Capillari alle gambe, tutte le cause e cosa fare

Quali sono le cause e cosa si può fare per i capillari alle gambe? Con questi termini intendiamo ovviamente la loro fragilità e la loro facilità a rompersi. Si tratta di un problema di cui soffrono principalmente le donne.

Dolore alla vena della gamba o capillari, risponde l’esperto

 

Un dolore alla vena della gamba, in assenza di problematiche evidenti merita accertamenti? E’ questo il succo del quesito posto da una nostra lettrice attraverso la rubrica “Chiedi all’esperto: consulti online su Medicinalive”. Ve lo proponiamo come sempre per esteso e nel rispetto della privacy, insieme alla risposta dello specialista in flebologia.

Occhiaie, i rimedi naturali per combatterle

I rimedi naturali sono alleati preziosi contro le occhiaie, ma non bisogna pensare che siano una sorta di bacchetta magica. Certamente contribuiscono a rendere la zona del contorno occhi più omogenea rispetto al resto del viso attenuando questo fastidioso inestetismo della pelle.

Gambe stanche e cosmetici defatiganti

Quando le vostre gambe sembrano portare il peso del mondo ed i piedi pulsano, gonfi, dentro le scarpe è ora di trovare una soluzione. Piccoli accorgimenti quotidiani sono utili per prevenire il disturbo, ma per trattare il sintomo ci vuole qualcosa in più. Cerchiamo allora di capire cosa ci offre la natura: edera, mirtillo, vite rossa, centella e radice di rusco aiutano a mantenere elastici i capillari, favorendo la risalita del flusso sanguigno dai piedi in su. Escina, betulla ed estratto di gambo d’ananas hanno una buona capacità drenante dei liquidi in eccesso.

Il mentolo da sollievo con la sua freschezza: applicarlo sulle gambe gonfie e pesanti significa sentire il sangue arrivare fino all’ultima cellula ossigenabile, una sensazione da brivido! Il tutto può essere assunto attraverso capsule o tisane, ma ci sono in commercio anche rimedi locali, i cosiddetti cosmetici defatiganti: creme, gel e  spray. I prezzi sono variabili e quindi accessibili a tutti. L’unico impegno è applicarli! Come? Spalmandoli con delicatezza, partendo dal piede e salendo fino all’inguine, quel poco che basta per riattivare la circolazione e far penetrare il prodotto attraverso la pelle.

Freddo intenso: come proteggerci

Il freddo vi innervosisce? Siete intolleranti ai piccoli disagi della pelle che diventa fragile? E normale: come affermano gli antropologi, noi umani mal sopportiamo l’inverno perché siamo “animali tropicali”. E’ infatti  il sole, probabilmente africano, che ha accompagnato i nostri primi passi sul pianeta, non la neve e non il vento freddo. Curiosamente, però, gli studiosi per scoprire come si è evoluto il pianeta non indagano ai tropici ma nei luoghi più freddi al mondo, dove microbi, batteri, meteoriti e tracce organiche sono congelate: da milioni di anni, come il lago Vostok, in Antartide, importante ”teca” biologica che raggiunge la temperatura record di circa  90 gradi centigradi.

 La sua zona è meta di diverse missioni per comprendere se tra la micro fauna e l’uomo ci siano reazioni comuni al freddo. Le donne, per esempio, hanno una maggiore differenza di temperatura fra la superficie della pelle e l’interno, motivo per cui hanno quasi sempre le mani fredde, ma sono più abili nel mantenere la temperatura del corpo costante. Per lo stesso motivo però sono esposte al rischio di geloni e necessitano di una protezione speciale nelle zone che rimangono scoperte, come il viso.

Terapia fotodinamica: un’ alternativa indolore alla chirurgia plastica

La terapia fotodinamica rappresenta oggi una sicura ed efficace alternativa alla chirurgia plastica. La terapia si basa sulla scoperta che una sostanza fotosensibilizzante applicata sulla cute sia in grado di penetrare selettivamente nelle cellule malate o degenerate (cellule che hanno un metabolismo accelerato) e non in quelle sane e che, dopo illuminazione con apposita lampada, le cellule che hanno inglobato la sostanza siano eliminate per reazione fotochimica. La sostanza che si applica sulla cute è l’acido 5-aminolevulinico (5-ALA).

Questa sostanza non è un farmaco e viene eliminata dal normale metabolismo. Durante il trattamento i pazienti possono sentire del formicolio o del calore, anche se queste sensazioni si riducono dopo che il trattamento è stato completato. Questa tecnica è attualmente utilizzata come trattamento della pelle danneggiata dal sole, con macchie marroni o rosse, in caso di grandi pori dilatati, nel caso di rottura di vasi sanguigni, casi di acne, per cicatrici da acne e per la pelle con lesioni precancerose.

È stato anche dimostrato che migliora il tono della pelle e dei tessuti circostanti. Le aree che possono essere trattate in questo modo includono il viso, il collo, il torace, le braccia, le mani e le gambe. A differenza della chirurgia plastica, la terapia fotodinamica migliora il tono tessutale ed il colore dell’epidermide senza lasciare cicatrici chirurgiche o incisioni.