Meningite, nuovo vaccino per popolazioni africane

Meningite:  è stato messo a punto, da un gruppo di scienziati statunitensi, un nuovo vaccino in grado di portare nuova speranza di salvezza alle migliaia di persone che ogni anno si ammalano e muoiono in Africa per questa malattia.

Si tratta di un progetto molto ampio, che punta a salvare circa 150mila persone entro il 2015, ma che soprattutto consentirebbe di estendere la copertura da questo batterio ad almeno 300 milioni di persone nel tempo.

Quasi pronto il vaccino per la malaria

Sono 800 mila le persone che muoiono ogni anno di malaria in Africa. Gran parte di esse sono bambini con meno di 5 anni. La malaria è una delle malattie che provocano più vittime nel Continente africano, insieme all’Aids e alla tubercolosi. Ma come per il virus Hiv, anche per quello della malaria la scienza è vicina alla soluzione del problema.

E’ infatti allo studio già da qualche anno, il vaccino per combattere questo terribile male. Finanziato dalla fondazione Bill e Melinda Gates, i risultati sono stati presentati alla conferenza sulla malaria di Nairobi, Kenya, che si chiude oggi. Le prospettive sono ottimali. Infatti si prevede che, a pieno regime, esso potrà avere un’efficacia dell’80%.

Dopo 30 anni di sperimentazione è quasi pronto il vaccino anti-malaria

Nella sua lunga storia scientifica l’uomo è riuscito a debellare centinaia di malattie, ma non era riuscito a far nulla contro una delle più terribili, la malaria. Si tratta di una delle peggiori epidemie che l’essere umano può conoscere, con una media di 500 milioni di casi e circa un milione di decessi all’anno, il 90% dei quali in Africa.

Finalmente, dopo 30 anni di ricerche e sperimentazioni, forse si è giunti ad una soluzione. A svilupparla è stata la Glaxo Smith Kline, una società americana incaricata dall’esercito statunitense di trovare una soluzione all’epidemia che colpì, ad inizio anni ’80, migliaia di americani giunti in Africa. Non si trattava di una malattia come le altre. Essa si diffondeva alla velocità della luce, a causa delle miliardi di zanzare infette che popolano il continente, ed anche per la complessità di tale virus, di cui gli scienziati non ci hanno capito nulla per tanti anni.

Procreazione assistita low cost, il sogno diventa realtà

Un sogno che diventerà presto realtà, quello della procreazione assistita low-cost. In Africa ad aprire la strada sarà la capitale del Sudan, dove il servizio sarà offerto alla modica cifra di 300 dollari da una clinica presso l’Università Khartoum, finanziata dalla Low Cost IVF Foundation (LCIF) di Massagno, Svizzera. L’ idea è venuta dal pioniere della fecondazione in vitro Alan Trounson, che ora è anche presidente del California Institute for Regenerative Medicine.

In Africa, al contrario di quanto si è portati a pensare sulla base della crescita demografica registrata, fino ad una coppia su tre ha problemi di fertilità. Colpa delle infezioni che si trasmettono per via sessuale e della scarsa prevenzione. Senza contare la persistenza di pratiche che portano a problemi di sterilità, prima tra tutte la tristemente nota mutilazione dei genitali.

Lo stupro maschile è meno grave?

Una sconcertante inchiesta condotta in Sud Africa ha confermato con dati certi i sospetti da tempo nutriti sugli abusi sessuali perpetrati ai danni di individui di sesso maschile. L’analisi sul fenomeno degli stupri ha coinvolto ragazzi diciottenni. Due su cinque hanno dichiarato di essere stati forzati a fare sesso, in alcuni casi dai loro compagni/e di scuola.

Sono numeri sconcertanti, che stupiranno non poco dal momento che si è portati a considerare la violenza carnale un atto del maschio dominante che si impossessa brutalmente della donne come fosse una preda, violando la sua dignità femminile.

Miss “antimina”: un premio discutibile


Un concorso di bellezza in Angola, stato dell’Africa centrale, la promozione di una miss, gli applausi, i fotografi e i complimenti. Ma questa volta il premio in palio era una protesi per la gamba. Le concorrenti potevano essere solo donne vittime delle mine antiuomo, ne hanno partecipato 10 e la vincitrice, è stata incoronata “Miss Landmine 2008”. Per lei non non c’è la promessa di sfilate in passerella, di riflettori, fiction, foto su riviste ma la possibilità di trovare un lavoro, ora che è sostenuta anche da una protesi.

L’iniziativa è stata organizzata dal CNIDAH, la commissione per lo sminamento dell’Angola, che in questo modo ha voluto sensibilizzare la popolazione su un tema che riguarda la quotidianità del Paese. L’Angola, infatti è il Paese più minato del mondo, è il primo su a Afghanistan e Cambogia e conta 300 tra feriti e morti ogni anno dovuti alla presenza di mine. Su 10 milioni di persone ci sono 15 milioni di mine. Ci sono ancora 2800 campi da sminare e serviranno ancora decenni per finire l’opera di sminamento.