Allattamento al seno a richiesta, 5 benefici

L’allattamento al seno a richiesta è consigliabile nelle prime tre settimane di vita del neonato e così consigliano generalmente i pediatri. Con questo termine significa non dare orari rigidi alle poppate e affidarsi proprio al desiderio del neonato che, quando ha fame, lo farà capire. Quali sono i benefici dell’allattamento al seno a richiesta?

L’allattamento al seno più emozionante che si sia mai visto

Una storia dolcissima, segno che l’amore per un figlio vince sempre. E’ quella di una giovane madre che riesce ad allattare al seno il piccolo appena nato nonostante una diagnosi di cancro alla mammella arrivata a metà gravidanza. Una sberla fortissima nel bel mezzo di una delle esperienze più belle per una donna. E l’inizio di un percorso lungo e tortuoso, che porta la giovane futura madre a sottoporsi a chemioterapia, nonostante la gravidanza in corso, per cercare di sopravvivere insieme al bambino che di lì a poco vedrà la luce.

Donna allatta al seno la figlia di 6 anni

Allattamento al seno fino ai 6 anni ed oltre. Ecco cosa sta facendo una madre inglese di 52 anni, creando scalpore per la sua scelta. Sia per l’azione di per se stessa, sia per il fatto che è così orgogliosa del suo agire che sostiene di poterlo fare anche in pubblico.

Latte materno, attenzione alle truffe online

Latte materno? Attenzione alle truffe online. Se avete intenzione di comprare tramite internet del latte materno da dare ai vostri bambini accertatevi della qualità: alcune persone per guadagnarci lo mescolano con del normale latte vaccino.

Allattamento al seno, donne rinunciano per paura

L’allattamento al seno è basilare per dare al neonato un’alimentazione ottimale nei primi mesi della sua vita e la protezione che necessita, attraverso la madre ed i suoi anticorpi nel latte. Eppure qui in Italia questa pratica sebbene diffusa non lo è quanto dovrebbe: molti studi parlando di percentuali contenute tra il 60% e l’89%. Perché? Perché le donne hanno paura di farlo male.

Il latte materno è contaminato: meno rispetto al passato

Il latte materno è contaminato. L’annuncio è stato fatto pochi giorni fa e non riesco a smettere di pensarci. Di per se stessa è semplicemente una notizia positiva con un titolo eclatante. Vi spiego come e perché: alcuni ricercatori della facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza, hanno analizzato il latte materno di alcune donne.

Per la precisione: 23 piacentine, 20 milanesi e 20 abitanti a Giugliano, in provincia di Napoli. Il test è stato condotto tra il 2008 ed il 2009, ovvero in un periodo di grande inquinamento nel napoletano, causato dal “caos immondizia”. Ne sono emerse tante cose importanti.

Latte per i neonati. Importante il contenuto di grassi omega 3 e omega 6

Sono già noti da lungo tempo tutti i benefici apportati dal latte materno alla salute del neonato, esso contiene infatti sostanze nutritive indispensabili per un corretto sviluppo psicofisico. In particolare, diversi studi e ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi DHA omega 3 e AA omega 6, naturalmente presenti nel latte materno, sono fondamentali per lo sviluppo del sistema visivo e delle strutture cerebrali non solo del bambino ma anche del feto.

Per questo motivo le nuove linee guida pubblicate sul Journal of Perinatal Medicine e varate da esperti di 11 paesi con l’approvazione della World Association of Perinatal Medicine, della Child Health Foundation e della Early Nutrition Foundation, prevedono che il latte artificiale sia integrato con queste sostanze. Quando non è possibile allattare al seno quindi è raccomandato l’utilizzo di latte che contenga DHA omega 3 e AA omega 6 in una percentuale compresa fra lo 0,2 e lo 0,5 %. Alcuni studi hanno anche dimostrato che lo sviluppo intellettivo di neonati che non hanno assunto questi acidi piò risultare rallentato.