Cancro alla prostata, le cure

Il cancro alla prostata è una delle patologie cancerose più diffuse tra gli uomini ultracinquantenni. Negli ultimi anni i trattamenti si sono evoluti dando la possibilità ai pazienti di sottoporsi a cure sempre più avanzate e meno invasive. Scopriamole insieme.

Cancro del retto, cura passa per la robotica

Curare il cancro del retto attraverso la robotica. E più nello specifico con il robot “Da Vinci XI” nella sua rinnovata composizione. Un intero studio in merito alla sua applicazione in questo caso è stato pubblicato di recente sull’International Journal of Colorectal Disease.

Operazione al fegato completamente condotta con il robot Da Vinci

Gli italiani hanno conquistato ancora una volta un primato nel mondo della robotica. All’Ismett di Palermo è stata infatti condotta la prima operazione al fegato completamente condotta da un robot senza l’ausilio di del bisturi da parte di un chirurgo “in carne ed ossa” che ha guidato i bracci meccanici da una consolle.  Anche in questo caso a conquistare il ruolo di protagonista è stato il robot “Da Vinci”.

Isterectomia con robot Da Vinci, “a lezione” con l’Ospedale di Pisa

Negli ultimi anni la chirurgia robotica ha fatto passi da gigante. E’ il caso dell’Ospedale di Pisa, che l’anno scorso, operando una paziente affetta da tumore dell’endometrio attraverso l’ombelico, con il robot Da Vinci, ha messo a segno un primato mondiale. L’isterectomia robotica, denominata “single port” (singola via d’accesso) è stata riproposta in streaming durante il Congresso della Sergs, Società europea di chirurgia robotica ginecologica, che è in programma a Marsiglia da oggi sino al 15 giugno.

Intervento vescica con robot, al Misericordia di Grosseto

Al Misericordia di Grosseto è stato eseguito un intervento di asportazione e ricostruzione della vescica con il robot, utilizzando un tratto dell’intestino del paziente. Si tratta di un’operazione chirurgica molto delicata, sino ad oggi effettuata solo da 3 centri in tutta Europa. L’intervento è stato eseguito interamente con il “Da Vinci“, un robot chirurgico già in uso da diversi anni e che fin dal suo primo utilizzo ha dimostrato la sua efficacia in diversi settori della medicina.

Da Vinci, corso intensivo di robotica a Pisa dal 23 al 25 febbraio

Le innovazioni tecnologiche in continuo sviluppo possono rappresentare un ottima “arma” contro molte patologie. E’ però basilare che vi sia del personale addestrato ed altamente qualificato nel gestirle. E’ per questo motivo che dal 23 al 25 febbraio si svolgerà a Cisanello,  nel Centro multidisciplinare di chirurgia robotica dell’Aoup di Pisa  il corso internazionale di III livello, nella gestione dei robot cardiotoracici.

Robot Da Vinci: i possibili utilizzi in urologia

Il robot Da Vinci, fin dalla suo primo utilizzo chirurgico ha dimostrato la sua efficacia ed importanza in diversi settori della medicina, rendendo palese come la robotica possa rappresentare un compendio di primo ordine quando si ha bisogno di agire con la minima invasività su pazienti altrimenti a rischio. In merito al suo utilizzo, presso il Congresso della società italiana di urologia si è fatto il punto sul suo utilizzo in ambito urologico.

Tumore, utero asportato da ombelico grazie a robot Da Vinci

Asportare un utero malato attraverso l’ombelico.  Sebbene sembri impossibile è proprio quello che è successo presso l’ospedale di Pisa, dove il Centro interdipartimentale di chirurgia robotica insieme ai colleghi del reparto di Ostetricia e Ginecologia del nosocomio toscano sono riusciti a praticare, grazie al sistema robotico Da Vinci, una isterectomia senza operare invasivamente la paziente, una donna di 60 anni affetta da tumore dell’endometrio.

