Depressione, la cannabis ne favorisce l’insorgenza

La depressione può essere favorita dall’utilizzo di cannabis, specialmente in caso di predisposizione genetica da parte di chi la consuma. Si tratta del risultato di una ricerca degli scienziati dell’Istituto di Scienze del Comportamento dell’Università Radboud di Nimega, in Olanda. E se si pensa che la maggior parte dei consumatori di tale sostanza stupefacente sostengono di farlo per gli effetti euforici che la stessa apporta, la rivelazione acquista ancora più significato.

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Droga: per la Commissione Globale va legalizzata

La droga va legalizzata, il proibizionismo e la repressione, si sono rivelate un fallimento. Questo l’appello sorprendente lanciato dalla Commissione globale per le politiche sulla droga, di cui fanno parte anche Kofi Annan e numerosi ex capi di Stato. Secondo l’organismo internazionale, infatti, è necessario un deciso cambio di rotta se si vuole combattere efficacemente la tossicodipendenza.

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Chemioterapia: olio di pesce e cannabis contro effetti collaterali

Non di rado il THC o tetracannabinolo, principio attivo della cannabis, viene associato alle patologie tumorali come utile per recuperare il senso del gusto che si perde solitamente nel corso delle chemioterapie e per combattere il dolore.

Ora uno studio canadese pubblicato sulla rivista Annals of Oncology, dimostra come la molecola aiuterebbe i pazienti affetti da tumore anche a dormire meglio. Non si tratta dell’unica ricerca interessante a livello oncologico: un altro studio dimostra infatti come l’olio di pesce possa rappresentare un ottimo integratore alimentare per salvaguardare la massa muscolare.

Cannabis terapia: gli effetti e la legge in Italia spiegati da un esperto

Cannabis terapia. In Toscana presto sarà approvata una legge che prevede la somministrazione di farmaci cannabinoidi (ovvero derivati da canapa indiana), negli ospedali e/o in strutture per le cure palliative, per tutti quei pazienti in fase terminale che ne avessero bisogno e solo nei casi in cui altri farmaci non dovessero più fare effetto. Il tutto previa identificazione di un responsabile che verifichi il rispetto delle linee guida; il medicinale medico specialista dovrà essere comunque prescritto soltanto da un in neurologia, oncologia o nel trattamento della terapia del dolore. La novità vera però sta nel fatto che a sobbarcarsi le spese di tale pratica medica, sarà il Servizio Sanitario Regionale, visto che quello Nazionale, non lo fa.

In Puglia già da tempo la cannabis terapia è a spese della Regione, ma si tratta di una delibera della Giunta e non di una legge vera e propria. Sul territorio nazionale, esistono comunque numerose iniziative al riguardo.

Ma quale è la situazione attuale in Italia circa l’utilizzo di questi farmaci? Ce lo ha spiegato la Professoressa Rosanna Cerbo, neurologa e coordinatore per la Regione Lazio del progetto “Ospedali e territorio senza dolore”, che sta lavorando ad una ulteriore ipotesi legislativa sul tema.

Droghe: dalla depressione alla schizofrenia, i danni alla salute della cannabis

Un uso non controllato di cannabis può provocare schizofrenia, depressione, infertilità ed in caso di gravidanza anche seri rischi per lo sviluppo del feto. E’ ciò che afferma un testo di oltre 500 pagine presentato ieri a Palazzo Chigi. Il libro “Cannabis e danni alla salute” è stato realizzato dal Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con le Nazioni Unite ed il patrocinio di molte associazioni ed organizzazioni di settore, come quelle degli assistenti sociali, dei medici, infermieri e pediatri. Si tratta di un vero e proprio manuale che elenca gli effetti collaterali e nocivi a breve e lungo termine di questa sostanza  citando ogni volta una ricerca scientifica al riguardo: dalla tossicologia, agli aspetti neuropsicologici, sociali, medici.

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Marijuana e cancro, trovato possibile legame

Gli effetti sulla salute della cannabis sono in continuo studio da parte di scienziati di tutto il mondo, divisi tra coloro i quali affermano alcune conseguenze negative come problemi sulla psiche, sul sistema endocrino, sulla fertilità maschile, sulle attività psicomotorie e persino sul cuore, e chi invece continua ad affermare che le prove sono ancora insufficienti per avvalorare certe tesi.

In questa discussione si inserisce Prakash Nagarkatti dell’Università del South Carolina, Stati Uniti, il quale afferma di aver trovato un possibile legame tra l’uso della marijuana e l’insorgenza dei tumori. In particolare pare che la cannabis incida sul MDSC, o in italiano cellule soppressorie di derivazione mieloide. Queste cellule sono presenti in gran numero nei malati di cancro, e secondo i ricercatori americani sarebbero presenti anche nei consumatori di cannabinoidi.

