Ecco cosa accade nel cervello di un tossicodipendente

Alcune parti del cervello sono coinvolte nel controllo delle emozioni e dei comportamenti, e mostrano diversi livelli di attività nei consumatori di cocaina rispetto al normale quando entrambi i gruppi svolgono dei test psicologici. Questi risultati, rilevati tramite il brain-imaging effettuato presso l’US Department of Energy’s Brookhaven National Laboratory e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, suggeriscono che alla base di tali defezioni c’è la dipendenza che porta ad una maggiore vulnerabilità. La stessa su cui si punta nelle terapie per tentare di uscire dal tunnel della droga.

Spiega Rita Goldstein, autrice dello studio:

Molti studi hanno rilevato una diminuita attività cerebrale nei tossicodipendenti rispetto ai soggetti sani durante i test psicologici. Ma non è mai stato chiaro se tali differenze sono dovute a diversi livelli di interesse o di capacità tra i due gruppi. Questo è il primo studio a rilevare tale differenza, più altre drammatiche differenze nel cervello che riguardano la capacità di controllo, la disciplina ed il comportamento emotivo, tutti importanti per resistere alla droga. Queste differenze individuano le regioni del cervello interessate, così da venire considerate gli obiettivi per nuovi tipi di terapie volte a migliorare la funzione di auto-regolamentazione e di controllo.

I ricercatori hanno studiato 17 dipendenti dalla cocaina e 17 persone sane. Entrambi i gruppi sono stati istruiti a spingere uno dei pulsanti colorati corrispondenti al colore del tipo utilizzato per le parole che sono state presentate, connesse al consumo di stupefacenti (ad esempio, crack, tossicodipendente corrispondevano ad un colore, parole che non c’entravano nulla corrispondevano ad un altro colore, ecc.) o termini neutri. I soggetti sono stati ricompensati con 50 centesimi per ogni risposta esatta, per un massimo di 75 dollari.

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Alcol, droga e velocità nel week-end tipo degli italiani

Sempre meno una trasgressione, sempre più la normalità: abuso di alcolici e superalcolici, assunzione di sostanze stupefacenti, alta velocità su strade e autostrade all’uscita da locali e discoteche. Sono queste le abitudini che contraddistinguono il fine settimana dell’italiano medio, raccolte da un’indagine del Censis, nel 42esimo Rapporto sulla situazione sociale del Paese.

A quanto pare uomini e donne del Bel Paese si comportano bene senza insani vizi dal lunedì al venerdì per poi eccedere e strafare nel week-end, la libera uscita da vincoli e catene di orari di lavoro che toglie il freno agli istinti e all’euforia più incontrollata.
Per quanto riguarda il consumo di alcol, l’assunzione durante i pasti è calata bruscamente, mentre è in crescita l’abuso di superalcolici fuori pasto, con picchi preoccupanti tra i giovanissimi.

Italia, il bel Paese della cannabis tra pizza spaghetti e spinelli

L’Italia, da oggi, ha conquistato un altro triste primato in Europa, divenendo la patria della cannabis. Tra una pizza e una spaghettata in compagnia, gli italiani trovano sempre il tempo di fumare un salutare spinello, probabilmente sognando un posto migliore in cui vivere e un presidente più abbronzato, chi può dirlo!

A regalarci questo meritatissimo primo posto è stata la relazione annuale stilata, come di consuetudine, dall’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze e basata sull’evoluzione del fenomeno in Europa.
Nel nostro Paese la sostanza stupefacente più consumata è proprio la cannabis, di cui l’Italia risulta la maggior consumatrice nell’Unione, a pari merito, se così si può definire, con la Spagna.

La maledetta cocaina: effetti e complicanze

La cocaina si estrae dalle foglie dalla pianta di coca, un arbusto delle Ande che cresce spontaneo (Perù e Bolivia) e viene anche coltivato. Antichissimo è l’uso, da parte degli indigeni delle Ande, di masticare le foglie della pianta per sentire meno gli stimoli della fame o per meno avvertire la fatica fisica durante le lunghe marce. La cocainomania ovvero l’abuso di cocaina, è una delle tossicomanie più pericolose e soprattutto più diffuse, almeno in certi ambienti. S’instaura in seguito all’abitudine di aspirare cloridrato di cocaina.

Dopo una prima fase di piacevole agitazione nervosa, con resistenza allo sforzo fisico e mentale, la cocainomania produce grave disturbi: insonnia, tachicardia, allucinazioni, inappetenza, delirio, demenza. Quello che contraddistingue la droga è “la scomparsa dei freni inibitori“, e di ogni senso morale associata alla “condizione di bisogno“che rende il tossicomane schiavo del suo vizio. Quest’ultimo inoltre risulta pericoloso per sé e per la società in quanto soffre di manie omicide e suicide.

