Frutta nelle scuole, pediatra boccia iniziativa e voi?

Frutta nelle scuole” è un’iniziativa realizzata dal Ministero delle politiche agricole, in collaborazione con quello della salute e dell’Istruzione. Consiste nella distribuzione gratuita per alcune scolaresche di frutta fresca di stagione e soprattutto legata al territorio. Gli obiettivi sono molteplici: offrire ai bambini un’alternativa alle ipercaloriche merendine, elaborare un percorso di educazione alimentare e far apprezzare e conoscere il frutto della propria terra. Nulla di male direte voi. Ma un pediatra in questi giorni ha lanciato un allarme, che sta destando perplessità ed animando dibattiti.

Dimagrire mangiando e senza riprendere peso in 10 semplici mosse

Dimagrire mangiando senza riprendere peso una volta che si interrompe la dieta. E’ questo l’obiettivo che si deve avere ogni volta che ci si appresta a dimagrire, siano i chili da perdere tanti o pochi. Dall’ultimo congresso dell’ANDID (Associazione Dietisti Italiani) è emerso questo importante concetto che ricorda come la dieta debba essere prima di tutto considerata come uno stile di vita e dunque non debba partire dall’eliminazione di alcuni cibi ma solo ed esclusivamente dall’educazione alimentare corretta ed equilibrata. Sappiamo che la dieta mediterranea è ad esempio protettiva per il benessere del cuore, ed anche che in generale è sinonimo di longevità.

Educazione alimentare a scuola

Alimentazione e prevenzione, due parole che vanno di pari passo soprattutto se ricondotte all’infanzia. E’ sin da bambini infatti che si apprende un determinato modo di mangiare, e si sviluppa il gusto. Ma è anche in questa fase che le errate abitudini alimentari fanno i loro danni maggiori: un bambino in sovrappeso o addirittura obeso sarà un adulto con pessimo rapporto con il cibo, in continua lotta con i chili di troppo che non si riescono ad eliminare e con una serie di patologie (vedi diabete, ipertensione, disturbi cardiovascolari ecc.) da contrastare. E’ per questo che l’educazione alimentare gioca un ruolo determinante e da gennaio 2012 diventerà una materia in più da studiare nelle scuole medie.

I pediatri della FIMP dicono stop all’obesità infantile, ecco come

E’ in corso in questi giorni a Torino il V° Congresso Nazionale della FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri che quest’anno ha scelto un titolo giocoso e particolare: “Assistenti di volo, prepararsi al decollo”. L’ironia deve essere parte integrante di un lavoro di squadra che comprende genitori ansiosi e bambini, ma con la dovuta concretezza d’azione. Non a caso infatti i pediatri della FIMP si sono proposti di accompagnare i propri piccoli pazienti nel percorso di crescita sano (esattamente come fa un assistente di volo durante un viaggio aereo). Ma come?

Frutta snack, promosso a pieni voti nelle scuole italiane il distributore automatico “sano”

Basta con le merendine e gli snack ipercalorici scarsi in vitamine e ricchi di zuccheri che cariano i denti: anche i distributori automatici delle scuole, con l’arrivo del 2009, vogliono cambiare definitivamente volto e compiere una svolta salutista. Dalle macchinette non usciranno più cioccolate e salatini di più o meno rinomati marchi di distribuzione, bensì frutta, yogurt e macedonia, spuntini sani che aiuteranno le percentuali dell’obesità infantile a scendere nel giro di qualche anno.

L’iniziativa Frutta Snack è stata già avviata con successo nel 2008 in 82 istituti superiori di Roma, Bologna e Bari e proprio in questi giorni si raccolgono i primi bilanci grazie alla distribuzione di 1500 questionari somministrati a 42.500 soggetti (alunni, docenti, famiglie) coinvolti nel progetto pilota. Inutile dirlo: i riscontri sono stati positivi. Estremamente positivi.

Bambini obesi: in Italia é quasi emergenza

Senza troppi squilli di tromba, l’Italia continua a muoversi meno e aumentare di peso. Il 36% degli individui è in sovrappeso e il 10% rientra nella patologia dell’obesità. Tuttavia, la situazione piu’ preoccupante riguarda i bambini e gli adolescenti, anche perchè spesso l’obesità da piccoli ce la si porta dietro anche in età matura, se non per la vita.

Uno studio dell’Ististuto Superiore di Sanità mette in luce dati davvero poco rassicuranti: la percentuale di obesità infantile nel nostro Paese è passata in meno di 10 anni dal 9% al 12,5% e, nell’età che va dai 6 ai 13 anni, i bambini in sovrappeso sono addirittura il 24%. La regione che detiene il primato è la Campania – in particolare Napoli – dove un bimbo su cinque è obeso.