Dopo operazione di cataratta niente più occhiali per leggere

L’operazione per rimuovere la cataratta è tra gli interventi chirurgici più eseguiti al mondo. Oggi viene eseguita di routine grazie a una tecnica con ultrasuoni che riduce gli effetti collaterali, ma la tecnologia ha fatto ulteriori passi in avanti, permettendo non soltanto di eliminare il problema della cataratta in modo rapido e indolore, ma anche di risolvere difetti di vista preesistenti o causati dall’operazione stessa consentendo ai pazienti di non portare più gli occhiali per leggere.

Diplopia o vedere doppio, le cause e cosa fare

La diplopia visione doppia, può essere sintomo di differenti tipologie di disturbo. La sua manifestazione deve portarci immediatamente a contattare un medico specialista per comprendere da cosa dipenda. Cerchiamo di capirne un po’ di più insieme.

Emicrania, arrivano le lenti colorate

Contro l’emicrania, arrivano le lenti colorate. Si tratta di occhiali speciali, in grado di ridurre del 70% i disturbi associati alla fotofobia, l’insofferenza alla luce, tra cui il mal di testa. A rivelarlo, è una ricerca condotta negli Stati Uniti, e pubblicata sulla rivista “Cephalgia”.

Mal di testa: le lenti colorate possono aiutare a farlo passare

Le lenti colorate di precisione per gli occhiali sono state utilizzate per anni per ridurre le distorsioni percettive visive e da chi soffre di emicrania, ma fino ad ora la scienza non ha mai fatto chiarezza sul motivo di questi effetti. Ora, una ricerca pubblicata sulla rivista Cephalalgia, che ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI), è riuscita a suggerire una motivazione neurologica che spiega questo meccanismo.

La nuova ricerca mostra come i vetri colorati, indossati da una persona che soffre di emicrania, lavorano per normalizzare l’attività del cervello. I ricercatori hanno notato una specifica attività anormale del cervello (nota come iperattività), quando chi soffre di emicrania faceva registrare degli attacchi intensi di mal di testa. Le lenti colorate riducevano notevolmente il dolore.

Cancro orale: arrivano occhiali speciali per la diagnosi precoce

Cancro del cavo orale: una patologia che provoca ogni anno in Italia circa 3.000 decessi. Anche e soprattutto in questa forma cancerosa gioca un ruolo determinante la diagnosi precoce. Il 60% delle diagnosi viene fatta purtroppo tardivamente, quando la malattia è in fase avanzata e la sopravvivenza a 5 anni non supera il 30%. Ma esiste ora una nuova possibilità, semplice e per nulla invasiva: il dispositivo si chiama GOCCLES (Glasses for Oral Cancer-Curing Light Exposed Screening) e consiste apparentemente in un comune paio di occhiali, leggeri e poco ingombranti.

Occhiali per il 3d, non pericolosi: caso chiuso

Sui film in 3D, o meglio sugli occhiali per la visione tridimensionale,  sembra sia stata detta veramente  l’ultima parola:  “No!”, non fanno male alla salute. Ma ripercorriamo le tappe. In un primo momento si era parlato di pericolosi disturbi a causa dei sintomi che la visione in 3 D potevano provocare (mal di testa, nausea, vertigini e svenimenti).

Il Ministero della Salute, aveva chiesto un parere sulla questione al Consiglio Superiore di Sanità che a sua volta aveva concluso:  possibili disturbi possono insorgere in bambini piccoli, sia perché ancora la visione binoculare non è ancora del tutto sviluppata, sia perché possono essere affetti da altri difetti visivi ancora non diagnosticati.

Occhi: nuova campagna di prevenzione

Utilizzare il computer senza un adeguato schermo protettivo, indossare occhiali da sole economici e con lenti inadeguate, passare dal caldo ad ambienti climatizzati, guardare la televisione senza rispettare la giusta distanza, usare occhiali da vista comprati a caso. Sono solo alcuni esempi di come quotidianamente stressiamo la nostra vista.

A questi si aggiungono una cattiva alimentazione e soprattutto le allergie oculari, problema che affligge ogni anno almeno un italiano su cinque. Più salute ai tuoi occhi è il titolo di una nuova campagna di informazione e prevenzione oftalmica, organizzata dall’associazione internazionale senza scopo di lucro Femme Santé – Salute Donna, grazie all’impegno della sua fondatrice Rosanna Lambertucci.

