Malaria: le zanzare responsabili mutano geneticamente per resistere agli insetticidi

Due ceppi del tipo di zanzara responsabile della maggior parte della trasmissione della malaria in Africa si sono evoluti con differenze genetiche sostanziali che li stanno mutando in due diverse specie, secondo i ricercatori che hanno pubblicato questo nuovo studio sulla rivista Science.

Lo sforzo di ricerca internazionale co-condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra, osserva due ceppi della zanzara Anopheles gambiae, il tipo di zanzara principalmente responsabile della trasmissione della malaria nell’Africa sub-sahariana. Questi ceppi, noti come M e S, sono fisicamente identici. Tuttavia, la nuova ricerca mostra che le differenze genetiche sono tali che sembrano essere due diverse specie, così gli sforzi per controllare le popolazioni di zanzare possono diventare efficaci contro un ceppo, ma non contro l’altro.

Viaggiare sicuri, i consigli contro le punture di zanzara

Il sito Viaggiaresicuri, curato dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Aci mette a disposizione dei cittadini alcune raccomandazioni per prevenire il contagio di malattie provocate dalle punture di zanzara.
Sul banco degli imputati ci sono loro, gli esemplari del genere Aedes, responsabili della trasmissione di patologie come la malaria, la dengue, la chikungunya, la “Rift Valley”.

Ad esclusione della profilassi per la malaria, per queste infezioni non esistono vaccini specifici. Seguire i consigli degli esperti per arginare le possibilità di essere punti da insetti infetti e venire contagiati è dunque l’unica misura possibile per tutelarci durante viaggi nelle zone a rischio. Vediamo quali precauzioni adottare.

Estate 2010, arrivano le zanzare “indiavolate”. Ecco i rimedi per tenerle lontane

Il freddo che ha fatto quest’anno non ha avuto solo conseguenze spiacevoli. Ha infatti avuto il merito di tenere lontane le zanzare. Questi fastidiosi insetti che di questi tempi di solito stanno già svolazzando nelle nostre case, ancora non si vedono, ma gli esperti non gridano alla vittoria. Anzi, avvertono di andarci cauti con l’ottimismo.

Il gran freddo ed il fatto di averle tenute lontano dalla nostra cute per così tanto tempo le ha fatte “incattivire”, e così, secondo la Stiftung Warentest, un istituto tedesco che si occupa di monitoraggio dei prodotti contro le zanzare, avverte che arriveranno più cattive e affamate di prima. Durante quest’inverno rigido infatti si sono rifugiate nei tombini ed in tutte quelle zone paludose dove, fino a 5 gradi sotto zero, hanno trovato la forza di sopravvivere. Ma ora che le temperature stanno ricominciando a salire, sono pronte ad attaccarci anche più numerose di prima.

Quasi pronto il vaccino per la malaria

Sono 800 mila le persone che muoiono ogni anno di malaria in Africa. Gran parte di esse sono bambini con meno di 5 anni. La malaria è una delle malattie che provocano più vittime nel Continente africano, insieme all’Aids e alla tubercolosi. Ma come per il virus Hiv, anche per quello della malaria la scienza è vicina alla soluzione del problema.

E’ infatti allo studio già da qualche anno, il vaccino per combattere questo terribile male. Finanziato dalla fondazione Bill e Melinda Gates, i risultati sono stati presentati alla conferenza sulla malaria di Nairobi, Kenya, che si chiude oggi. Le prospettive sono ottimali. Infatti si prevede che, a pieno regime, esso potrà avere un’efficacia dell’80%.

Antizanzare, il deet mette a rischio il sistema nervoso

Le tanto temute zanzare che ci infastidiscono nelle notti d’estate vengono spesso contrastate grazie all’applicazioni di lozioni e creme specifiche sull’epidermide, il cui odore e le cui componenti risultano repellenti e tossiche per gli insetti. Ma occhio ad usare questi prodotti in modo corretto e soprattutto con moderazione. Recenti ricerche hanno infatti dimostrato che il deet, la sostanza principale contenuta negli antizanzare non è pericoloso solo per i fastidiosi volatili, ma mette  rischio anche l’incolumità del sistema nervoso dei mammiferi, tra cui l’uomo.

A mettere in guardia dall’uso incondizionato dei repellenti al deet è stato lo studio di Vincent Corbel dell’Institut de Recherche pour le Developpement di Montpellier e Bruno Lapied dell’Università di Angers, in Francia. Studi precedenti avevano già evidenziato i rischi per la salute umane del deet, che si accumulava nei reni e finiva anche nel feto. La ricerca di Corbel e Lapied, pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica BMC Biology, ha scoperto i potenziali effetti negativi degli antizanzare sul sistema nervoso.