Tumori al polmone: alcune professioni aumentano il rischio

I tumori sono una delle principali cause di morte e possono interessare, purtroppo, una grande quantità di organi. Queste neoplasie si basano sull’aumento del numero delle cellule “malate” e sono caratterizzate da numerose evoluzioni e diverse sintomatologie che spesso rendono difficile la diagnosi e problematico risalire alle cause. Ormai da anni i vari team di esperti sono impegnati nella ricerca di terapie adatte per la cura del tumore e, a questo scopo, vengono condotti vari studi per aiutare ad avere una maggiore conoscenza.

L’ultimo studio sull’argomento, condotto in Italia, a Milano, coordinato da Dario Consonni, professore dell’IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, ha scoperto che alcune professioni causerebbero l’aumento dell’insorgenza di alcuni forme tumorali al polmone. Un risultato curioso, ma altamente attendibile tanto che è stato pubblicato anche sulla rivista American Journal of Epidemiology.

Categorie di lavoratori a rischio nei

Chi sono i lavoratori “outdoor” che devono evitare di esporsi al sole? I lavoratori edili, i parcheggiatori, gli addetti agli automezzi per la movimentazione della terra, i benzinai, gli operatori ecologici, gli operai delle linee elettriche e idrauliche esterne, i portalettere, i bagnini, i maestri di nuoto e di sport all’aperto, marinai e ancora di più i pescatori professionisti, i vigili urbani e tutte le altre categorie che debbono esporsi lungamente alla radiazione solare. L’elenco è stato stilato dall’Istituto Superiore per la protezione e la sicurezza sul lavoro (Ispesi) che, con l’Associazione italiana dei dermatologi ambulatoriali (Aida), ha redatto nel 2003 il volume “La radiazione solare ultravioletta: un rischio per i lavoratori all’aperto”, dedicato in particolare al datori di lavoro e ai lavoratori.

Il testo si può scaricare integralmente dal sito Internet. Chi lavora all’aperto è più esposto ai rischi di fotocarcinogenesi (cheratosi, epiteliomi, melanoma) e fotosensibilizzazioni (conseguente assunzione di alcuni farmaci o l’applicazione di composti chimici, cosmetici e profumi sulla pelle) e aggravamento di alcune patologie auto-immunitarle come il lupus eritematoso. Ecco alcune strategie per proteggersi, riportate nel libro dell’Ispels:

No Tecnostress Days a Roma

No Tecnostress Days, la manifestazione contro lo stress da alta esposizione tecnologica, arriva a Roma. Il Centro Yoga Jap, con la collaborazione della naturopata Anna Cuva (Balbir Kaur) e dell’Associazione Netdipendenza Onlus, ha organizzato due giornate dal titolo Kundalini Yoga & co. …pratiche energetiche per prevenire ed alleviare il Tecnostress.

Previste due domeniche, il 30 agosto e il 13 settembre. Le due giornate verranno impiegate alla scoperta di varie discipline e tecniche energetiche, tutte accomunate da un elemento di base: riscoprire il proprio potenziale energetico per vivere in equilibrio protetti dallo stress e da quello che oggi è definito “Tecnostress”.

Sindrome da visione al computer, occhio al pc

Trascorrere molte ore davanti al monitor del computer, per svago o per lavoro che sia, comporta dei rischi da non sottovalutare per la salute dei nostri occhi. L’American optometric association ha individuato una vera e propria sindrome che colpisce la vista e che deriverebbe proprio dalle tante ore passate davanti allo schermo: la computer vision syndrome. I sintomi principali per riconoscere di esserne afflitti sono: secchezza degli occhi, appannamento della vista, mal di testa, sensibilità alla luce. Spiega il Dr. Kent Daum, vice presidente dell’Illinois College of Optometry a Chicago:

Il computer mette a dura prova la vista soprattutto perchè le immagini non sono chiare come sembrano e perchè è più difficile per gli occhi concentrarsi in confronto a quanto potrebbero fare su un foglio di carta stampata.

