Progesterone basso e aumento di peso

Richiesta di Consulto Medico su progesterone basso e aumento di peso
Salve, sono una ragazza di 26 anni. Sono sempre stata in forma ma nell’ultimo anno e mezzo il mio peso è aumentato di 16 kg senza motivo apparente. Non ho cambiato stile di vita o alimentazione. Anzi, dopo i primi dieci kg di aumento mi sono iscritta in palestra senza nessun beneficio. L’inizio dell’aumento di peso è coinciso con l’assunzione di terapia estroprogestinica ma il ginecologo sostiene che i kg presi siano troppi per essere colpa della pillola anche perché è una pillola di nuova generazione con scarsi effetti collaterali. L’ultima ecografia risalente a quasi un anno fa non mostrava costi ovariche ma solo un già noto fibroma di 2 cm. A fine febbraio 2017 ho sospeso l’assunzione della pillola. Il medico di medicina generale mi ha inviata a luglio dalla nutrizionista e ho appena iniziato una dieta leggermente ipocalorica. La nutrizionista mi ha prescritto degli esami da fare. Tutto nella norma (anche il TSH) tranne il colesterolo totale e LDL (rispettivamente 212 -limite indicato dal laboratorio 200 e 120- limite indicato 100) e il progesterone che essendo in fase luteinica al momento del prelievo risulta basso (pari a 0,40 – limite del laboratorio 3). Il prelievo è stato fatto al 23 giorno di ciclo. Vorrei capire cosa fare ora perché ho la visita di controllo con la nutrizionista tra un mese ma dati i valori alterati credo sia necessario qualcos’altro oltre la dieta. Oltre all’aumento di peso io mi sento sempre stanca e il mio ragazzo mi ha fatto notare già mesi fa che ho sbalzi di umore importanti e che mi lamento eccessivamente del caldo “come fossi in menopausa”. Inoltre sto avendo problemi di memoria che non so se siano in linea con il resto o un problema a sé. Grazie dell’attenzione.”

Prolattina alta e 17-oh-PG e Dhea alti, quali cure?

Richiesta di Consulto Medico su prolattina alta
Salve sono una ragazza di 26 anni, nel 2014 per un eccesso di peluria sotto al mento ho fatto gli esami del dosaggio ormonale, dove ho riscontrato come esito il 17-oh-PG (progesterone) e il dhea-s (deidroepiandrosterone ) alti, così ho iniziato i vari controlli: ho fatto visita alla tiroide tutto ok, ho fatto visita ginecologica tutti ok (ho un ciclo puntuale, ma con un flusso scarssissino) infine ho fatto l’ecografia ai reni e lì è spuntato un angiomiolipoma… A distanza di mesi ho ripetuto per altri due volti gli esami e i valori erano lo stesso alti, così la dottoressa mi ha prescritto  la yaz per sei mesi……..

Gravidanza e livelli di progesterone

Un gruppo di scienziati inglesi e olandesi ha condotto uno studio per comprendere se e come un test per misurare i livelli di progesterone nel sangue possa essere utile per comprendere, fin dai primi mesi, se una gravidanza sia vitale o meno. Il progesterone, lo ricordiamo, è un ormone naturalmente secreto dalla donna. I suoi livelli possono essere indicativi in caso di aborto spontaneo o gravidanza extrauterina.

Contraccettivi orali: non hanno effetto sul feto

Considerando che le pillole contraccettive orali sono molto diffuse, uno studio norvegese, presentato al Meeting Annuale della American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI), può dare rassicurazioni alle mamme che le hanno utilizzate prima di rimanere incinte.

Dato che il progesterone è un ormone chiave della gravidanza, l’uso di progestinici contenuti nella pillola prima della gravidanza può influenzare lo sviluppo respiratorio ed il sistema immunitario del feto. Nel 1997, i ricercatori hanno ipotizzato che l’uso della pillola di una madre può aumentare il rischio di asma nei bambini. Da allora, pochi studi hanno sostenuto la prova di questa ipotesi, ma i dati sono limitati e non conclusivi

ha spiegato il primo autore dello studio Dana B. Hancock.