Trapianto di pancreas: col robot Da Vinci è la prima volta al mondo

Un trapianto di pancreas eseguito per la prima volta al mondo con l’ausilio del robot Da Vinci. E’ accaduto a Pisa ed è servito per salvare la vita ad una donna di 43 anni, affetta da diabete giovanile (o diabete di tipo 1). In genere l’intervento tradizionale è molto rischioso perché altamente invasivo: dura tra le 4 e le 5 ore e si effettua attraverso un taglio lungo tutto l’addome. Questo tipo di  trapianto comporta molti rischi, anche per la fragilità del paziente che vi si sottopone, provato dal diabete. Nel 50% dei casi purtroppo si assiste a serie complicanze post operatorie.

La signora sottoposta all’intervento in questione è stata dimessa già da qualche giorno, dopo un mese di normale decorso post chirurgico. I rischi peggiori sembrano dunque essere finalmente scongiurati utilizzando Da Vinci. Ma come? Il robot rappresenta l’ultima generazione della chirurgia mininvasiva e laparoscopica. Grazie al suo utilizzo l’operazione è durata tre ore ed è stata caratterizzata da piccoli buchi sull’addome (tipici della laparoscopia e necessari al passaggio degli strumenti) e da un taglio di soli 7 centimetri attraverso cui far passare il nuovo organo (un pancreas prelevato da donatore cadavere).

Robot chirurgo, il futuro della chirurgia in scena a Roma con i casi più difficili

Operare i casi più difficili con il supporto della chirurgia robotica. Oggi si può. Lo hanno fatto a Roma i migliori esperti del settore nell’ambito della tre giorni conclusasi ieri e dedicata al settimo congresso europeo di laparoscopia e chirurgia robotica, presieduto dal professor Vito Pansadoro.

Specialisti provenienti da tutto il mondo hanno mostrato le tecniche migliori per utilizzare i robot chirurgo, effettuando diciotto difficilissimi interventi. Interventi che senza l’apporto del robot chirurgo sarebbero davvero inimmaginabili: la chirurgia robotica amplifica la precisione del braccio umano, garantendo risultati che rasentano la perfezione e riducendo i rischi di imprecisioni e complicazioni sotto i ferri.

Robot in medicina

Robocop, di Paul Verhoeven (1987); A.I. Intelligenza artificiale, di S. Spielberg  (2001) ; Io, robot, di Alex Prora (2004); Wall – E, di A. Stanton (2008 ), ma anche Goldrake e Jeeg Robot d’acciaio. Tutte storie suggestive, diverse, che raccontano della convivenza tra esseri umani ed automi, storie proiettate verso un futuro che è già iniziato.

Certo difficilmente incontreremo per strada l’Uomo Bicentenario di Asimov, o assumeremo come colf Caterina del mitico film di Alberto Sordi, ma la robotica ha già una vasta applicazione. Non solo: secondo uno studio giapponese entro il 2025, 2/3 di questi dispositivi saranno usati nei servizi e nella medicina. Abbiamo già incontrato Da Vinci, che opera con precisione millimetrica in sala operatoria grazie a consolle, joystick e bracci meccanici, ma non è l’unico. 

Da Vinci, il robot chirurgo

Si chiama Da Vinci ed è un robot chirurgo molto apprezzato. Approvato dalla FDA (Food and Drug Administration) americana già nel 2000, opera in tutto il mondo. Nonostante il nome, che vuole essere un vero omaggio al genio di Leonardo, Da Vinci è una creatura prodotta in america ed è quanto di meglio la tecnologia possa offrire in chirurgia laparoscopica:

uno schermo Hd con immagini tridimensionali, una suturatrice digitale, ma soprattutto quattro braccia meccaniche ed una consolle che permette al chirurgo vero e proprio di lavorare lontano dal tavolo operatorio, manovrando il robot attraverso un prezioso joystick. I vantaggi di questa tecnica che manderà a breve in pensione la laparoscopia (di cui comunque può dirsi figlia) sono molti:  prendiamo ad esempio l’intervento di asportazione di un tumore alla prostata.