Vita di coppia, un cuscinetto per lo stress da lavoro

Aprire la porta di casa dopo una giornata di duro lavoro e imbattersi nella persona amata e in un clima sereno tiene lontano lo stress derivante dal carico di lavoro eccessivo e/o da tensioni in ufficio. Sembrerebbe la scoperta dell’acqua calda, se non fosse che Ann-Christine Andersson Arntén, dell’Università di Göteborg in Svezia, ci ha rivelato nella sua tesi di dottorato in psicologia che è vero anche il contrario: se una vita di coppia felice può infatti fungere da cuscinetto agli effetti negativi ed ai rischi per la salute psico-fisica derivanti dall’accumulo di tensione sul posto di lavoro, quando nella vita sentimentale non è proprio tutto rose e fiori, i danni da stress si amplificano ulteriormente. Stando a quanto afferma la ricercatrice:

Una sana e solida vita di coppia riduce gli effetti negativi dello stress da lavoro sulla nostra salute. Relazioni instabili e superficiali, al contrario, ne amplificano gli effetti negativi.
Anche un approccio positivo e la piena riuscita nella pratica di tecniche di gestione della tensione e del nervosismo aiuta nel mantenere stabile l’equilibrio psicofisico.
Ma quando ci sono esperienze di stress sia sul posto di lavoro che nel rapporto con il partner, il rischio di risentirne a livello fisico e mentale è pericolosamente alto, e provoca non di rado un peggioramento repentino nelle condizioni di salute.

Individuate particelle che provocano mutazioni genetiche cancerogene

L’esposizione al particolato è stata riconosciuta come uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo del cancro al polmone. Un nuovo studio indica che l’inalazione di particelle in grado di provocare la mutazione di alcuni geni può portare allo sviluppo di tumori e altre malattie. La ricerca è stata presentata ieri alla 105a Conferenza internazionale della American Thoracic Society a San Diego, California.

Di recente, i cambiamenti nella programmazione genetica causata da una trasformazione chimica chiamata metilazione sono stati rilevati nel sangue e nei tessuti di pazienti affetti da cancro del polmone. Abbiamo cominciato ad investigare se l’esposizione al particolato induce cambiamenti nella metilazione del DNA nel sangue da soggetti sani che sono stati esposti ad elevati livelli di particolato, ad esempio in una fonderia.

ha dichiarato il ricercatore Andrea Baccarelli, professore assistente di biotecnologia applicata presso l’Università di Milano. I ricercatori hanno “arruolato” 63 soggetti sani, che hanno lavorato in una fonderia vicino il capoluogo lombardo. Sono stati raccolti campioni di DNA la mattina del primo giorno della settimana lavorativa, e di nuovo dopo tre giorni di lavoro. Confrontando questi campioni è emerso che essi avevano subito modifiche significative in quattro geni associati con la soppressione del tumore.

Niente carcere e multe dimezzate a chi è responsabile di poca sicurezza sul lavoro

Altro incredibile provvedimento del Governo in materia di salute. Nonostante i vari casi di incidenti sul lavoro, rogo della Thyssen e le migliaia di morti ogni anno sui cantieri e le fabbriche, le nuove norme che sta varando il Governo in questi giorni anziché tentare di bloccare questo fenomeno, sembra quasi lo voglia istigare.

A darne notizia in anteprima è stata l’ApCom, denunciando il nuovo Testo unico in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (Dlgs) redatto dal Ministro Sacconi, non ancora presentato al Consiglio dei Ministri. E’ importante precisare, fa sapere lo stesso Ministro, che il testo non è ancora definitivo e che probabilmente finché diventerà legge subirà numerose modifiche, ma certo è che dopo che questo è stato pubblicato sui giornali, difficilmente potrà passare. Per dovere di cronaca, siamo tenuti a raccontarvi l’ennesimo scempio del Governo Berlusconi.

Tecnostressati d’Italia disconnettetevi, oggi è il giorno di pc e telefoni cellulari spenti contro le netdipendenze

Mea culpa. Il mio pc è acceso e anche il cellulare continua a vibrare. E probabilmente anche quello di chi con la tecnologia non supera le tre ore al giorno complessive.  Ma se fate invece parte dei tecnostressati d’Italia, quelli che appena si svegliano accendono prima il computer e dopo il cervello, e il portatile se lo portano anche a letto, oggi sarebbe invece il caso di seguire i consigli degli esperti aderendo alla prima giornata nazionale a schermi spenti, un’iniziativa promossa dall’associazione Netdipendenza Onlus, in collaborazione con Assodigitale, Viadeo, Indranet e Scuola di Respiro.

