Test Hiv fai da te promosso dall’OMS

L’uso del test HIV fai da te acquistabile in farmacia è promosso dall’Organizzazione mondiale della Sanità. La motivazione sta negli stessi dati che l’istituzione ha diffuso in merito ai contagi. Per quanto siano più di 18 milioni le persone sieropositive in cura con i farmaci antiretrovirali, sono ancora molte quelle senza una diagnosi che non sanno di essere affette dal virus.

Hiv, una foto vale più di 1000 parole

Una foto per sconfiggere tutti i pregiudizi che ci sono sulle persone sieropositive che molto spesso vengono viste come potenzialmente pericolose. Andrew Pulsipher ha deciso di pubblicare sul suo profilo Facebook una foto nella quale posa con la moglie e i tre figlioletti. Lui sieropositivo, loro per fortuna no.

Aids: 40mila italiani sieropositivi a propria insaputa

Sono 40 mila gli italiani sieropositivi inconsapevoli della propria condizione. Si tratta soprattutto di eterosessuali sopra i quarantanni che hanno contratto il virus attraverso rapporti sessuali non protetti e rischiano di contagiare a propria volta i partner.

Questo è quanto emerso dallo studio Icona, un progetto nato nel ’97 che ha dato impulso, nel 2007, alla nascita della omonima fondazione presieduta da Mauro Moroni, ordinario di malattie infettive dell’Università di Milano. Mentre un tempo il contagio avveniva perlopiù mediante lo scambio di siringhe infette, oggi il 70% delle donne e il 40% degli uomini si ammala di Aids a causa di rapporti sessuali non protetti con partner occasionali.

AIDS. Nascerà il “Progetto donne”

Sono circa 30.000 le donne italiane affette dal virus dell’HIV. E stando a un documento diffuso dall’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e dal Polo Universitario San Paolo di Milano per loro la gestione clinica della malattia è più complessa che per gli uomini. Così come la prevenzione.

Il 63.6% delle donne ammalate di AIDS ha contratto il virus per via sessuale, a seguito di un rapporto non protetto con un partner sieropositivo, nel 78.1% dei casi occasionale. Percentuali che scendono rispettivamente 22.7 e al 66.8% negli uomini. La causa risiederebbe in una bassa percezione del rischio di contagio, più marcata per le donne, alla quale segue un considerevole ritardo nel raggiungimento della diagnosi.