Diete basate su intolleranze alimentari, una bufala

Le diete basate sulle intolleranze alimentari sono più efficaci? No si tratta di una bufala. Su questo tema mettono il punto la Società di Italiana di Diabetologia e diverse altre associazioni di nutrizionisti e dietisti italiani. E’ necessario fare corretta informazione, sottolineano con il loro intervento, se si vogliono approcciare in modo esatto obesità e sovrappeso.

Intollerante a latte vaccino, frumento e arachidi, cosa mangiare?

Richiesta di Consulto Medico

Buongiorno Dott. ho 22 anni, a seguito di alcuni disturbi (dissenteria, dermatite, afte) ho eseguito il test per la celiachia con esito negativo. Ho effettuato in seguito un test per le intolleranze alimentari (Natrix Lab – Elisa) e sono risultato intollerante al 100% al latte vaccino, parmigiano, yogurt, albume, al 44% arachidi e 38% frumento. Desidererei un suo parere riguardante la necessità di eliminare totalmente dalla mia dieta, tutti i latticini ed il frumento (quindi pane, pasta ecc,) e con quali alimenti posso eventualmente sostituirli. In attesa, ringrazio e porgo cordiali saluti.

Intolleranze alimentari, causa nella psiche?

Intolleranze alimentari in aumento perché frutto della psiche? E’ quello che sostiene la Dottoressa Edi Salvadori, psicopedagogista e counselor specialista del metodo Voice Dialogue. Ma sarà davvero così?

Farmaci per vegetariani, servono etichette più chiare

Farmaci per vegetariani? Sì, grazie. Essere vegani e vegetariani, quando si sta male è difficile. Soprattutto se l’etichettatura dei medicinali non è accurata. Chi ha delle esigenze dietetiche speciali e non intende mangiare carne deve essere cosciente della composizione dei propri farmaci.

Intolleranza al latte, grano, carote e nocciole: cosa mangiare? Nutrizionista risponde

Si può essere intolleranti a tanti alimenti insieme? E cosa fare in caso di intolleranza a latte, grano, nocciole e carote? Cosa mangiare per non incappare in una carenza nutrizionale? E’ questo in sintesi il quesito posto al nostro nutrizionista da un lettore, nella nostra rubrica “Chiedi all’esperto, Consulti online su Medicina Live”. Di seguito la domanda completa e la risposta della dottoressa Maria Assunta Coppola.

Allergie alimentari in aumento e come prevenirle

Le allergie alimentari sono sempre più diffuse, anche nel nostro Paese. Rispetto a 10 anni fa, infatti, i casi sono notevolmente aumentati, soprattutto fra i bambini. Secondo le stime dell’EAACI (European Academy of Allergy and Clinical Immunology), in Europa sono 17milioni le persone che ne soffrono, di cui 2milioni sono italiani. L’incremento dei casi è testimoniato anche dall’aumento del numero dei ricoveri ospedalieri per gravi reazioni allergiche a cibi consumati.

Iperattività infantile: sospetto legame con le allergie alimentari

I bambini, si sa, hanno tanta energia, ma capita spesso che ne abbiano un po’ troppa. Quando un bambino registra un’eccessiva attività muscolare che rischia di trascendere nell’aggressività ed impulsività, con conseguenti difficoltà nel fare i compiti, concentrarsi o avere problemi relazionali, si parla di iperattività (o ADHD). Finora, per diagnosticare la causa di questa patologia, sono state fatte tante ipotesi, ma non era mai stato preso in considerazione un legame piuttosto elementare: quello con il cibo.

Hanno tentato questa via dei ricercatori olandesi che hanno pubblicato i risultati del loro studio su Lancet. Hanno provato a mettere a dieta un gruppo di bambini affetti da ADHD dai 4 agli 8 anni. Il tentativo era quello di provare se, partendo con la base dell’alimentazione, cioè cibi naturali come riso, frutta e verdura, i sintomi venivano ridotti.

Paura di mangiare: in aiuto le etichette sui cibi della Cee

Oggi in Europa più del 10% della popolazione soffre di reazioni avverse (allergia o intolleranza) agli alimenti. Il dato è in preoccupante crescita, tanto che la CEE ha deciso di monitorare gli alimenti, gli ingredienti e gli additivi che più le determinano, finanziando l’European Food Intolerance Databank Project, una banca dati che studia tutti i Paesi dell’Unione. Un allarme che ha spinto i legislatori ad introdurre l’obbligo di indicare in etichetta tutti gli ingredienti che compongono il prodotto finito per tutelare al meglio il consumatore.

Le allergie aumentano, soprattutto tra i più piccoli: si calcola che nei primi anni di vita ne soffrano il 7% anche se fortunatamente l’80/90% di loro ad oggi guarisce al raggiungimento del terzo anno di età. Ma quali sono le cause di questa incidenza e perché colpisce soprattutto i paesi occidentali? Perché il cibo, offerto dalla natura e lavorato dall’uomo per nutrirci, tenerci in salute, sostenere il nostro lavoro di ogni giorno improvvisamente è diventato così ostile tanto da essere rifiutato dal nostro stesso corpo?

Allergie alimentari: la paura del cibo è di moda

Fino a qualche anno fa, organizzare una cena tra amici era un piacere, oggi è diventato un fattore di stress.
Mille domande viaggiano sul filo del telefono e altrettanti dubbi si affollano nella nostra testa: “Cosa mangerà?“, “E se qualcuno fosse allergico a questo?“, “Qualche altro intollerante a quello?“.
Per non parlare del colesterolo alto, cruccio di molte persone, della fissa per la linea e di chi evita i cibi rei di gonfiare lo stomaco.

Bisogna tuttavia distinguere tra i problemi reali legati al cibo e quelli inesistenti che vanno tanto di moda oggi per spiegare aumenti di peso e gonfiori antiestetici.
In America, ad esempio, l’allergia alle arachidi, che colpisce il 2% della popolazione, è la più comune causa di morte provocata da cibo, secondo le stime dell’Asthma and Allergy Foundation of America.