Sperimentazione farmaci, muore volontario

E’ morto un volontario e 5 sono in gravi condizioni in Francia in seguito alla sperimentazione di un nuovo farmaco . Il trial “incriminato” è stato condotto presso il Rennè Hospital: ad essere messa in dubbio, ora è la sicurezza generale di questi test.

Sativex per la Sclerosi Multipla, Italia apre a cannabis terapia

Il Sativex, è da ieri in commercio anche in Italia. Si tratta di un medicinale a base di cannabinoidi per la terapia della spasticità relativa alla Sclerosi Multipla, nei pazienti in cui gli altri medicinali antispastici non hanno efficacia. E’ un grande passo in avanti per le persone colpite da questa malattia che finora per ottenerlo dovevano attivarsi in una lunga prassi burocratica: fare richiesta al Ministero della Salute per l’acquisto di farmaci all’estero, previa prescrizione di uno specialista e una volta avuta l’autorizzazione, per quantità equivalenti a soli tre mesi era possibile acquistare il Sativex….. a totale carico del paziente, ad un prezzo di circa 600,00 euro (minimo, ma fino anche a 2,000,00, comprendendo le spese per l’importazione),…. ovvero una terapia finora negata a molti malati! E’ anche un importante apertura verso i cannabinoidi ovvero la cannabis terapia.

Via libera alla cannabis terapeutica in Toscana

La Toscana ha approvato l’utilizzo della cannabis a scopo terapeutico. E’ la prima regione italiana a farlo. Il consiglio del governo regionale ha approvato una legge che ne disciplina l’utilizzo, in organizzazione e procedure.  I farmaci cannabinoidi sono stati quindi approvati come ausilio terapeutico all’interno delle cure palliative e nella terapia del dolore.

Dipendenze: patatine come la cannabis

Se non riuscite a smettere di mangiare patatine è normale: ne siete diventati dipendenti. Ma non vi preoccupate, lo siamo quasi tutti. E’ quanto emerge da un recente studio effettuato presso il Dipartimento di Drug Discovery and Development dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, in collaborazione con l’Università della California di Irvine, secondo cui le patatine fritte provocano, all’interno dell’intestino, la produzione di endocannabinoidi, delle sostanze che portano la dipendenza allo stesso livello dei cannabinoidi come la marjuana.

Negli USA trapianti vietati a chi fuma marijuana

In molti ospedali statunitensi può accadere di vedersi negata la possibilità di un trapianto d’organo se si è fatto uso di cannabinoidi. I pazienti che hanno assunto marijuana possono infatti venire esclusi dalle liste di attesa per la donazione di organi, anche se l’assunzione è avvenuta per scopi terapeutici su prescrizione medica (pratica consentita in 12 stati). Questo perchè chi ha fatto, o fa, uso di cannabinoidi corre il rischio di sviluppare una dipendenza da queste sostanze che rischierebbe di rendere vani i risultati ottenuti con il trapianto esponendosi al rischio di contrarre l’aspergillosi, una patologia causata da una muffa che si può trovare sulla marijuana, ma anche sul tabacco la cui insorgenza risulta agevolata dagli immunosoppressori, i farmaci che i trapiantati d’organo assumono per limitare il rischio di rigetto.

I criteri di ammissione alle liste d’attesa per i trapianti variano nei diversi ospedali perchè lo United Network for Organ Sharing (che gestisce la donazione degli organi negli Stati Uniti) lascia che sia ogni singola struttura sanitaria a stabilirli autonomamente, ma il fenomeno ha indignato enormemente gli antiproibizionisti che ritengono questa prassi colpevole di aver già fatto due vittime. E un altro uomo affetto da Epatite C, che necessita di un trapianto di fegato per continuare a vivere, è in fin di vita per aver assunto cannabinoidi a scopi antidolorifici.