La cocainomania può essere guarita soltanto isolando, per un periodo più o meno lungo i pazienti, e privandoli, così, della droga. Il suo uso, così diffuso nel mondo occidentale negli ambienti più ricchi e sofisticati ha motivazioni di natura sessuale. Solo degli ingenui hanno potuto pensare nel mondo dei calcio, ad un presunto “doping“. La cocaina non era utilizzata per vincere le partite e la fatica fisica in campo, quanto per “perdere ogni controllo” durante il rapporto sessuale e farlo protrarre il più a lungo possibile.

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La mappa dello sballo: dagli scarichi urbani Milano in cima per consumo di cocaina

I tunnel della dipendenza aumentano, anno dopo anno. Sembra quasi che non si possa vivere oggi senza appigliarsi a qualche insano vizietto: dal fumo all’alcool, dall’alimentazione sregolata alle perversioni sessuali, gli eccessi sembrano governare la nostra società.

Nessun falso moralismo, sia ben inteso: la libertà di strafare e di distruggere la propria vita è una delle tante strade che si sceglie in totale autonomia di percorrere. Pensiamo alla droga, per esempio. E’ proprio vero che siano soltanto le cattive compagnie, i problemi esistenziali a spingere verso le sostanze stupefacenti?

Cocaina: in aumento l’uso fra le donne

Per combattere ansia e stress anche le donne si rifugiano, sempre più spesso, nella cocaina. Questo il dato emerso nel corso del convegno “L’altra faccia della coca” svoltosi all’Università Cattolica di Milano. E ad affermarlo è la psicologo Gabriella Gilli, docente di psicologia dell’arte e di psicologia della personalità presso l’ateneo milanese. Il consumo di coca cresce tra le giovani studentesse e tra le donne in carriera che assumono in maniera occasionale la sostanza stupefacente per affrontare stress, stanchezza, ansia, ma anche paure e insicurezza legate agli impegni di studio e di lavoro. Oltre a costituire una soluzione illusoria, avverte la docente milanese, l’assunzione occasionale di cocaina espone al rischio di sviluppare una vera e propria dipendenza dalla quale è poi difficilissimo uscire.

Italiani sedentari e obesi. Il Rapporto Osservasalute per il 2007

E’ stato diffuso martedì a Roma il Rapporto Osservasalute per il 2007. Il documento fornisce un quadro abbastanza dettagliato dello stato di salute del paese e della tipologia e diffusione dei servizi sanitari sul territorio nazionale. Dai dati raccolti emerge in particolare come obesità e sovrappeso rischino di diventare una vera e propria emergenza sanitaria per il paese. Dal 2002 ad oggi infatti il tasso di obesità è passato dall’8,5% al 9,9% distribuendosi in ugual modo nei due sessi, ma con una maggiore incidenza al sud rispetto al nord. A peggiorare le cose la cattiva abitudine alla sedentarietà: solo il 20,9 della popolazione pratica sport in maniera costante, soprattutto i giovani fra 6 e 19 anni, e solo il 10,3% afferma di praticare attività fisica saltuariamente. I meno sportivi si trovano al sud con una percentuale del 58,6% in Sicilia. Inoltre sarebbero gli uomini ad essere maggiormente afflitti da problemi di sovrappeso.

Il rapporto conferma una maggiore (seppur leggermente) longevità per le donne, che vivono in media 83,9 anni contro i 78,3 anni degli uomini, a fronte di una paese che appare sempre meno giovane:il triste primato di regione più vecchia spetta alla Liguria, mentre le Marche sono la regione più longeva con una media di 79,2 anni per gli uomini e di 84,4 anni per le donne. In controtendenza il dato relativo alla natalità che aumenta al nord e diminuisce al sud. Non mancano i dati sorprendenti come quello che registra un aumento delle malattie infettive, soprattutto sifilide e gonorrea. Mentre il tasso di incidenza dei tumori è aumentato al sud avvicinandosi così a quello del nord, tradizionalmente più alto. In compenso però su tutto il territorio nazionale si è ridotta la mortalità per questo tipo di patologia, soprattutto grazie al miglioramento dei servizi di prevenzione e di screening oncologico. Tuttavia, mentre la diffusione dello screening mammografico per le donne settentrionali è del 90% per le meridionali è solo del 40%.