Rene policistico, al via la campagna #BumpPKD

Per celebrare adeguatamente la Giornata Mondiale del Rene Policistico prevista per marzo 2017, l’
AIRPAssociazione Italiana Rene Policistico onlus, insieme ad altri gruppi del PKD International (Gruppo Europeo a supporto del Rene Policistico), lancia la raccolta fondi online #BumpPKD.

Malattie cardiovascolari: danni renali fattore di rischio

I reni sono quegli organi adibiti alla “pulizia” del nostro organismo attraverso la purificazione delle scorie presenti nel sangue. Un loro malfunzionamento, a lungo andare mette a dura prova anche il funzionamento del cuore: maggiore è la riduzione della funzionalità di questi organi, maggiore è il danno per il cuore. Una ricerca recentemente presentata in tal senso ha spiegato come chi è affetto da un danno renale lieve ha incorre  in un pericolo di malattia cardiovascolare di due-tre volte superiore alla norma.

Terremoto: quanto si sopravvive sotto le macerie?

Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad immagini strazianti dei terremoti a L’Aquila, ad Haiti ed ora in Giappone, ma ogni tanto qualcuno riesce a sottrarsi dalla terribile conta delle vittime, ed anche a distanza di giorni viene tirato fuori dalle macerie, provato ma vivo. Ma quanto si può sopravvivere sotto le macerie?

Un devastante terremoto di magnitudo 9.0, come quello che ha scosso il Giappone, è in grado di uccidere migliaia di persone. Per fortuna le strutture antisismiche sono presenti ovunque nel Paese, altrimenti i decessi sarebbero stati molti di più. Per una persona giovane e sana che si ritrova sotto le macerie ben idratata e ben nutrita, le probabilità di sopravvivere possono tranquillamente raggiungere i circa quattro giorni. Ma il periodo di tempo scende notevolmente in condizioni diverse.

Nefropatia da reflusso

Nefropatia da reflusso

La nefropatia da reflusso è una condizione in cui i reni sono danneggiati dal reflusso dell’urina nel rene.

CAUSE: L’urina scorre da ciascun rene, attraverso i tubi chiamati ureteri, nella vescica. Quando la vescica è piena, si stringe e invia le urine attraverso l’uretra. Nulla delle urine dovrebbe ritornare nell’uretere quando la vescica viene liberata. Ogni uretere ha una valvola a senso unico da dove entra nella vescica, impedendo il reflusso dell’urina nell’uretere. Ma in alcune persone, l’urina scorre indietro fino al rene.

Nel corso del tempo, i reni possono essere danneggiati o segnati da questo riflusso, portando alla nefropatia da reflusso. Il reflusso può verificarsi in persone i cui ureteri non si attaccano correttamente alla vescica o se le valvole non funzionano bene. I bambini possono nascere con questo problema o con altri difetti di nascita del sistema urinario.

Il paracetamolo dei comuni antidolorifici può evitare danni renali dovuti alle lesioni muscolari

Le lesioni muscolari gravi, come ad esempio le lesioni subite per uno strappo o una collissione, incidenti d’auto ed esplosioni, fino anche ai danni muscolari da eccessivo esercizio fisico o interazioni con altri farmaci statine, possono essere pericolose peeché in grado di causare danni renali cronici. La terapia è stata limitata a fluidi per via endovenosa e dialisi, ma un nuovo studio suggerisce che il paracetamolo comunemente utilizzato negli antidolorifici può proteggere i reni da eventuali danni.

Un team di ricerca internazionale guidato dai ricercatori del Vanderbilt University Medical Center ha pubblicato la sua relazione sul Proceedings of the National Academy of Sciences, in cui viene spiegato che l’acetaminofene ha impedito danno ossidativo e l’insufficienza renale dopo l’infortunio muscolare in un modello murino. I risultati confermano un’ulteriore indagine degli effetti del farmaco in pazienti con lesioni muscolari gravi.

Questa è una nuova applicazione del paracetamolo. L’idea proveniva da due gruppi di lavoro su diversi studi, che si sono messi insieme per creare qualcosa di nuovo

ha affermato l’autore dello studio, Olivier Boutaud, professore associato di ricerca di Farmacologia. Quando il muscolo scheletrico è danneggiato, si rompe (una condizione chiamata rabdomiolisi) e rilascia il suo contenuto cellulare, compresa le mioglobina, nel flusso sanguigno. Circa 10 anni fa, Roberts L. Jackson II e colleghi hanno dimostrato in un modello murino che i depositi rilasciati di mioglobina nel rene provocano insufficienza renale indotta dal danno ossidativo.