Cibi integrali: contengono troppi zuccheri?

Il cibo integrale danneggia la nostra salute? La risposta è affermativa, ma solo se contiene troppo zucchero aggiunto. Sebbene questo tipo di alimentazione sia indicata come la più adatta grazie al suo contributo di fibre per il nostro organismo, bisogna essere sicuri che non siano eccessivamente dolcificati, per non vanificare i suoi benefici.

Volete dimagrire? Dite no al fruttosio

Non utilizzate il fruttosio al posto dello zucchero se volete dimagrire, sarebbe controproducente. Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori dell’università di Yale, i quali hanno rilevato come questo dolcificante naturalmente contenuto nella frutta non sarebbe in grado di replicare lo stesso effetto di sazietà che viene prodotto dal glucosio.

Cancro: patatine fritte surgelate pericolose?

Il consumo di patatine fritte surgelate aumenta le possibilità di sviluppare il cancro? Non è una correlazione certa: al momento quello che si sa è che al loro interno vi è la presenza di acrilamide, una sostanza potenzialmente cancerogena. Essa si sviluppa a causa della riduzione degli zuccheri e dell’amminoacido asparagina durante la preparazione delle patatine. I ricercatori del Dipartimento di Scienze Alimentari e Nutrizionali dell’Università di Reading spiegano come evitare tale problema.

Le cause dell’aerofagia, la dieta ed altri consigli per evitarne i sintomi

L’aerofagia è un disturbo piuttosto fastidioso che affligge almeno 1 persona su 6 e provoca un eccessivo rigonfiamento a causa dell’aria nella pancia e che si manifesta con flatulenza ed eruttazione. Al primo posto nella lista dei “sospetti” ci sono sicuramente le cattive abitudini alimentari, come il consumo eccessivo di bevande gassate, l’abitudine di mangiare troppo in fretta o ansiosamente, o non masticare bene il cibo.

Intolleranza al fruttosio

Intolleranza al fruttosio

L’intolleranza al fruttosio è una malattia in cui in una persona manca la proteina necessaria per abbattere il fruttosio. Il fruttosio è lo zucchero della frutta che si trova naturalmente nel corpo. Quello artificiale viene utilizzato come dolcificante in molti alimenti, tra cui quelli per l’infanzia e bevande.

Sbornia: il miele, rimedio naturale per combatterla

Sbornia: ovvero quell’insieme di pessimi sintomi che si hanno dopo aver bevuto troppi alcolici. Stiamo parlando di mal di testa pulsante, nausea e spesso vomito: non c’è che dire, pessima fine di un qualunque week-end tra amici ed altrettanto per il veglione di Capodanno che ci si appresta a vivere! Siamo abituati a pensare che per controllare questi effetti collaterali sia buona cosa bere del caffè amaro, ma alcuni ricercatori della Royal Society of Chemistry, nei giorni scorsi ci hanno spiegato come e perché invece il miele sia molto meglio.

Tutto parte dal fatto che l’alcool nell’organismo prima di essere assimilato si trasforma  in acetaldeide, una sostanza tossica per l’essere umano: maggiore la quantità assunta di bevande alcoliche e peggiore saranno i sintomi, ovvero la reazione alla sostanza tossica. Il tempo è la miglior cura, perché è attraverso il passaggio delle ore che l’acetaldeide si degrada trasformandosi in acido acetico, facile da metabolizzare. Il tutto grazie al fruttosio. Il miele ne è ricco e facilita questa trasformazione. Non solo se messo su un toast, si uniscono anche sodio e potassio il che è meglio! Il prof. John Emsley che ha guidato la ricerca si sbilancia anche su come prevenire questi effetti indesiderati.

Gotta, rischio per donne da bevande al fruttosio

Parliamo di gotta, un’artrite infiammatoria molto diffusa quanto dolorosa, causata dal deposito di cristalli di urato dentro ed intorno alle articolazioni e ai tendini, provocato dalle elevate concentrazioni di acido urico nel sangue. Lo facciamo per riportarvi la recente scoperta del rischio associato al consumo di bevande ricche di fruttosio individuato da un nuovo studio. Ad effettuarlo un’équipe di ricercatori della Boston University School of Medicine. La ricerca, presentata nell’ambito del meeting annuale dell’American College of Rheumatology, ha riscontrato una probabilità maggiore di soffrire di gotta nelle pazienti che bevevano molte bibite ad alta percentuale di fruttosio.

