I lettini della morte, abbronzatura artificiale in Australia causa melanoma

Molto spesso durante i mesi autunnali ed invernali, ma anche in estate, migliaia di persone sentono l’irrefrenabile desiderio di un colorito più scuro e ricorrono alle lampade abbronzanti. Forse che avere un colorito meno pallido sia diventato sinonimo oggi di salute e forma fisica invidiabili. Ma siamo lontani mille miglia dalla vera realtà delle cose. L’abbronzatura artificiale, che si prende sui lettini dei centri estetici dotati di solarium, non è affatto un marchio di buona salute o di bellezza perchè accentua il rischio di insorgenza di tumori della pelle. In Australia i lettini solari hanno causato molti morti, tanto che gli esperti sollecitano l’intervento governativo per disciplinarne o addirittura metterne al bando la fruizione.

Secondo una recente ricerca effettuata dagli studiosi del Queensland Institute of Medical Research e di recente pubblicazione sul Medical Journal of Australia, in molti soggetti l’uso frequente e sconsiderato dei lettini solari porta all’insorgenza di melanoma, una tra le forme di tumore dell’epidermide più diffusa.

Sovrappeso e rischio tumori. Nuovo campanello d’allarme per gli oversize

Non ci stancheremo mai di ripetere che uno stile alimentare sano può prevenire l’insorgenza di molteplici patologie, primo fra tutti il cancro, e che l’obesità espone al rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete e ipertensione. Tanto più che sono ormai quasi all’ordine del giorno gli studi e le ricerche che hanno come oggetto l’influenza negativa di queste condizioni sul nostro stato di salute generale.

L’ultimo campanello d’allarme giunge dall’Istituto di medicina sociale e preventiva di Berna che, in collaborazione con i colleghi di Manchester, ha rilevato che esiste una netta correlazione fra l’indice di massa corporea (IMC) e l’incidenza di alcune forme di cancro come quelli all’intestino, ai reni, all’esofago e alla tiroide. Lo studio, basato sull’analisi di 140 articoli scientifici pubblicati negli ultimi 40 anni, ha analizzato inoltre le differenze fra i sessi nell’incidenza dei tumori anche in relazione alla provenienza geografica.