle proprietà neuropro­tettive. Altra pianta utilizzata spesso nei problemi di perdita di memoria è il ginkgo biloba, le sue riconosciute proprietà vaso-attive intervengono favorendo microcircolazione cerebrale.

L’idroterapia: cosa cura e come funziona

Un tempo, quando medicina e religione non erano nettamente separate, l’impiego dell’acqua aveva essenzialmente un significato rituale. Lavarsi non serviva solamente ad allontanare le impurità del corpo, ma anche per detergere l’anima. In molte civiltà antiche il fiume principale che attraversava il territorio era considerato sacro. Bagni, abluzioni, docce, impacchi freddi e caldi hanno, da sempre, fatto parte delle prescrizioni per riacquistare o per preservare la salute. Già Ippocrate di Kos, vissuto tra il V e il IV secolo a.C., e considerato il padre della medicina occidentale, consigliava diverse pratiche idroterapiche ai suoi pazienti.

E a partire dal XVII secolo che nell’ Europa centrale riprende vigore la cultura e la pratica dell’idroterapia. Priessnitz, Kuhne, Rickli, Just, ma soprattutto l’abate Sebastian Kneipp misero a disposizione di tutti un sistema terapeutico di pratiche semplici, ripetibili da chiunque (anche a casa propria) ed estremamente efficaci. Oggi migliaia di persone affollano le stazioni di cura che —in ambienti straordinari e spesso intatti — permettono di praticare a titolo preventivo o curativo le diverse metodiche idroterapiche.

Pet therapy con cani, gatti, roditori e pesci

Lo speciale rapporto che lega uomo e cane nasce molto tempo fa, addirittura nel paleolitico, epoca in cui, secondo alcune tracce archeologiche, i due esseri già convivevano sotto lo stesso tetto (se di tetto si può parlare!). Ma ci vollero ancora moltissimi anni prima che un neuropsichiatra statunitense si accorgesse dello straordinario potenziale dell’amico canide, soprattutto in relazione al mondo della medicina. Nel 1953 Boris Levinson notò una cosa molto particolare: uno dei suoi assistiti, un bambino affetto da problemi di autismo, aveva imparato a chiamare il suo cane e a relazionarsi con lui. Era nata la pet therapy.

Curioso come questa denominazione, che si serve di due nomi inglesi (pet = animale, therapy = terapia) sia adottata quasi esclusivamente in paesi non anglofoni, come l’Italia. Negli Stati Uniti e in Inghilterra si parla invece di “animai therapy“. La pet therapy, dunque, altro non è che l’uso di un animale da compagnia, adeguatamente addestrato e coadiuvato da un’equipe medica, per superare stati di ansia, mancanza di affetto, stress e depressione, oltre a vari handicap fisici.

Lo yoga scientifico: prevenzione dei tumori e delle infezioni

Lo yoga è la più antica tecnica evolutiva al servizio dell’uomo e innumerevoli testimonianze ne attestano l’origine nella notte dei tempi. Sono stati ritrovati, lungo la valle dell’Indo, sigilli in pietra raffiguranti figure umane nelle posizioni classiche dello yoga che lo fanno risalire al 3000 a.C., ma si crede sia ancora più antico.

 Nel corso dei millenni ha subito molte trasformazioni, prendendo, secondo le personali interpretazioni dei vari maestri, strade anche diverse, così sono nate molteplici scuole e correnti, che mettono l’accento su un particolare aspetto della pratica. Il suo diffondersi in occidente è relativamente recente: è solamente nei primissimi anni della seconda metà del secolo passato che inizia la sua penetrazione (per opera dei vari Yogananda, Sivananda, Aurobindo, Maharishi, Osho ed altri).

Tecnica alexander per rieducare il corpo e la mente

Cari lettori quest’oggi vi portiamo all’attenzione di una nuova disciplina poco conosciuta in Italia, in grado di apportare grande benefici al nostro corpo, la tecnica Alexander. Lo stress, l’eccessiva tensione nervosa e fisica, sono spesso responsabili di vizi e scorretta postura, scarsa respirazione, cattiva digestione e disturbi dei sonno.

