Il colera? E’ ancora una delle principali emergenze sanitarie globali, nonostante sia una malattia prevenibile e curabile. Ce lo dimostra l’epidemia attualmente attiva in Nigeria.

Cosa è il colera
Causato dal batterio Vibrio cholerae, il colera si trasmette principalmente attraverso acqua o alimenti contaminati e provoca una grave diarrea acquosa che, in assenza di cure tempestive, può portare rapidamente alla disidratazione e alla morte. Ancora oggi il colera colpisce soprattutto le popolazioni che vivono in condizioni di povertà, con accesso limitato all’acqua potabile, ai servizi igienici e all’assistenza sanitaria.
Negli ultimi anni la situazione mondiale è peggiorata. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2024 oltre 60 Paesi hanno segnalato più di 560.000 casi e oltre 6.000 decessi, numeri in aumento rispetto all’anno precedente. Il fenomeno è alimentato da diversi fattori concomitanti: conflitti armati, cambiamenti climatici, alluvioni, spostamenti di popolazione e fragilità dei sistemi sanitari. Le regioni più colpite restano l’Africa, il Medio Oriente e alcune aree dell’Asia, dove si concentra la quasi totalità dei casi registrati a livello globale.
Anche quest’anno il colera continua a diffondersi in numerosi Paesi. L’OMS considera il rischio globale ancora molto elevato e segnala che la domanda di vaccini supera tuttora la disponibilità delle scorte internazionali. Sebbene la produzione sia aumentata negli ultimi anni, le campagne vaccinali non riescono ancora a coprire tutte le aree interessate dalle epidemie.
La situazione in Nigeria

In questo contesto si inserisce la situazione della Nigeria, uno dei Paesi africani più esposti alle epidemie di colera. Le condizioni ambientali e sociali favoriscono infatti la circolazione del batterio: in molte comunità l’accesso all’acqua sicura è insufficiente, mentre le infrastrutture igienico-sanitarie risultano spesso inadeguate. Le stagioni delle piogge e le frequenti inondazioni contribuiscono inoltre alla contaminazione delle fonti idriche, aumentando il rischio di trasmissione.
L’attuale epidemia sta interessando in particolare Maiduguri, capitale del Borno e il distretto circostante di Jere, come riportato dalle autorità sanitarie. La risposta sanitaria non ha tardato a mancare, sebbene non riesca a essere propriamente capillare come si vorrebbe.
Gli esperti sottolineano che il controllo del colera non dipende soltanto dalle cure mediche o dai vaccini, ma soprattutto da investimenti duraturi in acqua potabile, reti fognarie e igiene pubblica. La situazione della Nigeria dimostra come il colera resti una malattia strettamente legata alle disuguaglianze sociali e alle carenze infrastrutturali. Finché queste condizioni persisteranno, il rischio di nuove epidemie continuerà a rappresentare una minaccia per milioni di persone.