Regione Puglia autorizza e copre le spese per la cannabis terapia

La Regione Puglia ha approvato la cannabis terapia con una delibera di giunta firmata nel Febbraio scorso dall´assessore alla salute Tommaso. Con questo provvedimento viene autorizzata l’ erogazione dei cannabinoidi a scopo terapeutico, per curare principalmente patologie come la sclerosi multipla ed i tumori, ed è totalmente a carico del servizio sanitario regionale. Ogni ASL, infatti, dovrà coprire la totalità dei costi per la terapia a base di cannabis e garantire il trattamento a tutti i pazienti. Una speranza in più, insomma, anche per tutti coloro che affetti da gravi patologie dovevano rivolgersi al mercato estero per acquistare questi prodotti. La marijuana potrà essere somministrata anche nei casi di spasticità secondaria e malattie neurologiche, nausea e vomito non controllati causati da chemioterapia o radioterapia, dolore cronico neuropatico che non risponde ai farmaci disponibili, ma l’iter per il suo utilizzo è preciso e regolamentato.

La cannabis fa più male di quanto si pensava ed incide più sugli adolescenti che sugli adulti

Una nuova ricerca canadese è destinata a riaprire il dibattito, e di conseguenza le polemiche, sulla pianta più discussa del secolo: la cannabis. Gli adolescenti canadesi sono tra i più grandi consumatori di cannabis in tutto il mondo. Gli effetti di questa pianta da cui poi si ricava la droga, sui cervelli dei giovani, pare siano peggiori rispetto a quanto inizialmente si pensava, secondo una nuova ricerca della dott.ssa Gabriella Gobbi, ricercatrice dell’Istituto psichiatrico di ricerca della McGill University Health Centre.

Il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Neurobiology of Disease, suggerisce che il consumo quotidiano di cannabis negli adolescenti può provocare depressione e ansia, e può avere un effetto irreversibile a lungo termine sul cervello.

Lo spinello venti volte più cancerogeno della sigaretta

Già in passato abbiamo parlato della distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti facendo ovviamente le dovute distinzioni. Quest’oggi tuttavia vi riportiamo l’esito di una ricerca commissionata dal governo canadese e pubblicata sulla rivista “New Scientist” nella quale viene rilevato la profonda pericolosità in quello che molti ragazzi chiamato un banale spinello.

Ebbene dalla ricerca emerge che se fumare fa male, fumare uno spinello, invece che una sigaretta, alza notevolmente il rischio di sviluppare il cancro. Secondo la rivista canadese, il fumo della cannabis contiene ammoniaca, sostanza chimica altamente cancerogena, venti volte di più rispetto al fumo del tabacco. Dallo studio emergono anche altri dati inquietanti, nella cannabis sono presenti in misura cinque volte maggiore del tabacco acido cianidrico e ossido di azoto, che portano seri danni a cuore e polmoni.

Italia, il bel Paese della cannabis tra pizza spaghetti e spinelli

L’Italia, da oggi, ha conquistato un altro triste primato in Europa, divenendo la patria della cannabis. Tra una pizza e una spaghettata in compagnia, gli italiani trovano sempre il tempo di fumare un salutare spinello, probabilmente sognando un posto migliore in cui vivere e un presidente più abbronzato, chi può dirlo!

A regalarci questo meritatissimo primo posto è stata la relazione annuale stilata, come di consuetudine, dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e basata sull’evoluzione del fenomeno in Europa.
Nel nostro Paese la sostanza stupefacente più consumata è proprio la cannabis, di cui l’Italia risulta la maggior consumatrice nell’Unione, a pari merito, se così si può definire, con la Spagna.

Un farmaco con gli effetti terapeutici della cannabis

Un nuovo tipo di medicinale potrebbe alleviare il dolore in modo analogo alle proprietà terapeutiche della cannabis senza alterare il cervello. E’ quanto afferma un recente studio effettuato dai ricercatori dell’Imperial College di Londra.

La ricerca dimostra per la prima volta che i recettori dei cannabinoidi CB2, che possono essere attivati tramite l’uso di cannabis, sono presenti nei nervi sensoriali umani nel sistema nervoso periferico, ma non sono presenti nel cervello umano.
Secondo gli studiosi, i farmaci che attivano i recettori CB2 sono in grado di bloccare il dolore mediante l’arresto della trasmissione di segnali di dolore dei nervi sensoriali umani.