Video malato terminale: “perché voglio l’eutanasia”

Un video toccante, quello di Gilberto, e che colpisce il cuore. La sua storia è comune a molte persone. Malato terminale di cancro al fegato, è divenuto testimonial della richiesta di legalizzazione dell’eutanasia in Italia. Quello della “morte dolce” è un tema  tra  i più dibattuti in medicina. E’ giusto dare alle persone il diritto di mettere fine alla propria vita legalmente in caso di malattia? Gilberto ama la vita e nel video spiega perché vorrà scegliere di morire.

Testamento biologico: il testo alla Camera

La discussione sul testamento biologico riprende oggi in Parlamento, ed i toni sono come sempre accesi. Tra chi cerca di difendere i diritti del malato e chi le convinzioni cristiane, scoppia un vero e proprio putiferio, in particolare sull’articolo 1 che prevede il divieto assoluto dell’eutanasia in Italia. La legge prevede in sostanza che ciò che avviene in tanti Paesi europei, cioè la cosiddetta “morte dolce” per chi è all’ultimo stadio della malattia o sia in coma vegetativo senza possibilità di ripresa, divenga definitivamente un’utopia.

Testamento Biologico, nasce il portale “La mia scelta”

Testamento biologico. Se a livello politico la situazione appare davvero caotica, fortunatamente il diritto viaggia ancora lungo le vie della rete. Da ieri è infatti online il sito “La MiaScelta”, ovvero il primo network italiano per il raccoglimento delle volontà della popolazione.

Si tratta di un portale in grado di dare ai propri lettori tutta una serie di informazioni e spunti di riflessione in tempo reale.

Biotestamento, Veronesi: “Ddl anticostituzionale”

Lunedì prossimo alla Camera si discuterà del provvedimento sul biotestamento. L’Italia appare divisa più che mai sul riconoscimento o meno del testamento biologico. Sulla questione è intervenuto ieri l’oncologo di fama internazionale Umberto Veronesi, che è arrivato a definire anticostituzionale e vergognoso il testo sul fine vita definito

una legge che vuole costringere le persone alla vita artificiale.

Testamento biologico, Saviano e la libertà di scelta

Ieri sera si è tenuto un congresso molto delicato a Roma, voluto da Beppino Englaro, Ignazio Marino del Pd e diversi artisti e avvocati, per dibattere di testamento biologico. A far scalpore è stato l’intervento di Roberto Saviano, il quale non è potuto essere presente al teatro Umberto, ma che ha voluto partecipare inviando un video con il suo pensiero.

Un pensiero che, come spesso accade allo scrittore napoletano, piace alla piazza, ma non al Palazzo. Si parla di testamento biologico, e di una parola, Libertà, che ai politici piace quando esce dalla loro bocca, ma non quando la ascoltano da persone che con la politica non hanno nulla a che fare. Libertà di scegliere, Libertà di decidere le proprie cure, Libertà di disubbidire.

Eutanasia, la Germania la riconosce come volontà del paziente

Se un paziente chiede di sua spontanea volontà che siano staccate le macchine che lo tengono in vita, l’eutanasia è accettabile. In questo modo si può riassumere la decisione presa dalla Corte Suprema della Germania che ha prosciolto un avvocato tedesco, Wolfgang Putz, accusato di aver consigliato ai suoi clienti di staccare le macchine che tenevano in vita una loro parente in coma irreversibile da 5 anni.

Il legale era stato condannato a 9 mesi con la condizionale ed una multa di 20 mila euro nel 2007 in quanto l’eutanasia non era riconosciuta come pratica medica. Ma dopo aver fatto ricorso, nella giornata di ieri la Corte Suprema ha deciso che non si trattava di un vero e proprio reato perché c’era stata, prima del coma, l’esplicita richiesta della donna di voler morire nel caso in cui si fosse trovata nel letto d’ospedale in stato vegetativo.

Testamento biologico ancora modificato: apertura della maggioranza contro l’accanimento terapeutico

Forse è stata la canzone di Povia a Sanremo a riportare l’attenzione sul tema dell’eutanasia, accanimento terapeutico e testamento biologico. Dopo la morte di Eluana Englaro infatti tutto si è bloccato, come se il Parlamento si stesse muovendo solo per “salvare” lei, dimenticandosi delle migliaia di persone che sono nelle stesse condizioni, nonappena è stata dichiarata morta.

E così ieri la commissione Affari sociali della Camera ha approvato un emendamento del relatore Domenico di Virgilio (Pdl), che stabilisce una sorta di “apertura” contro l’accanimento terapeutico. In particolare, si legge sul nuovo testo, idratazione e alimentazione

devono essere mantenute fino al termine della vita, con l’eccezione dei casi in cui l’alimentazione e l’idratazione risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo.