Occhiali 3D: no ai bambini piccoli

No agli occhiali 3D per i bambini minori di 6 anni. Utilizzo dei medesimi limitato al tempo del solo spettacolo cinematografico anche per gli adulti. Ripristino dell’intervallo di 15 minuti tra un tempo e l’altro. Soprattutto distribuzione agli spettatori di occhiali monouso.

Questo il succo della circolare che il Ministro per la Salute Ferruccio Fazio ha spedito agli organi competenti: esercenti delle sale cinematografiche, Dipartimenti di prevenzione delle Asl ed al comando dei Carabinieri per la tutela della Salute (NAS), nonché per conoscenza all’Iss.

Difetti di vista: occhiali e lenti a contatto

Complessivamente sono stimati in 25 milioni gli Italiani che manifestano problemi alla vista (la fonte è del Ministero della Salute) e si prevede che, in linea con le previsioni mondiali (2 miliardi e mezzo di miopi nel 2020 contro il miliardo e 600 milioni attuali), tra dodici anni anche nel nostro Paese ci sarà un considerevole aumento dei miopi (circa il 50% in più). II professor Vincenzo Sarnicola primario dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Misericordia di Grosseto Presidente SICSSO (Società Italiana Cellule Staminali e Superficie Oculare), commenta

” Sono dati che non possono non indurre alla riflessione gli addetti ai lavori, anche perché, oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti necessari per affrontare i problemi inerenti la salute e la prevenzione visiva. A partire, quindi, dai più classici occhiali, migliorati nella qualità delle lenti, e arrivando sino alle lenti a contatto in silicone idrogel, che consentono un maggior passaggio di ossigeno e quindi permettono una più facile portabilità. E, ancora, alle lenti a contatto giornaliere che praticamente azzerano il rischio infezione e, se usate correttamente, consentono una soddisfacente risoluzione dei problemi refrattivi. Per non parlare, poi, degli interventi chirurgici che, grazie a tecnologie davvero avanzatissime, sono oggi molto più sicuri”.

Lenti a contatto: istruzioni per l’uso

Le lenti a contatto vengono normalmente utilizzate da chi, pur avendone la necessità, non desidera portare gli occhiali da vista durante tutta la giornata per motivi di natura estetica o perché ritiene che questo sia limitante per le proprie attività lavorative e/o sportive (senza considerare l’uso estetico che si fa delle lenti a contatti colorate). Attualmente attraverso l’uso delle lenti a contatto è possibile correggere difetti della vista come miopia, ipermetropia e astigmatismo. Tuttavia, per evitare eventuali rischi per la salute degli occhi connessi al loro utilizzo occorre rispettare alcune semplici regole relative alla loro pulizia e manutenzione così come alla loro applicazione e rimozione.
Tipologie di lenti a contatto in commercio
Le lenti morbide
Le lenti morbide sono quelle che si adattano meglio alla natura dell’occhio. I tempi di sostituzione e il numero di ore della giornata per cui è possibile indossarle variano in funzione del grado di idratazione dell’occhio che assicurano e dei materiali da cui sono composte.
Hanno tempi di sostituzione più lunghi delle lenti morbide, ma la loro pulizia quotidiana, proprio per questo motivo, deve essere più accurata.

Occhio bionico: una speranza per i non vedenti

Si chiama Argus II, la nuova speranza per i non vedenti proveniente dal Regno Unito.
Si tratta di una telecamera che trasmette un segnale radio ad un minuscolo ricevitore e ad un dispositivo elettronico inserito a livello della retina.
I sedici elettrodi dell’apparecchio stimolerebbero i nervi superstiti della retina, facendo passare il segnale attraverso il nervo ottico e da qui al cervello, dove il segnale viene normalmente codificato in immagini.

La possibilità di creare un occhio artificiale non giunge inaspettata, dal momento che le sperimentazioni iniziarono già qualche anno fa, quando nel 2005, all’Università di Stanford negli Stati Uniti, si testò sui topi il rivoluzionario microchip visivo impiantato su speciali occhiali, che catturavano le immagini e le inviavano a un computer portatile, da cui poi passavano codificate alla retina attraverso gli infrarossi.