Che fare allora? A dar man forte a noi tutti ecco giungere una nuova tecnica basata sul metodo di rieducazione mente-corpo che, attraverso dei “trucchi“, insegna a compiere movimenti più fluidi impiegando minore tensione muscolare e raggiungendo una sensazione di benessere nell’utilizzo del corpo. Nel praticare questo metodo rieducativo si migliora la percezione di se stessi e si acquisisce la tranquillità emotiva.

Fitoterapia naturale: cresce il numero di italiani che si affida a miele di Manuka e polpa di frutto di baobab

Curare le malattie attraverso l’impiego delle piante medicinali: la fitoterapia naturale viene a tutti gli effetti considerata quale precursore della scienza farmacologica, ma anche, in senso diametralmente opposto, della stregoneria e rimanda al primordiale tentativo umano di lenire il dolore fisico e psicologico attraverso l’utilizzo di risorse naturali. In grande spolvero negli ultimi tempi, grazie alle tendenze new age che hanno sostenuto la pratica di “cure alternative” utilizzate (stando a recenti statistiche) dal 24% degli italiani, tale pratica terapeutica ha consentito di portare alla luce le proprietà nascoste delle sostanze nutritive contenute negli alimenti e delle risorse conservate nelle piante.

Eliminiamo lo stress da lavoro: impariamo a respirare e facciamo danze etniche

Bocca secca, gola stretta, difficoltà a digerire, dolori allo stomaco, mal di schiena e mani sudate. Ma anche sonno disturbato, aggressività, frequenti gaffes e atti maldestri. Sono questi i segnali da tenere d’occhio per riconoscere lo stress negativo da ufficio. Molti medici, in questi casi, invitano i forzati della scrivania a rallentare. In proposito sono anche usciti saggi e manuali, ma le ricette all’insegna della lentezza s’infrangono sulle pieghe di una crisi economica che, invece, pretende un costante attivismo.

E allora? Il vero asso nella manica per risparmiare tempo in ufficio, ma anche nella vita privata, è la creatività. Il che significa dare un’impronta particolare all’organizzazione del lavoro, trovando soluzioni nuove e personali ai problemi (organizzazione diversa dello spazio, differente sistema di archiviazione dati).
Una prima regola, tanto banale quanto difficile da realizzare, è quella di eliminare tutte le distrazioni, inclusi telefono, siti internet e programmi superflui dal computer.

Rigenerarsi con lo yoga

La disciplina più trendy ed efficace del momento? E’ antichissima: si tratta del­lo yoga, una pratica inventata dagli antichi maestri indiani più di due­ mila anni fa. La sua filosofia è rac­chiusa già nel nome, tratto dal termine sanscrito «yui», che significa «unire»: attraverso la pratica di una serie di posizioni (le «asana»), in­fatti, questa disciplina consente di armonizzare la mente e il corpo, migliorando il benessere.

 II principio fondamentale dello yo­ga? Spiega Eros Selvanizza, presidente della Federazione Italiana Yoga

 “E il pranaiama, cioè l’arte di respirare correttamente. I saggi in­diani, infatti, pensavano che pro­prio la respirazione fosse un modo per immagazzinare il «prava», un’e­nergia vitale in grado di sbloccare le tensioni e potenziare le capacità fisiche e mentali. È stato dimostrato che le posi­zioni dello yoga attivano il sistema cardiocircolatorio, tonificano il sistema nervoso e favoriscono, di conseguenza, il controllo delle emozioni e la concentrazione. Gli effetti più evidenti e immedia­ti, però, riguardano la muscolatu­ra: praticare la disciplina almeno 2­/3 volte alla settimana consente di allungare i muscoli e sbloccare i legamenti dei corpo, spesso troppo “ingessati”. I primi risultati? Arri­vano già dopo quattro sedute”.

Non è un caso, del resto, che lo yo­ga attragga da tempo l’attenzione della comunità scientifica. La Scuo­la di Medicina della Boston Univer­sity, per esempio, ha dimostrato che questa disciplina può funzio­nare su alcuni stati ansiosi e de­pressivi meglio dei farmaci, e sen­za effetti collaterali: è in grado, in­fatti, di aumentare del 27% la produzione nell’organismo di acido Ga­ba (gamma-aminobutirico), un neu­rotrasmettitore che, al pari della se­rotonina, aiuta a controllare gli sta­ti emotivi.