Iperplasia endometriale, quale cura?

La cura per l’iperplasia endometriale dipende dal tipo di condizione di cui si soffre e dallo stato di avanzamento. Esistono infatti iperplasie dell’endometrio semplici, complesse, atipiche e non, identificabili con la biopsia su un campione di tessuto dell’endometrio: alcuni tipi hanno un rischio maggiore di sviluppare un tumore dell’endometrio e sono le cosiddette “iperplasie endometriali atipiche”. Che significa? Le cellule accumulate nel tessuto non sono normali, sane, ma presentano delle anomalie e vanno considerate come cellule precancerose. Ecco quali cure a seconda dei casi.

Cos’è un’iperplasia endometriale?

L’endometrio è il fisiologico tessuto che riverste l’utero. Un suo ispessimento anomalo è noto con il termine di “Iperplasia endometriale”. E’è dovuto ad un aumento delle cellule endometriali. Colpisce più spesso le giovanissime, già dai primi mesi del ciclo mestruale e le over 50, prossime alla menopausa. Non è una condizione grave, ma tuttavia può comportare disagi e tante, tantissime preoccupazioni.

Iperplasia endometriale, 6 domande e risposte

Che cosa è un’iperplasia endometriale? Questa condizione si verifica quando l’endometrio, il rivestimento interno dell’utero , diventa troppo spesso per un incontrollato proliferare delle sue cellule. Non è un tumore, ma in alcuni casi può portare al cancro dell’endometrio o dell’utero. Ecco cosa occorre sapere partendo dalle domande più frequenti che le donne si pongono al riguardo.

Iperplasia endometrio, tutti i tipi

L’endometrio è il tessuto di rivestimento dell’utero che ogni mese, sollecitato dagli estrogeni prodotti dalle ovaie, aumenta di spessore, per preparare l’organo ad una eventuale gravidanza. Se questa non avviene, le cellule in più si disperdono (grazie all’azione del progesterone) con il sangue del ciclo mestruale. Si parla di iperplasia endometriale quando c’è una crescita eccessiva dell’endometrio, ovvero diventa troppo “spesso”. A seconda del tipo di iperplasia si può avere un rischio diverso di sviluppare un tumore dell’endometrio.

Iperplasia endometriale, cause e sintomi

L’iperplasia endometriale è un ispessimento del rivestimento interno dell’utero (endometrio). Può provocare -spesso- un sanguinamento vaginale anomalo (abbondante, lungo, tra un ciclo e l’altro). In taluni casi questa iperplasia può guarire da sola, mentre in altri è necessaria una terapia ormonale o un intervento chirurgico (più o meno invasivo) per risolvere la situazione. E’ importante comunque avere sempre la situazione sotto controllo in quanto in alcune donne questa iperplasia può evolvere in un tumore dell’endometrio. Il trattamento è di solito efficace nel tenere a bada la condizione ed evitare lo sviluppo in forma cancerosa.

Iperplasia endometrio, come si fa la diagnosi?

La diagnosi di iperplasia dell’endometrio (o iperplasia endometriale) si effettua comunemente con una ecografia pelvica o transvaginale. Attraverso questo semplice test infatti è possibile misurare lo spessore dell’endomentrio e valutare se è normale o è troppo marcato: con iperplasia dell’endometrio si intende un ispessimento anomalo di tale tessuto che riveste la parte interna dell’utero. Questo riscontro si può fare in seguito ad un’ecografia di routine, per verificare altre problematiche o in seguito ad una ricerca specifica fatta in seguito ad una serie di sintomi, come un sanguinamento vaginale anormale, diverso dal solito. Si tratta del campanello d’allarme di numerose patologie più o meno serie (iperplasia endometrio, tumore polipi, cisti alle ovaie), per cui individuare la causa precisa è importante.

Iperplasia endometriale

Con il termine medico “iperplasia endometriale” si intende un ispessimento anormale del rivestimento interno dell’utero (l’endometrio) dovuto ad un aumento del numero delle cellule endometriali. Questo disturbo colpisce più spesso le donne dopo la menopausa o quelle che ci si avvicinano (perimenopausa), ma può riguardare anche le giovanissime. Non è un tumore, non è grave, ma in taluni casi è considerabile come una lesione precancerosa e dunque va trattata.

Endometriosi, neuropelvologia: cosa è e come funziona

L’endometriosi è un disturbo che colpisce le donne e consiste nella presenza di endometrio al di fuori della cavità uterina in altre parti del corpo femminile. Questa malattia può colpire le donne fin dalla prima mestruazione e perdura fino alla menopausa. Un nuovo approccio è la neuropelvologia: vediamo cosa è e come funziona.

Tumore dell’endometrio: da Trieste una tecnica per preservare la fertilità

Il tumore dell’Endometrio è il più comune cancro dell’apparato genitale femminile e rappresenta una patologia in costante aumento nei paesi industrializzati: si stima infatti un’incidenza di circa 150.000 casi all’anno in tutto il mondo. Nonostante sia raro sotto i quaranta anni, sempre più spesso sono le giovani donne ad esserne affette, con gravi conseguenze sulla possibilità di procreare. La terapia consiste infatti comunemente in un intervento di isterectomia, ossia l’asportazione dell’utero che esclude definitivamente per queste pazienti la possibilità di diventare madri.

Ma una nuova speranza giunge dall’Irccs materno-infantile Burlo-Garofolo di Trieste dove l’equipe medica del servizio di Isteroscopia diagnostico-operativa del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia, diretto dal dottor Secondo Guaschino, ha sperimentato in questi ultimi cinque anni una tecnica in grado di preservare l’utero e la possibilità di future gravidanze. I risultati della sperimentazione condotta su 21 donne in età fertile saranno pubblicati a breve sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology. La tecnica si basa sull’individuazione precoce dei cosiddetti polipi atipici, lesioni che rappresentano lo stadio iniziale del tumore all’endometrio e consiste nella loro asportazione mediante isteroscopia. Successivamente le pazienti sono state monitorate a intervalli regolari per individuare l’eventuale formazione di tessuti maligni, circostanza che non si è mai presentata.