Tradotto significa che se l’alimentazione e l’idratazione forzati non sono orientati a mantenere in vita un paziente finché non guarisce, ma vengono erogati ad una persona che non ha più speranza di riprendersi (come il caso di Eluana, rimasta in coma per 17 anni), non ha più senso continuare ad accanirsi in questo modo.

Usa: arriva il testamento biologico online su Google Health

Non solo mappe, notizie, immagini e altre decine di servizi di “entertainment”. D’ora in avanti Google fa il salto di qualità e fornirà un servizio medico. Si chiama Google Health, ed è attivo da qualche giorno soltanto per gli utenti americani. Si tratterà di una sorta di social network, in cui ogni utente potrà liberamente decidere quali documenti medici caricare (basterà scannerizzare quelli originali), per poterli far visionare dal proprio medico anche se si è al momento lontani centinaia di chilometri da casa.

Ma proprio come un social network, tali informazioni, comprese tutte le altre che riguardano la propria salute, potranno essere messe online e condivise con gli amici, in modo che ogni utente potrà specificare chi avrà la facoltà di consultarli. Tra i vari servizi offerti da Google Health, il più interessante, e maggiormente di attualità, è quello del testamento biologico.

Testamento biologico, l’appello di Paolo Ravasin

Paolo Ravasin è il presidente della Cellula Coscioni di Treviso. Ha 49 annni ed è malato di SLA, Sclerosi laterale amiotrofica. Paolo è “prigioniero” del suo letto presso la casa di riposo delle Magnolie. Non può muoversi.

Paolo non è nuovo agli appelli. Il  21 luglio scorso aveva diffuso il suo video-testamento biologico. Una testimonianza del suo volere.

Lo Stato intende arrogarsi il diritto di bucare il mio stomaco per introdurvi acqua e cibo: io voglio sottrarmi a questa violenza

Paolo Ravasin rifiuta l’idratazione e l’alimentazione forzata, esplicitamente e nell’eventualità in cui fosse necessartio ricorrervi. Ma nel frattempo Eluana è morta e sulla scena è comparso il disegno di legge Calabrò.

A Roma è stato aperto il primo registro dei biotestamenti, tra sostegno e polemiche

Il primo registro dei biotestamenti è stato aperto a Roma da pochi giorni nel decimo Municipio. La prima a firmare è stata Mina Welby, nota a tutti per il triste caso del marito Piergiorgio, morto dopo quarant’anni di battaglia alla distrofia muscolare, dei quali molti trascorsi tenuto in vita da una macchina. La vedova di Welby ha poi così commentato il suo gesto simbolico:

Se dovesse capitare a me, se dovessi finire prigioniera del mio stesso corpo, in balia di medici e infermieri che decidono quando e come spostarmi, lavarmi, nutrirmi, credo che impazzirei. Crudeltà non è staccare la spina: è questa la vera crudeltà. Bisogna che ci pensino bene in Parlamento. E sa perché? Perché potrebbe capitare a chiunque. Anche a loro.

Il testamento “bio-illogico” passa al senato con un non-sense

Il Governo va avanti sulla sua strada sul testamento biologico a colpi di maggioranza. Una maggioranza che su un tema così caldo diventa sempre più risicata (si è passato dagli oltre 100 voti di vantaggio ad una ventina circa), ma è talmente sicura della sua forza che delle volte si fa degli autogol incredibili.

E’ il caso dell’ultimo evento di ieri al Senato, quando il centrodestra si vantava di aver fatto passare il testo sul testamento biologico inserendo la norma sulla presa di coscienza dei medici. In particolare la legge adesso prevede che, qualunque fosse la volontà del paziente, il medico curante abbia la libertà di scegliere secondo la sua coscienza su cosa sia più opportuno fare in quel determinato caso. Una scelta che avrebbe fatto comodo al Governo se ci fosse stata la possibilità per il malato di chiedere di morire. Ma come vedremo, non è così.

Testamento Biologico, l’ennesima presa in giro del Governo Berlusconi

Con la morte di Eluana Englaro si è accelerato l’iter legislativo su una legge, quella sul testamento biologico, in discussione da decenni in Italia, ma che mai come oggi ha così tante attenzioni. Un’istituzione laica dovrebbe teoricamente legiferare serenamente, con la discussione parlamentare, senza influenze esterne, soprattutto dalle istituzioni religiose.

Un’istituzione laica appunto, non il Governo italiano. Al momento il disegno di legge sul testamento biologico è stato finalmente completato dal senatore Raffaele Calabrò (Pdl), ed è in discussione nella Commissione Sanità del Senato della Repubblica. Per intenderci, il testamento biologico “dovrebbe” essere quel testo, redatto da un cittadino nel pieno delle sue facoltà mentali, in cui ci si esprime sulle proprie volontà nel momento in cui ci si dovesse trovare in uno stato di completa dipendenza da qualcun’altro, con incapacità di intendere e di volere, in uno stato vegetativo simile ai casi di Eluana o di Terry Schiavo.