Salute: capire il medico per guarire

Capire il medico per favorire l’andamento di una cura. Questo è il segreto della guarigione. Lo sostiene una ricerca condotta dalla South Bank di Londra che ha evidenziato come spesso il non comprendere appieno il medico, soprattutto se le indicazioni date sono poco chiare, porti i pazienti a non attenersi scrupolosamente alla terapia data.

Dottor Web per 4 milioni di italiani

Quattro milioni di italiani cercano informazioni sulla salute in Rete. Negli ultimi tre anni, la percentuale di navigatori che va su Internet e digita tematiche più o meno specifiche inerenti alla salute è passata dal 2,8 al 13,1: uno su 10 arriva anche a contestare al proprio medico la diagnosi, grazie alle informazioni raccolte indipendentemente.

A riportare questo quadro è il Cnr – Centro Nazionale delle Ricerche. Dati Censis alla mano, ha pubblicato un dossier specifico sulla sua rivista Focus.it. C’è, naturalmente, un però. I rischi…

Rapporto medico-paziente, le sei guide del Ministero della Salute

Un rapporto delicato, spesso controverso, quello che lega i medici ai pazienti. Se da un lato, l’uomo in camice è il salvatore, colui che guarisce anche dalle malattie più gravi, dall’altro è anche un essere umano, al quale si imputano talora errori inevitabili, altri, e a giusto titolo, sbagli prevedibili, che risultano fatali ai degenti.

Ebbene, proprio per regolare la complessità delle interazioni tra il medico e il paziente, il Ministero della Salute ha elaborato sei guide, con rispettivi ambiti di interesse, contenenti ciascuna dieci consigli utili a gestire al meglio il legame tra ammalato e personale medico-sanitario.
Uniti per la salute, questo il nome dell’iniziativa, rivolta a medici, familiari, pazienti, operatori, volontari e aziende ospedaliere. Si tratta in sostanza di fogli informativi rivolti a tutti i soggetti coinvolti nel processo dell’assistenza sanitaria.

L’infermiere professionale, figura portante per l’affetto da Alzheimer

La figura dell’infermiere sia ad un livello terapeutico che riabilitativo per soggetti affetti dal morbo di ALZHEIMER è di estremo rilievo ed importanza. È da anticipare, infatti, che chi ha a che fare con il paziente in primis, chi si occupa di lui e dei suoi bisogni da un punto di visto non prettamente ed esclusivamente curativo ed assistenziale ma anche e soprattutto psicologico ed emotivo, è proprio I’infermiere.

Quando l’infermiere prende in carico un paziente con morbo di Alzheimer lo fa attraverso una visione globale del paziente, una sorta di approccio olistico vero e proprio; infatti la cura del corpo, le emozioni e le sensazioni del paziente, sono elementi globali del progetto assistenziale che è utile al fine di instaurare altresì la relazione infermiere/paziente.

Chirurgia inutile: è sempre necessario l’intervento? Consigli per una corretta informazione pre-bisturi.

Prima di sottoporvi ad un intervento chirurgico consultate più di un medico. Perchè? Potrebbe non essere necessario! L’allarme viene da Richard Smith. direttore del British Medical journal, una delle 4 testate più autorevoli di aggiornamento per medici.
Sembrerebbe che solo il 15-30% degli interventi abbia solide basi scientifiche. La medicina è fatta più di incertezze che di certezze, ma secondo Smith fra i pazienti si è diffusa una visione mitica della medicina, considerata una scienza esatta dal 70-80% della popolazione.

Gianfranco Domenighetti, per anni direttore della salute pubblica del Canton Ticino e docente di economia e politica sanitaria alle università di Lugano e Losanna, ha una sua teoria in proposito.