Terza età: gli italiani sedentari e sovrappeso, ma disposti a cambiare

La terza età: un mondo da scoprire e rivalutare. Da questo concetto è partito tempo fa un lavoro in seno all’Unione Europea, che aveva lo scopo di attuare nuovi modelli di promozione del benessere nella popolazione degli over 65: i nostri anziani.  Oggi i primi risultati di CHANGE, l’acronimo che dà il nome al progetto e sta ad indicare “Care of Health Advertising New Goals for the Elderly”: ovvero i nuovi traguardi per la promozione della cura e della  salute per gli anziani. Per l’Italia il progetto è stato portato avanti dall‘ISS (Istituto superiore di Sanità). Ne è emerso un quadro abbastanza preoccupante, forse il peggiore in confronto agli altri Paesi europei che hanno partecipato (ovvero Austria, Spagna, Polonia e Lituania). I nostri anziani sono i più sedentari, poco disposti al movimento e nel 68% dei casi con un BMI (Indice di massa corporea) superiore a 25, dunque sovrappeso.

Vademecum per una terza età serena e felice

E’ ormai ampiamente dimostrato che l’età del pensionamento esiste solo sulla carta. Oggi politici, scienziati, manager, impren­ditori, anche dopo aver superato i ’60, con­tinuano a lavorare con ottimi risultati e con grande entusiasmo. Ma c’è anche chi decide di lasciare l’attività lavorativa e, per costoro, il periodo che  hanno in più deve rappresentare una grande ocasione, nonchè un’opportunità di rinnovamento.

Certo, con il passare degli anni, il corpo subisce delle modifiche ma è  importante imparare ad accettarle guardando al futuro con un atteggiamento positivo, evitando di indugiare in ricordi del passato e di farsi sopraffare dalla paura della vecchiaia. La prima cosa da fare è mantenersi attivi, crearsi nuovi interessi ma, soprattutto, mantenere viva la curiosità sul mondo cir­costante. In realtà alcuni anni prima di andare in pensione, le coppie dovrebbero prendere anche decisioni importanti. Come quella di un ritrasferimento in una diversa località, per esempio. In questo caso sa­rebbe opportuno farsi prima un’idea precisa del luogo prescelto, magari trascorrendovi qualche giorno di vacanza per non doversi ritrovare di fronte a difficili problemi di adattamento.

Vantaggi dell’esercizio fisico nella terza età

Se siete alla ricerca di una buona ragione per iniziare un programma di esercizio fisico regolare, i risultati di due nuovi studi potrebbero fornirvi un buon incoraggiamento. Gli studiosi hanno infatti scoperto che le persone che effettuano una moderata attività fisica costantemente, nella mezza età e più avanti hanno avuto una riduzione del rischio di decadimento cognitivo lieve (MCI), mentre un periodo di sei mesi di programma di esercizio aerobico intenso ha migliorato la funzione cognitiva degli individui che hanno già sviluppato la condizione.

Meno grave della demenza, l’MCI ha comunque difetti cognitivi evidenti, che non interferiscono con la vita quotidiana, come ad esempio il pensiero più lento, una ridotta capacità di apprendimento, e la memoria compromessa. Ogni anno, tra il 10 ed il 15 per cento delle persone che hanno sviluppato l’MCI si ammalano di demenza senile, rispetto all’1-2 per cento della popolazione generale. Dal momento che la durata media della vita continua ad allungarsi, diventa ancora più importante trovare modi per ridurre al minimo le patologie legate all’età che portano al declino mentale. La ricerca ha suggerito che l’esercizio fisico potrebbe, per l’appunto, migliorare la funzione cognitiva.

Denti sani fino a 100 anni con interventi calibrati e prevenzione

Nella definizione di terza età si comprendono tutti quei soggetti con un’età che va dai 65 anni in poi, includendo in questa tipologia di popolazione, individui che possono presentare, a parità di età, caratteristiche e capacità psico-fisiche, esigenze e aspettative sostanzialmente differenti. Molti anziani non cercano cure di igiene orale, tranne in casi di emergenza. Tra le ragioni principali della limitata attenzione verso questo tipo di cure professionali possiamo includere la scarsa comprensione della loro necessità, la mancanza o la scarsa conoscenza della correlazione tra alcune patologie sistemiche e l’igiene orale, inabilità fisiche e mentali, malattie croniche, barriere fisiche quali il trasporto o l’accesso allo studio odontoiatrico e, per alcuni, le risorse finanziarie.

 Eppure le patologie del cavo orale possono dare origine, oltre che a problemi estetici, anche a quadri patologici molto rilevanti per l’anziano, come la disidratazione, la malnutrizione, la perdita di peso, l’instabilità posturale, l’aspirazione di microrganismi nelle vie respiratorie con conseguenti infezioni. Non si devono dimenticare inoltre le infezioni per il passaggio in circolo di germi che colonizzano in varie sedi del cavo orale.

Sesso: rapporti in aumento tra il nonno e la nonna

 

Un luogo comune vuole che le persone più anziane abbiano una libido quasi del tutto spenta, con un drastico calo del desiderio sessuale seguito dall’interruzione dei rapporti con il partner.
In effetti, andropausa e menopausa sono periodi molto difficili per la vita sessuale di un uomo e di una donna in cui le occasioni e gli stimoli per fare sesso vengono spesso a mancare.

 

Tuttavia, una recente ricerca condotta in Svizzera e pubblicata on line dal British Medical Journal, dimostra proprio il contrario: negli ultimi quindici anni il sesso tra over settanta è aumentato notevolmente.

L’Italia è un Paese per vecchi

L’Italia è ai primissimi posti in Europa e nel mondo per longevità, con un’età media di 78,3 anni per gli uomini e di 83,9 per le donne, che sono al secondo posto, in Europa, dopo la Francia (84,4 anni); i maschi sono terzi, dopo Svezia e Cipro (78,8 anni). Tutelare e garantire il benessere di una fascia così ampia della popolazione risulta dunque fondamentale.

A questo proposito, è al via l’ottava edizione del convegno sulla “Terza età, ideato e promosso da Salute di Repubblica e organizzato da Somedia, in programma giovedì 22 e venerdì 23 maggio al Complesso Monumentale Borgo Santo Spirito, a Roma, poco distante dal Vaticano.