Telemedicina, cartelle cliniche su iPad al Niguarda di Milano

Immaginate di alzarvi come ogni mattina per andare a lavoro e arrivati in ufficio, nei momenti di pausa, approfittare del tempo libero per farvi visitare da un cardiologo, effettuando un elettrocardiogramma e una visita cardiologica completa con auscultazione del cuore e dei polmoni. E’ il futuro della prevenzione, la telemedicina. In questo ambito si inserisce il progetto Healthpresence, il primo in Europa di prevenzione da remoto per i dipendenti di un’azienda, finanziato dalla Regione Lombardia al Niguarda di Milano. A sperimentarlo saranno 80 lavoratori di Cisco, impresa che si è occupata dello sviluppo, collegati dal posto di lavoro ad un medico che li potrà visitare sfruttando un sistema di videoconferenza ad alta definizione.

All’interno dell’azienda è stata allestita una sala visite con un infermiere, collegata in videoconferenza con un cardiologo del Niguarda. Il medico visiterà il paziente ed entro tre giorni il referto arriverà direttamente in azienda.

Disturbi muscoloscheletrici negli agricoltori, come sollevare e trasportare pesi in sicurezza

Parliamo di salute sul lavoro, soffermandoci nello specifico sui rischi che corrono i lavoratori del comparto agricolo, maggiormente esposti a disturbi muscoloscheletrici.
L’agricoltura, nella fattispecie il duro faticare nei campi, è il settore in cui si registrano con maggiore frequenza mal di schiena e dolori muscolari, con tassi due volte più elevati rispetto alla media.
La causa è da attribuirsi all’esposizione continua a movimenti ripetitivi delle mani e del braccio che assumono posizioni faticose e spesso dolorose per via soprattutto dei carichi pesanti da portare o spostare.

La maggioranza dei disturbi muscoloscheletrici legati all’attività lavorativa si sviluppa con il passare del tempo ed è causata sia dal lavoro stesso che dall’ambiente di lavoro dei dipendenti. Disturbi che possono anche derivare da incidenti, ad esempio da fratture e da lussazioni. In genere, ad essere più colpiti, sono la schiena, le spalle e gli arti superiori, meno interessati gli arti inferiori.
I problemi di salute vanno da malesseri e dolori lievi e passeggeri a condizioni cliniche più serie che richiedono cure mediche e impediscono di proseguire il lavoro. Nei casi cronici, il trattamento ed il recupero sono spesso insoddisfacenti ed il risultato potrebbe essere una disabilità permanente con la conseguente perdita dell’impiego.

Infarto favorito dal rumore, specie se al lavoro

Se al cuore non si comanda, almeno lo si può infastidire. Il fastidio in questione è il rumore, ma anche se le orecchie non sono direttamente collegate a quest’organo, possono danneggiarlo tanto da provocare l’infarto. E’ quanto si scopre oggi grazie ad una ricerca pubblicata sull’Occupational and Environmental Medicine da un team di ricercatori canadesi della University of British Columbia.

Questi studiosi hanno cercato di capire quanto il rumore esterno possa arrivare a stressare il cervello ed il cuore, tanto da provocare alcune patologie cardiache, e per farlo hanno analizzato 6.000 lavoratori americani tra il 1999 ed il 2004. Ricavando i dati dal mitico National Health and Nutrition Examination Survey, un sondaggio sulla salute degli americani che ha dato lo spunto per decine di ricerche mediche, i ricercatori si sono concentrati su quelle persone che lavoravano in un ambiente molto rumoroso in cui, per farsi sentire, erano costretti ad alzare la voce per sovrastare quella dei colleghi.

Cile: la rinascita dei minatori e la loro salute


I minatori cileni. Stanno tornando in superficie in queste ore, dalle viscere della terra. Più di 20 minuti per passare attraverso uno stretto tunnel e poi, tante lacrime liberatorie. Sembra la descrizione della nascita di un bambino, e come tale è un momento indimenticabile che restituisce la vita a 33 uomini, dopo ben 67 giorni.  Da subito ci si è preoccupati della loro salute psicofisica. Nulla è stato lasciato al caso.

