Sessualità, prima volta dipende dai geni?

La prima volta in cui le persone hanno rapporti sessuali ed esprimono la loro sessualità è da sempre al centro dell’attenzione. Dipende anche dai geni? E’ quello che suggerirebbe una ricerca recentemente condotta dall’Università di Cambridge.

Calo del desiderio? Fate troppo sesso!

Avvertite un certo calo del desiderio? Il problema potrebbe che fate troppo sesso. E’ questo il risultato di una ricerca condotta dalla Carnegie Mellon University e pubblicata in questi giorni sulla rivista specializzata Journal of Economic Behavior & Organization che rimette in gioco tutto quanto si era detto finora in materia di libido e frequenza dell’atto sessuale.

Sesso durante la mezza età: gli uomini sono più attivi delle donne

Gli uomini hanno più del doppio delle probabilità, rispetto alle donne, di essere sessualmente attivi in età avanzata, ma la buona salute è la chiave per entrambi per poter dare sfogo ai propri istinti, dice uno studio pubblicato dal British Medical Journal.

I ricercatori dell’Università di Chicago hanno analizzato i dati provenienti da due sondaggi per giungere a questa conclusione. Il primo ha riguardato 3.000 persone di età tra 25 e 74 anni che hanno compilato dei questionari a metà degli anni ’90; l’altro, incentrato sulla vecchiaia, è stato effettuato un decennio più tardi, su un numero simile di volontari di età compresa tra 57 e 85 anni.

Il primo risultato è che all’età di 55 anni, gli uomini hanno in media quasi 15 anni di vita sessualmente attiva davanti a loro, e le donne di 10 anni e mezzo. Essi hanno anche scoperto una grave lacuna tra i generi sulla vita sessuale.

Nel complesso, gli uomini avevano più probabilità rispetto alle donne di essere sessualmente attivi, segnalando una buona vita sessuale di qualità e di essere interessati al sesso. Queste differenze di genere aumentano con l’età.

Il divario più grande è stato tra i 75 e gli 85 anni, quando il 38,9% degli uomini ha detto di essere sessualmente attivo, rispetto al 16,8% delle donne. Un altro 41,2% degli uomini si sono detti interessati al sesso, contro l’11,4% delle donne.

Troppo testosterone rovina le famiglie

La saliva di un uomo può indicare che tipo di padre e marito sarà. Nelle società poligame, gli uomini con alti livelli di testosterone nella saliva hanno più probabilità di prendere più mogli e dedicare ai loro figli meno attenzione, rispetto a quelli con minor produzione di ormoni sessuali.

Il nuovo studio effettuato tra gli abitanti di un villaggio rurale del Senegal si aggiunge al lavoro precedente, sottolineando il ruolo fondamentale del testosterone nell’accoppiamento e nel ruolo genitoriale. Gli alti livelli di testosterone sono stati collegati ad una maggiore attività sessuale, all’infedeltà e al conflitto coniugale. Tuttavia, dopo che gli uomini diventano padri, i loro corpi in genere cominciano a produrre meno ormoni.

Questo è buono per noi, così siamo in grado di adattarci alle sfide sociali molto rapidamente

spiega Alexandra Alvergne, antropologa presso l’Università di Montpellier, in Francia, e dell’Università di Sheffield, Regno Unito, che ha condotto lo studio.

Masturbazione legata a cancro alla prostata, ma solo in ventenni e trentenni

Una vita sessuale particolarmente intensa e una frequente attività di masturbazione sono collegate ad un aumento del cancro alla prostata, ma questo è valido soltanto per ventenni e trentenni. Il rischio, infatti, sembra diminuire con l’avanzare dell’età. Gli uomini che sono sessualmente molto attivi tra i venti e i quaranta hanno più probabilità di sviluppare un cancro alla prostata, soprattutto se si masturbano spesso, secondo uno studio condotto su oltre 800 uomini.

Tuttavia, il team di ricerca del Regno Unito ha anche riscontrato che l’attività sessuale intensa in un uomo sulla quarantina sembra avere poca incidenza sulla comparsa del tumore, anche se livelli alti di attività sessuale in un uomo di cinquanta anni potrebbero offrire protezione contro la malattia. La maggior parte delle differenze sono state attribuite alla masturbazione piuttosto che ai rapporti sessuali e alla loro frequenza.

Apnea del sonno legata a disfunzione erettile

La sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno (Osas) è un disturbo molto diffuso che ora può trovare una preoccupante associazione negli uomini con un’altra patologia abbastanza comune nel sesso maschile: la disfunzione erettile.
Secondo una recente ricerca, infatti, gli uomini che soffrono di apnea del sonno possono essere altresì colpiti da una forma curabile di disfunzione erettile, provocata dalla regolare privazione di ossigeno che avviene durante gli attacchi che ostruiscono le vie respiratorie.

I ricercatori che hanno condotto questo studio, un’equipe della University of Louisville, hanno scoperto, realizzando una sperimentazione su topi di laboratorio, che nel corso di una settimana in cui gli animali erano affetti da ipossia cronica intermittente, vale a dire la mancanza di ossigeno  provocata dall’apnea ostruttiva del sonno, si registrava un declino pari al 55% delle erezioni quotidiane spontanee.