Torna a camminare dopo anni di paralisi (VIDEO)

Torna a camminare dopo tanti anni di paralisi. Non si tratta di un miracolo, né di una magica cura per dare a chi è paraplegico la possibilità di camminare. La storia di medicina che vi stiamo per raccontare è però un passo in avanti nella conoscenza del problema e della sua gestione.

Un occhio bionico permetterà ai non vedenti di captare i movimenti

Una nuova retina artificiale, una serie di elettrodi impiantati nella parte posteriore dell’occhio, è stata inventata per ripristinare la vista parziale nelle persone cieche. Uno studio si è concentrato su 15 partecipanti non vedenti che hanno portato l’impianto per almeno tre mesi. 10 dei pazienti sono stati successivamente testati e sono stati in grado di identificare la direzione degli oggetti in movimento. La ricerca è stata presentata in occasione di Neuroscience 2009, la riunione annuale della Society for Neuroscience.

Questi risultati danno una nuova speranza per le molte persone con malattie degenerative della retina

ha spiegato Jessy Dorn, dirigente di Second Sight Medical Products, Inc., e autore principale dello studio. Milioni di persone in tutto il mondo soffrono di malattie dell’occhio come la retinite pigmentosa e degenerazione maculare legata all’età, le quali lentamente perdono la vista, o le cui cellule nervose che rilevano la luce vengono distrutte, a causa dell’età o della malattia. Per queste condizioni oggi non c’è ancora una cura conosciuta.

Occhio bionico: una speranza per i non vedenti

Si chiama Argus II, la nuova speranza per i non vedenti proveniente dal Regno Unito.
Si tratta di una telecamera che trasmette un segnale radio ad un minuscolo ricevitore e ad un dispositivo elettronico inserito a livello della retina.
I sedici elettrodi dell’apparecchio stimolerebbero i nervi superstiti della retina, facendo passare il segnale attraverso il nervo ottico e da qui al cervello, dove il segnale viene normalmente codificato in immagini.

La possibilità di creare un occhio artificiale non giunge inaspettata, dal momento che le sperimentazioni iniziarono già qualche anno fa, quando nel 2005, all’Università di Stanford negli Stati Uniti, si testò sui topi il rivoluzionario microchip visivo impiantato su speciali occhiali, che catturavano le immagini e le inviavano a un computer portatile, da cui poi passavano codificate alla retina attraverso gli infrarossi.

Locked in: chiusi dentro, ovvero la sindrome del chiavistello

Il cervello umano ha diversi stati di coscienza:

  • lo stato normale è quello in cui tutto funziona correttamente e ogni zona è attiva;
  • lo stato minimamente cosciente comprende invece il sonno, le fasi di risveglio, la respirazione autonoma, in cui si è coscienti ma incapaci di comunicare;
  • lo stato vegetativo, in cui la coscienza è assente, ma persistono ancora riflessi intatti, sonno, risveglio e respirazione autonomi;
  • lo stato del coma farmacologico in cui la coscienza cerebrale è assente e si ha il risveglio solo se si interrompe l’anestesia;
  • il coma, occhi chiusi, attività cerebrale ridotta, nessun risveglio;
  • la morte cerebrale, nessuna attività cerebrale, elettroencefalogramma piatto.