10 cose da fare per avere denti sani

10 cose da fare per avere dei denti sani. Una dentatura robusta ed in salute è la conseguenza di gengive curate e una corretta igiene orale. Ecco nello specifico alcuni comportamenti da tenere per assicurarsi un sorriso perfetto a lungo.

Gengive gonfie e sanguinanti, cosa fare?

Le gengive sono gonfie e sanguinanti? Questi due sintomi possono essere riconducibili a diverse patologie dell’apparato orale o a conseguenze di comportamenti deleteri per lo stesso, sia volontari, come la scarsa igiene, sia involontari, come l’assunzione di alcuni farmaci specifici. Scopriamo insieme  cosa fare quando ci si presenta una simile condizione.

Igiene orale e patologie dentali

Il 23 maggio scorso, al con­sueto incontro promosso da Bracco nell’ambito degli Amici di Brugg, si è parlato della glo­balità della salute e della mo­derna odontostomatologia. I progressi verificatisi negli anni più recenti nel campo del­la medicina hanno riguardato ovviamente anche l’odontosto­matologia. Come ricordato dalla dottoressa Cristina Panzeri, responsabile della Sezione di Igie­ne in Chirurgia Orale e in Sala Operatoria all’Ospedale San Gerardo di Monza, l’igienista dentale è un professionista lau­reato come operatore sanitario ed è un educatore per la salute del cavo orale, un clinico che, collaborando con l’odontoiatra, fornisce servizi preventivi, edu­cativi e terapeutici.

Sul piano educativo, l’igienista dentale è determinante per insegnare ai pazienti le pratiche basilari per mantenere ben puliti denti e gengive, pratiche da effettua­re di frequente (con spazzolini e fili interdentali) onde evitare l’accumulo di residui degli ali­menti, con formazione batteri­ca e sostanze responsabili delle carie: va ricordato che la placca all’inizio è morbida e può esse­re rimossa agevolmente ogni 24 ore. Altrettanto importante è l’opera dell’igienista dentale per le visite di controllo e di rimozione del tartaro, da pro­grammare ogni 6 o 12 mesi.

Denti da latte, le linee guida nazionali per la prevenzione delle patologie orali

Deriva da un’ampia revisione della letteratura scientifica e dal lavoro di un gruppo di odontostomatologi, pediatri, neonatologi, medici della medicina preventiva e associazioni – coordinati dal Centro di collaborazione Oms per l’epidemiologia orale diretto da Laura Strohmenger – il vademecum sulle cure dentarie da riservare ai più giovani.

Le “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie ‘orali in età evolutiva“, elaborate dalla commissione, ad hoc istituita presso il ministero della Salute a inizio maggio 2007, puntano a realizzare una piccola “rivoluzione culturale“, che dovrebbe cambiare l’approccio delle famiglie e degli stessi piccoli pazienti nei confronti della salute orale. Perché, se la salute della bocca comincia con la prevenzione fin dalla nascita, è chiaro che fino a oggi l’educazione all’igiene, ai controlli e a una sana alimentazione sono state poco considerate e poco prolisse.

Fitoterapia naturale: cresce il numero di italiani che si affida a miele di Manuka e polpa di frutto di baobab

Curare le malattie attraverso l’impiego delle piante medicinali: la fitoterapia naturale viene a tutti gli effetti considerata quale precursore della scienza farmacologica, ma anche, in senso diametralmente opposto, della stregoneria e rimanda al primordiale tentativo umano di lenire il dolore fisico e psicologico attraverso l’utilizzo di risorse naturali. In grande spolvero negli ultimi tempi, grazie alle tendenze new age che hanno sostenuto la pratica di “cure alternative” utilizzate (stando a recenti statistiche) dal 24% degli italiani, tale pratica terapeutica ha consentito di portare alla luce le proprietà nascoste delle sostanze nutritive contenute negli alimenti e delle risorse conservate nelle piante.

Per prevenire iniziamo dalla bocca…

L’odontoiatria moderna, come tutta la medicina, si fonda sul principio che “prevenire sia meglio che curare“. Per effettuare una corretta prevenzione delle più importanti malattie della bocca è necessario conoscere le cause che le determinano. E’ ormai provato che il paziente debba collaborare attivamente per avere denti e gengive sane e che il dentista e l’igienista dentale siano i suoi naturali collaboratori.

Le principali malattie dei denti e dei loro tessuti di sostegno sono la carie e la malattia parodontale (cioè la piorrea, come era chiamata una volta) e la causa principale è la placca batterica associata a fattori predisponenti come il fumo, la predisposizione genetica e le abitudini alimentari.

La prevenzione orale e dentale rappresenta la condizione affinché determinate malattie non si verifichino affatto, quindi significa mantenere la persona in salute! La pulizia dei denti effettuata presso l’ igienista dentale non costituisce solamente un trattamento estetico, ma la premessa indispensabile per la salute dei denti e di tutto ciò che li circonda; è un trattamento praticamente indolore che elimina placca (la placca batterica di cui parlavamo prima!) e tartaro oltre che macchie superficiali dello smalto dovute a nicotina o caffè. Il paziente dovrà poi mantenere a casa i risultati ottenuti attraverso semplici suggerimenti e ausili scelti ad hoc e cercando di migliorare gli stili di vita con una corretta alimentazione ed eliminando abitudini viziate (fumo di sigaretta!).

Colluttori: linee guida per un corretto utilizzo

I collutori sono uno dei presidi sanitari più utilizzati per la protezione del cavo orale: il loro consumo è in costante aumento e nei Paesi dell’Europa occidentale rappresentano più del 9% della spesa per i prodotti per l’igiene orale. Nel 2006 i collutori, secondo quanto presentato da Pfizer Consumer Health Care, hanno raggiunto in Italia i 128,6 milioni di fatturato, circa un sesto del settore igiene orale. Ma, a fronte di un così massiccio utilizzo, abbiamo garanzie sulla loro qualità, sulla loro efficacia?

A questa domanda si sono proposte di rispondere, sul piano scientifico, le Linee Guida italiane sull’utilizzo dei collutori per la salute orale (ltalian mouthwash guidelines o Img). Le risposte fornite dalle Img sono la sintesi di oltre un anno di lavoro di un gruppo di studio costituito da 14 esperti designati dalle quattro associazioni professionali di categoria e coordinato da Andrea Pilloni dell’Università degli studi di Roma «La Sapienza». In particolare sono tre i quesiti a cui rispondono:
  1. l’uso dei collutori, associato alle usuali tecniche di igiene orale è in grado, rispetto al non uso, di prevenire la gengivite o le manifestazioni infiammatorie ad essa riconducibili? Esistono prove scientifiche di buona qualità per cui l’associazione di un collutorio alle usuali tecniche di igiene orale determina significativi vantaggi, rispetto al non uso, nei confronti dell’ infiammazione gengivale. Clorexidina e olii essenziali sono i principi attivi per cui sono disponibili il maggior numero di indagini metodologicamente di buona qualità. Anche il cetilpiridinio cloruro, seppure in numero minore di studi, ha evidenziato la capacità di migliorare gli indicatori di infiammazione gengivale.