Se il mondo dell’information tecnology rappresenta una realtà per certi aspetti estremamente versatile, comoda ed esemplificativa della vita moderna, dall’altra vanno perduti molto spesso i rapporti umani, la salubrità della vita all’aria aperta, e in molti casi, quando le ore trascorse al cellulare o su facebook e al pc, sono davvero troppe si verificano non pochi problemi per l’incolumità del nostro organismo.
Stare troppo tempo davanti allo schermo, infatti, è di frequente causa di calo della concentrazione, irritabilità, insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali e circolatori, respirazione corta e micro-apnee causate dalle tensione dell’overload di informazioni, tendenza alla solitudine. Tutti sintomi della netdipendenza e della condizione considerata ormai da molti patologica del tecnostress.

Influenza, stress e pressione alta, tutti gli svantaggi degli uffici open space

Che negli uffici open space ci fosse mancanza di privacy e di concentrazione era un fatto evidente, ma è pur vero che a livello estetico, ma anche del favorire i rapporti interpersonali e il lavoro di squadra, la caduta dei muri conserva i suoi indubbi vantaggi. Dipende dal tipo di professione e mansione svolta, dalla propensione o meno al collaborare con i colleghi, dalle esigenze personali di ciascun dipendente.

Che l’open space rappresenti lo spazio lavorativo del futuro, un modello da espandere, non è ancora detta l’ultima parola. Pare, infatti, che provochi stress, pressione alta e faciliti l’influenza. A porre l’accento sugli svantaggi legati all’ufficio senza frontiere è una recente ricerca proveniente dall’Australia, effettuata da un team di studiosi della Queensland University of Technology di Brisbane. A quanto si evince dai risultati dello studio, pare che l’open space sia deleterio per la salute di chi ci lavora per più di una ragione.

Il lavoro fa ammalare, ne è convinto un italiano su due

Non c’è niente di più rischioso per la propria salute che alzarsi al mattino per recarsi sul posto di lavoro. A pensarlo sono ben dieci milioni di lavoratori italiani, il 44% degli interpellati da una recende indagine dell’Istat.

Tra gli intervistati, 8 milioni 706 mila si considerano in pericolo durante le ore trascorse a lavorare, a causa delle strutture decadenti, dei cantieri non a norma di sicurezza e delle innumerevoli morti bianche che hanno funestato il 2007. Per chi invece ha la fortuna di lavorare in edifici considerati sicuri, in agguato ci sono i problemi psicologici: stress da lavoro dipendente, tensioni con i colleghi, un capo particolarmente esigente ed irascibile, scarsa retribuzione rispetto al lavoro svolto, frustrazione dovuta ai pochi riconoscimenti. Ben 4 milioni 58 mila persone definiscono la loro condizione professionale a rischio per problemi psicologici.

Cancro all’esofago, più a rischio carpentieri, minatori, addetti al trasporto animali, operatori di alberghi e ristoranti

Carpentieri, personale di alberghi e ristoranti, minatori e addetti al trasporto degli animali, risultano le figure professionali che presentano maggiori rischi di sviluppare cancro all’esofago. E’ quanto scoperto da un recente studio condotto da scienziati spagnoli, che hanno rivelato come l’esposizione prolungata ad alcune sostanze possa effettivamente influire sull’incidenza di questo tipo di tumore.

A coordinare la ricerca Jesús Vioque, ricercatore presso l’Università Miguel Hernandez di Alicante, che ha studiato nelle sue analisi l’occorrenza del tumore e gli studi già effettuati in questo campo, cercando il rapporto tra il tipo di professione svolta dal paziente oncologico e tre tipi di tumore – esofageo, del pancreas e dello stomaco. L’articolo, che mostra il legame tra alcune professioni e il rischio di soffrire di cancro dell’esofago, è probabilmente il primo a essere pubblicato su questo argomento.