Agli uomini sono state fornite delle tute termiche e degli occhiali scuri particolari (di fabbricazione italiana). Servono per tutelarli dai primi grandi contrasti. Il loro organismo è ormai abituato ad un clima caldo ed umido, mentre la notte nel deserto cileno è fredda. La loro pelle va invece protetta dal sole diurno.

Cuore lavoratori sano con più sport, cibi light e meno mail

Sport aziendale, cibi light e meno mail. Questa la ricetta del cuore in forma per il lavoratore medio italiano. Un elisir di lunga vita, studiato da esperti del settore per arginare il fenomeno delle morti bianche, e promosso in occasione della Giornata mondiale per il cuore 2010, che si celebrerà domenica 26 settembre.

L’evento, organizzato dalla World Heart Federation (Federazione mondiale di cardiologia), è sponsorizzato in Italia dalla Fondazione italiana per il cuore e dalla Federazione italiana di cardiologia con la collaborazione di Conacuore, ed è stato presentato oggi a Milano.
Diverse le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione volte a promuovere la salute del cuore nelle ore trascorse in ufficio piuttosto che in fabbrica, unico lo slogan: Io lavoro con il cuore.

Infezioni, uso di disinfettanti sul posto di lavoro riduce malattie ed assenteismo

Mettere a disposizione dei dipendenti disinfettanti riduce in modo drastico la percentuale di infezioni tra la forza lavoro di un’azienda, facendo calare l’assenteismo dovuto a malattie virali.
E’ quanto afferma un recente studio pubblicato sulla rivista on-line di divulgazione scientifica BMC Infectious Diseases.

I ricercatori, un team di studiosi tedeschi coordinato da Nils-Olaf Hübner, hanno scoperto che i casi di assenteismo nelle pubbliche amministrazioni a causa del comune raffreddore, di febbre e tosse si sono significativamente ridotti quando i dipendenti usavano disinfettanti a base di alcool.
Nello studio i 129 partecipanti sono stati divisi in due gruppi. Il gruppo di controllo si lavava normalmente le mani, mentre l’altro gruppo utilizzava un disinfettante almeno cinque volte nel corso di una giornata di lavoro.

Minatori in Cile: i rischi per la salute psicofisica

Vivi ed in buona salute. Sono lì dal 5 Agosto, a 700 metri di profondità nel caldissimo deserto cileno di Atacama. Si tratta di 33 minatori di cui si erano perse le tracce da circa due settimane, dopo il crollo di una struttura. Sono stati raggiunti da una sonda ed attraverso questa, hanno potuto inviare all’esterno un commovente e semplice messaggio: “siamo vivi, nel rifugio, in 33”.

Si è subito gridato al miracolo. Non è facile sopravvivere ad eventi di questo tipo. Ma i fortunati lavoratori dovranno fare ora i conti con qualcosa di ben peggiore: ci vorranno tre o quattro mesi per raggiungerli e liberarli. Un’infinità di giorni, di ore, di minuti al buio, in isolamento ed a contatto sempre con gli stessi compagni in soli 50 mq comuni.

Qui dovranno combattere per la vita, resistere, anche fare i bisogni fisiologici!  Non c’è molto ossigeno, non hanno scorte d’acqua, di cibo o medicinali. Quanto il loro organismo potrà resistere in queste condizioni?

Disastro ecologico nel Golfo del Messico, le conseguenze sulla salute

La fuoriuscita di petrolio lungo la costa del Golfo del Messico comporta, oltre ai pericoli enormi per l’ambiente, anche rischi da non sottovalutare per la salute di volontari, pescatori, lavoratori impiegati per la pulizia dell’area e membri delle comunità costiere. A racchiuderli e spiegarli tutti ci hanno pensato dei ricercatori della UCSF (Università di San Francisco) che hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista dell’Associazione dei medici americani.