Pillola anticoncezionale rende gelose le donne

La gelosia più la scacci e più l’avrai, sono i versi di una celebre canzone di Adriano Celentano. Come dargli torto. Ma cosa ne pensa la scienza di questo sentimento, per così dire, negativo? A tal proposito, una recente ricerca avrebbe scoperto che la pillola anticoncezionale renderebbe più gelose del partner le donne. E’ quanto afferma l’analisi condotta da un’équipe della Stirling University e pubblicata sulla rivista Personality and Individual Differences.
La colpa sarebbe da attribuire agli ormoni presenti nel farmaco che evita le gravidanze indesiderate, che portano chi li assume a dubitare della fedeltà del compagno.

Sembra assurdo, eppure gli autori di questo studio sembrano più che convinti di questa relazione e spiegano come siano le pillole a più alto dosaggio di estrogeno quelle più suscettibili di scatenare problemi all’interno della coppia dovuti ad un’eccessiva possessività da parte della donna.

L’amicizia riduce ansia e stress

Vi siete mai chiesti come mai pranzare fuori con delle amiche o semplicemente prendere un caffè e fare quattro chiacchiere sia un toccasana per il cattivo umore di una donna? La scienza finalmente ha risposto a questa domanda facendo chiarezza sui meccanismi positivi per il benessero psico-fisico derivanti dalla vicinanza degli amici.

A farlo è stato uno studio realizzato da un’équipe di ricercatori dell’università del Michigan. Se stiamo bene in compagnia dei nostri amici, a quanto pare il merito è di un ormone, il progesterone, i cui livelli aumenterebbero quando ci sentiamo emotivamente vicini ad altre persone.

Rischio perdita della memoria durante la menopausa

La scienza oggi conferma quello che le donne sospettavano da tempo: la memoria e l’apprendimento subiscono un colpo durante la menopausa. La ricerca, pubblicata su Neurology, constata che le donne non riescono ad apprendere durante la perimenopausa precoce o ritardata, quando i periodi sono irregolari, ma non scomparsi del tutto.

Le modifiche sono sottili, e si manifestano meno dell’effettivo declino che avviene negli anziani. Un aspetto importante è che il deficit, se così può essere chiamato, spesso è temporaneo: la capacità di apprendimento ritorna una volta che la postmenopausa è iniziata. Secondo il Dr. S. Karlamangla Arun, professore associato di medicina presso la UCLA David Geffen School of Medicine e uno degli autori dello studio:

La buona notizia è che quando finisce la menopausa e si entra nella postmenopausa, la performance cognitiva, la memoria e l’apprendimento tornano ai livelli di premenopausa.

Secondo il dottor Victor Henderson invece:

Per le donne che sono all’inizio o alla fine della menopausa, non ci sono grossi cambiamenti nella memoria, ma ci possono essere alcuni problemi durante il processo di transizione.

Uomini ‘russatori’ cronici, ma le donne recuperano…

Sono sei milioni i pazienti che soffrono di roncopatia. I rimedi a tale spiacevole realtà sono tanti e nuovi, non solo chirurgici. Un disturbo che colpisce ben sei milioni di italiani e, di rimando, tutti coloro con cui condividono il letto. Stiamo parlando dei russatori cronici, individuati nel termine specifico di “pazienti affetti da roncopatia”, soggetti soprattutto di sesso maschile, anche se le mogli, che dormono poco distante, sono costrette a “subire” tutti i disagi del caso. Da una recente ricerca sull’argomento si scopre che, fino ai trent’anni, la percentuale dei russatori maschili si avvicina al 23 per cento della popolazione totale, mentre le donne contribuiscono solo per un 10 per cento.