Gli studiosi spiegano che negli ultimi anni, in coincidenza con l’aumento del consumo di soft drink e di fruttosio, negli USA si è registrato un incremento dei casi di gotta. La relazione è data dal fatto che

le bevande ricche di fruttosio possono aumentare i livelli sierici di acido urico e, quindi, il rischio di sviluppare la gotta, ma i dati su questa relazione sono limitati.

Troppo fruttosio aumenta il rischio di ipertensione

Ingerire troppo fruttosio, sotto forma di zuccheri aggiunti, può comportare un aumentato rischio di sviluppare l’alta pressione sanguigna, o ipertensione, secondo uno studio che sarà pubblicato sul prossimo numero della rivista della Società Americana di Nefrologia (JASN). I risultati suggeriscono che tagli sui prodotti alimentari e bevande che contengono un’alta dose di fruttosio (zucchero) potrebbero diminuire il proprio rischio di sviluppare l’ipertensione.

L’alta pressione sanguigna è una condizione cronica molto comune nei Paesi sviluppati ed uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache e renali. I ricercatori stanno cercando di identificare i fattori ambientali che potrebbero essere responsabili dello sviluppo dell’ipertensione, e sospettano che il fruttosio possa avere un ruolo. Nel corso del secolo passato, un improvviso aumento del consumo di questo zucchero semplice, che viene utilizzato per addolcire una grande varietà di alimenti preconfezionati, rispecchia l’incredibile aumento della prevalenza dell’ipertensione.

Fumo e fruttosio, un’accoppiata micidiale per il fegato

Recenti studi suggeriscono che fattori di rischio modificabili come il fumo di sigaretta e il consumo di fruttosio possono peggiorare la steatosi epatica non alcolica (NAFLD). Una malattia che porta all’accumulo di grasso nel fegato in individui in sovrappeso nonostante consumino pochi alcolici, causando in alcuni casi gravi danni all’organo che possono portare ad insufficienza epatica.

La NAFLD è la più comune causa di malattia epatica in tutto il mondo e la ricerca suggerisce che il numero di casi è in vertiginoso aumento a causa di diete ricche di grassi, obesità, ridotta attività fisica, e di un aumento del diabete. Studi precedenti indicano che oltre 30 milioni di americani ne sono afflitti mentre altri 8 milioni circa soffrono di steatoepatite non alcolica (NASH).

Limitare il fruttosio per perdere peso

Una delle ragioni per cui le persone sottoposte ad una dieta a basso contenuto di carboidrati possono riuscire a perdere peso è la diminuzione della quantità di fruttosio consumata. Il fruttosio è uno zucchero che può facilmente ed in modo molto rapido essere trasformato in riserva di grasso corporeo.

E’ quanto affermano i ricercatori del UT Southwestern Medical Center in un recente studio pubblicato sul Journal of Nutrition. La dottoressa Elizabeth Parks, responsabile della ricerca, ha così riassunto i risultati tratti dai dati analizzati:

Il giusto tipo e la corretta quantità di carboidrati è importante in una dieta dimagrante allo stesso modo della quantità di calorie.

Troppo zucchero danneggia gli ormoni sessuali

Già da tempo sappiamo che la nostra dieta contiene troppi zuccheri e che consumare troppi dolciumi (zucchero, dolci, gelati, merendine, succhi di frutta di produzione industriale, bibite zuccherate) fa male alla salute, causando obesità e aumentando il rischio di patologie cardiovascolari. Quello che non sapevamo ancora è che il consumo eccessivo di zuccheri può danneggiare anche la nostra sessualità. Infatti, secondo una ricerca condotta negli Stati Uniti e pubblicata di recente dal Journal of Clinical Investigations, una dieta troppo ricca di fruttosio e glucosio, induce una produzione eccessiva di lipidi da parte del fegato con conseguente diminuzione dell’ormone sessuale SHBG.

Il SHBG (sex hormone binding globulin) è una beta-globulina prodotta dal fegato che controlla la quantità di estrogeno e testosterone. Più precisamente si tratta di una proteina in grado di legare a sè i suddetti ormoni sessuali impedendone il rilascio nel sangue. Ne consegue che la diminuzione della concentrazione di SHBG nel sangue implica l’aumento della quantità di testosterone ed estrogeni che possono essere rilasciati in esso e l’iinalzamento del rischio di sviluppare disturbi come acne, infertilità, ovaio policistico e il cancro dell’utero nelle donne in soprappeso. Una quantità anormale di SHBG, inoltre, è responsabile dell’alterazione del delicato equilibrio fra testosterone ed estrogeni che comporta il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, eventualità questa che riguarda soprattutto le donne.