Cesareo aumenta rischio obesità nei bambini

Partorire con il cesareo aumenta il rischio di obesità nei bambini. E’ quanto emerge da uno studio condotto dall’Harvard T.Chan School of Public Health (Usa) e pubblicato sulla rivista scientifica Jama Pediatrics. Passati sotto la lente di ingrandimento oltre 22 mila ragazzi nati da più di 15.200 donne e seguiti per anni interi nell’ambito di un progetto mirato a mettere a fuoco il rapporto tra cesareo e problemi di obesità appunto.

Esercizio fisico in gravidanza riduce rischio cesareo

Un costante esercizio fisico in gravidanza riduce il rischio di cesareo: è quanto emerge da una ricerca della Thomas Jefferson University, negli Usa, pubblicata sulla rivista American Journal of Obstetrics and Gynecology, che sottolinea l’importanza di un po’ di movimento nei nove mesi di gestazione.

Sanità, ecco i nuovi LEA

Nuovi cambiamenti nella Sanità: sono stati presentati i nuovi LEA, i livelli essenziali di assistenza. Ovvero tutte le nuove procedure che saranno completamente rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale.

Parto cesareo: i risultati del sondaggio commentati dall’esperto

Si è concluso il nostro sondaggio sull’uso e l’abuso del taglio cesareo in Italia. Avevamo sentito il bisogno della vostra opinione riguardo ai fatti di cronaca non troppo felici che hanno riguardato le sale parto italiane nelle ultime settimane. Troppi casi “sospetti”, un gran numero di complicanze inaspettate e forse un’eccessiva enfasi mediatica hanno posto l’accento su un problema che si conosceva e sul quale il Ministero della Salute stava già lavorando.

Da qui il nostro sondaggio. “Il parto cesareo, in Italia la percentuale più alta d’Europa. Perché secondo voi?” Le vostre risposte mi hanno colto di sorpresa.

Per il 36% dei lettori di Medicinalive che ha partecipato (anche grazie alla nostra pagina di facebook) la causa risiede nell’aumento dell’età media delle partorienti e nelle complicanze correlate.

Segue con il 22% l’opinione che sia la donna a richiedere il cesareo per avere la garanzia dell’anestesia, troppe volte negata!

Parto cesareo: un test ne svela la necessità

Un test che predice la necessità di un parto cesareo: chissà se avrebbe evitato l’inopportuna lite dei due ginecologi del Policlinico di Messina. Certo è che l’esame in questione sembra essere possibile, anzi sarebbe già in uso in Norvegia, Belgio e Svezia. Ma di cosa si tratta di preciso? Il principio è semplice: l’utero è un muscolo e come tale, i suoi movimenti possono produrre acido lattico.

Il test consiste nella misurazione dei livelli di questa sostanza nel liquido amniotico. Quando la concentrazione di acido lattico è troppo alta (ovvero come quando fanno male i polpacci dopo una lunga camminata in salita) l’utero non è più in grado di avere le giuste contrazioni. Si inibisce quindi la possibilità di un parto fisiologico che avviene grazie alle naturali contratture uterine.

Neonato muore: i genitori, diverbio tra ostetriche

Non è possibile, un neonato è morto al Policlinico Casilino di Roma. Secondo la versione dei genitori, questa volta a litigare sull’opportunità di un taglio cesareo sono state due ostetriche. Nella giornata delle scuse per i fatti di Messina da parte del Ministro per la Salute Fazio, che ha dichiarato la sua intransigenza al riguardo, ecco che spunta un altro caso di presunta malasanità.

Il bambino è morto a due giorni dalla nascita. I genitori di 30 e 26 anni chiedono chiarezza ed eventuale giustizia. La donna era giunta in ospedale con due settimane di anticipo rispetto ad un cesareo programmato, manifestando forti dolori addominali.

Le due ostetriche avrebbero avuto un diverbio sull’opportunità dell’intervento chirurgico. Il padre del bambino ha percepito che ci fosse di mezzo un cambio di turno.

Parto indolore: storie di un diritto negato

Dopo la pubblicazione del nostro post sul parto indolore, abbiamo avuto modo di raccogliere alcune testimonianze che vi vogliamo raccontare: Laura ha partorito ormai 25 anni fa, ma ricorda tutto come se fosse ieri:

Ero terrorizzata dall’idea del parto. Poi ho fatto un viaggio in Cile: bellissimo e utile. Ho scoperto che per il parto lì si usava l’epidurale. E’ stata la spinta definitiva: tornata in Italia mi sono decisa al grande passo. Non è stato facile trovare chi mi facesse quell’anestesia garantendomi sicurezza. Se ne sentivano di tutti i colori: soprattutto sul rischio di rimanere paralizzati. Il destino ha voluto che dovessi programmare un cesareo.

Parto cesareo, in Italia se ne abusa

 

 Parto cesareo, ovvero quella tecnica chirurgica necessaria ad evitare complicanze, spesso a salvare la vita alla donna o al bambino che sta per nascere. In Italia nel 1980 si praticavano 11 cesarei ogni 100 nascite. Nel 1985 l’Oms raccomandava di non eseguire più di un taglio ogni 7 parti. Questo dato, corrispondente al 15% della casistica, rappresenta la soglia limite oltre la quale non esiste certezza di beneficio per mamma e bimbo. In Italia eravamo bravi dunque.

Da quegli anni, le indagini diagnostiche, i controlli in gravidanza ed il ricorso ad una analgesia epidurale anche per i parti spontanei avrebbe dovuto provocare una ulteriore inversione di tendenza. Invece no, siamo arrivati addirittura al 38%, primi assoluti in tutta Europa, seguiti dal Portogallo con un 33% e poi dall’Olanda con il 15%. Se si leggono le casistiche, si scopre che nella regione Campania si arriva addirittura al 62%, contro il 23 % del Friuli Venezia Giulia.