Cataratta, più musica e meno anestesia pre-operatoria

Più musica e meno anestesia pre-operatoria per curare la cataratta. E’ una delle ipotesi, frutto di studi, che sono emerse presso l’ultimo congresso della Società europea di Anestesiologia conclusosi a Londra.  Non è la prima volta che la musicoterapia viene chiamata in causa prima di un’operazione.

Rihanna, le sue canzoni contro il dolore

Ascoltare Rihanna ha un effetto simile a quelli di un antidolorifico. E questo il risultato inaspettato di uno studio pubblicato dalla rivista di settore Pediatric Surgery e condotto dai ricercatori del Northwestern Memorial Hospital di Chicago negli Stati Uniti.

Musicoterapia, efficace se ascoltata nel modo giusto

La musicoterapia è davvero in grado di apportare benefici al nostro corpo. Ma per essere efficace, la musica deve essere ascoltata nel modo giusto. Lo suggeriscono diversi studi, tra cui uno condotto dalla Kaohsiung Medical University e pubblicato su BMC Complementary and Alternative Medicine.

Musica efficace come terapia?

La musica potrebbe essere un valido supporto alle tradizionali terapie per combattere il dolore ed aiutarci a guarire dalle patologie? Secondo i ricercatori del Massachusetts General Hospital e della Harvard Medical School di Boston la risposta è positiva:  sarebbe infatti in grado di influenzare positivamente il sistema immunitario ed il sistema nervoso simpatico.

Trapianti: musica classica combatte il rigetto?

Trapianti: può la musica classica essere un’arma efficace contro il rigetto dell’organo negli umani? E’ questo che si domandano gli scienziati della Teikyo University di Tokyo, autori di una curiosa ricerca condotta su modello animale che dimostrerebbe come l’ascolto di questa particolare tipologia di musica sia in grado di aiutare l’organismo a combattere la sua battaglia “immunitaria” contro gli organi trapiantati.

Per i pazienti con ictus o danni cerebrali, un aiuto dalla musica

Sembra che la musica, nei pazienti con danni cerebrali o colpiti da ictus, possa aiutare a recuperare alcune facoltà intaccate, come, per esempio, il camminare o il parlare. A sostenerlo, è un nuovo studio condotto dal Centro di Musica e Medicina della Case Western Reserve University di Cleveland, nell’Ohio, pubblicato su Discovery News.

Depressione ed ansia favorite da musica heavy metal?

Non ha mai goduto socialmente di una buona accettazione in generale. Una ricerca ora, che ne dimostra l’esistenza come fattore di rischio rispetto a patologie come ansia e depressione, rischia di fare dell’heavy metal un pericolo dal quale tenersi lontani.  A livello psicologico, non solo a livello prettamente uditivo per tuti quei rumori che numerose persone in tutto il mondo considerano musica.

Nasce in Italia il primo Centro di Coterapie (pet-therapy, onoterapia, musicoterapia, clownterapia)

A pochi chilometri da Roma, a San Polo dei Cavalieri domenica 23 ottobre sarà inaugurato “Happy Valley“, il primo centro di coterapie (pet-therapy, onoterapia, musicoterapia, clownterapia). Il progetto è opera dell’ANTAS Onlus (Associazione Nazionale Terapie Alternative e Solidali), nato in collaborazione con la Fondazione Roma e patrocinato dal Policlinico Umberto I e dalla Provincia di Roma.

Malati terminali, la musica può aiutare

La musica può aiutare i malati terminali a vivere meglio la propria condizione. Lo conferma uno studio, che ancora una volta rende inconfutabile una delle verità, finora presunte, dell’essere umano: la musica può rappresentare una valida terapia , specialmente a livello psicologico.

La ricerca, decisamente articolata nel suo genere, è stata condotta da una squadra di ricercatori specializzata in terapia presso  il Concordia University Department of Creative Arts Therapies di Montreal, in Canada.

Festival di Sanremo: sport e musica il segreto della giovinezza di Gianni Morandi

E’ iniziato il Festival di Sanremo. Gianni Morandi: un mito. Manone e braccia lunghe che ciondolano sempre: rimane un ragazzino anche se ha quasi 70 anni (è nato l’11 dicembre del 1944). Non amo solitamente guardare il Festival, ma quest’anno la sua presenza mi ha incuriosito, volevo vedere se almeno un pochino si fosse invecchiato! Ed invece no: eccolo lì più sorridente e pronto che mai a sostenere nei primi momenti di emozione i colleghi della sua squadra: Paolo Kessisoglu, Luca Bizzarri, Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis. Ed ancora una volta mi sono domandata, ma come fa? Quale il segreto dell’eterna giovinezza del Gianni nazionale? Come lui ha avuto modo di dire in più di un’occasione, la musica gioca un ruolo fondamentale:

“è eterna: accomuna ed appassiona persone di tutte le età”.

