Tubercolosi: tutte le risposte ai dubbi sulla diagnosi della tbc

Torniamo a parlare anche oggi della tubercolosi (tbc o tisi). I fatti di cronaca ci hanno creato molti dubbi riguardo. Nel post di ieri vi abbiamo già spiegato che il contagio può avvenire esclusivamente in caso di malattia tubercolare attiva, cioè con i bacilli che si riproducono e diffondono nell’organismo, in un’ incidenza che tocca solo il 10% della casistica totale. Per il restante 90% si parla di infezione tubercolare e cioè, come nel caso dei bambini coinvolti dagli eventi romani (da infermiera ed insegnante): non c’è malattia, ma solo la presenza degli anticorpi al bacillo di Koch: questi bimbi potrebbero non sviluppare mai la tubercolosi, ma per sicurezza è necessaria la profilassi. Cerchiamo ora di rispondere a qualche altro dubbio.

Tubercolosi il ministero risponde sul caso Policlinico Gemelli

Il caso dell’infermiera affetta da TBC (tubercolosi) all’ospedale Policlinico Gemelli di Roma, ha fatto il giro del mondo, ed è proprio per questo che il Ministero della Salute si è visto “costretto” ha partecipare al convegno “Tbc a Roma: che Fare?”, organizzato dal Codacons. Questa volta a rispondere alle domande dei giornalisti, ma anche di tutti i presenti, c’era Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di sanità.

Prostata: preservarla grazie al botulino

Ipertrofia prostatica: in aiuto degli uomini arriva il botulino. Si, proprio quella tossina opportunamente iniettata nel viso delle donne per distendere le loro rughe ed i loro lineamenti.

Fino ad ora, in caso di ipertrofia prostatica benigna, una patologia che interessa fino all’80% degli uomini over 80, si agiva attraverso l’assunzione di un farmaco o,  in caso di estrema necessità  anche data l’età media dei pazienti, si ricorreva ad interventi chirurgici di diversa entità.

Traumatologia: un convegno sulla gestione delle emergenze

La traumatologia in tutte le sue sfumature e metodologie di  cura. Si parlerà di questo oggi e domani a “Trauma Oggi“, presso Aula Brasca dell’Istituto di Clinica Chirurgica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma presso il Policlinico Gemelli.

Tutti gli esperti del settore, partendo dai radiologi interventisti, chirurghi ortopedici e generali fino ad arrivare ad anestesisti e personale di pronto soccorso, si riuniranno per mettere il punto sulle problematiche relative alla corretta gestione dei traumi in fase di emergenza, terremoti ed epidemie.

Febbre periodica, rara ed ereditaria


Clinici e ricercatori dopo anni di osservazione le hanno classificate come “febbri periodiche di origine genetica“. A queste malattie rare, purtroppo non ancora inserite nell’apposito elenco dal ministero della Salute, il V Congresso internazionale sulle malattie autoinfiammatorie sistemiche ha dedicato quattro giornate di lavoro. La più frequente è la “febbre mediterranea familiare” da non confondere con l’anemia mediterranea. Precisa Raffaele Manna, direttore del Centro di ricerca sulle febbri periodiche del policlinico Gemelli di Roma:
“Si tratta di una febbre ereditaria alla quale si sovrappone il fattore ambientale visto che predilige le popolazioni del bacino Mediterraneo: ebrei, armeni, arabi, turchi, spagnoli, greci, italiani. Va ad aggiungersi poi un fattore, immunitario e la componente infiammatoria che secondo le ricerche più recenti può scatenare l’esordio della malattia.”