La buona notizia, dicono gli autori, è che uno dei fattori di rischio, la qualità dell’aria costiera, sta migliorando, ora che la perdita di petrolio è stata arrestata. L’obiettivo di questo articolo è quello di informare i medici e le comunità costiere sui rischi sanitari immediati e a lungo termine posti dai vapori tossici, maree nere, le palle di catrame e frutti di mare contaminati. Gli autori sperano di incoraggiare i membri della comunità a proteggere sé stessi e cercare di curarsi se i sintomi da contaminazione si dovessero verificare.

Postura al computer, occhio a mal di testa e tensioni muscolari

Se negli ultimi tempi accusate tensioni muscolari e/o mal di testa la causa potrebbe essere rintracciabile nelle ore trascorse davanti al computer, a lavorare, giocare piuttosto che a studiare o a navigare, ed in particolar modo l’imputato di questi malesseri da pc è una cattiva postura.

Stando agli esperti il design dei computer portatili incoraggia la cattiva postura tra gli studenti universitari e tra gli altri utenti, provocando mal di testa, tensione muscolare e del collo, lesioni alla spalla ed alla mano.
Il problema, stando ai ricercatori dell’Università del North Carolina (UNC) presso la Chapel Hill School of Medicine deriva dal corpo unificato dei computer portatili, con la tastiera inseparabile dal monitor, gli utenti non sono infatti liberi di configurare le apparecchiature in modo da ridurre al minimo il rischio.

Stress: si studia quello per andare su Marte

Immaginate 5 persone chiuse in un medesimo ambiente limitato, non proprio confortevole. Non possono uscire, ed il tempo per arrivare a destinazione è ancora molto: lo stress aumenta, ed il loro organismo e la loro psiche sono tenuti rigorosamente sotto controllo.

Ma di cosa stiamo parlando? Un viaggio in macchina o autobus per raggiungere il posto di lavoro durante le ore di punta? Della nuova edizione del Grande Fratello? No, si tratta di una missione spaziale: Mars 500 iniziata già da due anni, e giunta così alla terza fase.  

Stress sul lavoro, donne giovani a rischio di malattie cardiache

Che lo stress, in particolare quello dovuto al troppo lavoro o ancora a situazioni di tensione e forte pressione nell’ambiente professionale, non facesse affatto bene alla nostra salute psico-fisica era un dato ormai assodato. Nuovi studi vanno più nello specifico dei danni da stress, evidenziando il legame proporzionale tra le donne giovani stressate ed il rischio di insorgenza di malattie cardiache.

I ricercatori del Glostrup University Hospital, in Danimarca, hanno utilizzato un campione di 12.000 infermiere per valutare l’impatto dello stress lavorativo sulla salute del cuore nelle donne di età inferiore ai 50 anni.
La ricerca danese, pubblicata in Occupational and Environmental Medicine, ha concluso che la pressione sul luogo di lavoro ha un effetto maggiore sulle giovani donne rispetto all’impatto sulle cinquantenni e sulle sessantenni.

Lavoratori sempre meno sani

Tra il tasso di disoccupazione più elevato degli ultimi decenni e le perdite massicce di posti di lavoro un po’ i tutti i Paesi del mondo, anche quelli più ricchi e industrializzati, come l’Italia e gli Usa, i lavoratori si sentono felici e sollevati all’idea di avere almeno un lavoro. Felici, ma a quanto pare non in buona salute.

Si stima che un lavoratore su tre ha almeno un sintomo di depressione, uno su cinque ha difficoltà ad addormentarsi spesso o molto spesso. In totale, il 14% è in trattamento per il colesterolo alto e uno su cinque deve tenere sotto costante controllo la pressione arteriosa troppo alta.