Musicoterapia, ascolto brani musicali riduce ansia nei pazienti in ventilazione meccanica

Ascoltare musica migliora l’umore, rilassa e distende la mente e fa bene a tutti, ad alcuni più di altri. Nei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica, ad esempio, si sono registrati numerosi vantaggi dall’ascolto di brani musicali, benefici sfociati in una riduzione delle complicazioni.

A dirlo è un recente studio di un gruppo di ricercatori della Cochrane coordinato dal dottor Joke Bradt. La ricerca ha provato che la musica riesce a rilassare i pazienti e ha un certo potenziale nel ridurre il rischio di insorgenza di altri disturbi correlati alle difficoltà respiratorie, l’ansia in primis.

Depressione o buon umore? La musica da scegliere e quella da evitare per star bene

Il cervello regola le funzioni del nostro corpo, e per questo è molto importante rimanere sempre di buon umore. Patologie come la depressione possono influenzarlo fino al punto di star male fisicamente, e per questo motivo i ricercatori della Caledonian University di Glasgow (Scozia) hanno tentato di capire quali fossero i fattori che avrebbero potuto mantenerci di buon umore o favorire il cattivo umore.

Basandosi sui principi della musicoterapia, hanno portato avanti un progetto durato tre anni in cui facevano ascoltare dei brani musicali ai pazienti affetti da depressione o altri disturbi dell’umore. I ricercatori hanno così scoperto che il ritmo e l’intensità della musica riuscivano a creare un’emozione in grado di influenzare lo stato d’animo, arrivando a creare un modello per suscitare le sensazioni volute.

Acufeni, la musica risolve il problema

Molto spesso andando avanti con l’età l’udito tende a peggiorare e riesce più difficile ascoltare i suoni emessi ad alcune frequenze. In realtà, però, la diminuizione della capacità di ascolto, ovvero l’ipoacusia,  non è l’unico incoveniente legato alla vecchiaia e molte volte compare anche un fastidioso tintinnio o un ronzio che si avverte continuamente. Gli acufeni, infatti, sono un problema molto diffuso, dato che si stima che a soffrirne sia stato circa il 50% della popolazione over 50, e possono essere un grave impedimento.

Non è ancora nota la causa precisa, nè si conosce una cura ad-hoc per questo problema, che per ora a volte  viene curata con farmaci neurologici, ma una ricerca condotta da Christo Pantev dell’Università di Munster in Germania sembra dare nuove speranze a chi soffre di acufeni. Ascoltare suoni dolci e rilassanti prendendo parte a sedute di musicoterapia sarebbe in grado di diminuire notevolmente fischi, ronzii ed altri disturbi e costituirebbe così un valido supporto nel trattamento di questo problema.

Musicoterapia: la musica di Mozart aiuta a crescere più in fretta

La musica che ascoltano non ha alcun testo che dice loro di crescere, ma la nuova ricerca effettuata presso la Tel Aviv University scopre che i neonati prematuri che sono esposti alla musica del compositore Wolfgang Amadeus Mozart guadagnano peso più velocemente, e quindi diventano più forti, rispetto a quelli che non lo fanno.

Un nuovo studio effettuato dal Dr. Dror Mandel e dal dottor Ronit Lubetzky del Tel Aviv Medical Center affiliato con la Tel Aviv University’s Sackler School of Medicine ha scoperto che i neonati prematuri esposti a trenta minuti di musica di Mozart in una sessione, per una volta per giorno, spendono meno energia, e quindi hanno bisogno di meno calorie, per crescere rapidamente, rispetto a quelli che non ascoltano musica.

Non è esattamente chiaro come la musica agisce su di loro, ma li rende più tranquilli e hanno meno probabilità di essere agitati

spiega il dottor Mandel, docente all’Università di Tel Aviv. Nello studio, i ricercatori hanno misurato gli effetti fisiologici della musica di Mozart sui bimbi prematuri per 30 minuti. Dopo che la musica era finita, i ricercatori hanno misurato quanta energia i neonati avevano speso, rispetto alla quantità di energia spesa quando il bambino era a riposo. Dopo aver sentito la musica, il bambino sembrava aver speso meno energia, un processo che può portare ad un aumento di peso più veloce.