Individuati enzimi allunga-vita

Partendo dal dato di fatto che le popolazioni giapponesi vivono più a lungo, da anni si cerca di capire come questo sia possibile, e ci si è sempre concentrati sulla dieta, ben diversa da quella italiana o americana. Analizzando le abitudini alimentari, ci si è resi conto che nelle isole più “longeve”, quelle di Amami e Okinawa, dove arrivare a 100 anni non è una cosa rara, si seguono diete ipocaloriche, con circa 1800 calorie al giorno, contro le 2500 italiane e le 3000 statunitensi.

Ma attenzione, non significa che una dieta con poche calorie si può ottenere non mangiando, ma semplimente mangiando cibi che contengono poche calorie che attivano dei particolari enzimi, i quali sono in grado di spazzare via meglio i grassi e far rimanere più in salute il corpo ospitante.

I radicali tornano liberi, antiossidanti inefficaci contro l’invecchiamento

Gli antiossidanti non rallentano il naturale processo di invecchiamento. E’ una notizia diffusa in questi giorni che ha sollevato un’infinità di perplessità e diviso il mondo scientifico su quello che sembrava uno dei capisaldi della ricerca scientifica, nonchè il punto di partenza fondante per numerosi prodotti di bellezza anti-age.

E’ infatti da molti anni, esattamente dal lontano 1956, che la scienza asserisce con convinzione l’efficacia degli antiossidanti contro i segni del tempo. Proprio in quell’anno, infatti, gli scienziati scoprirono che l’invecchiamento era causato dai superossidi, meglio conosciuti come radicali liberi, forme reattive dell’ossigeno che generano stress ossidativo nell’organismo, avviando la degenerazione dei tessuti.

Gli antidepressivi. Nuovo elisir di lunga vita

Forse in un futuro neppure troppo lontano i farmaci antidepressivi saranno impiegati con scopi molto diversi dagli attuali. Infatti, secondo una ricerca condotta a Seattle al Howard Hughes Medical Institute da un team di ricercatori guidati dalla dottoressa Linda B. Buck e pubblicato sulla rivista Nature, i farmaci antidepressivi contenenti come principio attivo la mianserina hanno l’effetto di allungare del 30% (da sei a otto settimane) la vita dei nematodi (simpatici animaletti detti anche vermi cilindrici).

Secondo gli studiosi ciò avviene perchè la mianserina induce dei processi simili a quelli attivati dalla restrizione calorica , una tecnica di laboratorio che rappresenta attualmente uno dei capisaldi della ricerca sui processi di invecchiamento. Sottoponendo i topi da laboratorio a un regime dietetico in cui vengono somministrate loro un minor numero di calorie rispetto a quello che consumerebbero se potessero alimentarsi liberamente, è stato infatti possibile innalzarne la vita media da 39 a 56 mesi. Inoltre gli esemplari sottoposti a un regime di restrizione calorica appaiono non solo più longevi, ma anche più resistenti alle malattie e mantengono intatte, nonostante l’avanzare del tempo, le proprie facoltà fisiche e mentali. I ricercatori dell’Howard Hughes Institute hanno inoltre rilevato che la somministrazione di mianserina ad animali sottoposti al regime di restrizione calorica non allunga ulteriormente la durata della loro vita.