Antibiotici, le 3 regole d’uso

La resistenza agli antibiotici è uno dei maggiori problemi dell’era moderna. Per evitare che la stessa cresca e renda impossibile utilizzare questa classe di farmaci è necessario usarli correttamente. L’Aifa promuove tre “regole” in tal senso.

Resistenza agli antibiotici: ancora una minaccia

La resistenza agli antibiotici è ormai divenuta una “minaccia” globale. La capacità dei batteri di resistere al loro principale antagonista sta preoccupando in maniera più che sostanziale gli esperti di tutto il mondo, i quali parlano ormai di minaccia quasi apocalittica.

Cefalosporine: ridurre uso su animali per non creare resistenza nell’uomo

Il problema della resistenza umana agli antibiotici si sta man mano con il tempo approfondendo sempre di più. Molto spesso si tratta di un problema derivante da un uso scorretto di questi medicinali, a tal punto da rendere il nostro organismo poco reagente e i batteri “refrattari” al suo potere. La Food and Drug Administration statunitense ha sancito la restrizione di utilizzo delle cefalosporine negli animali da cortile.

I batteri resistenti agli antibiotici uccidono in Europa più di 25.000 persone l’anno

25.000 morti l’anno, è questo il bollettino di guerra dell’Unione Europea che vede vincitori i batteri, quelli ormai resistenti agli antibiotici più comuni o comunque utilizzati. La storia non è nuova, è la stessa OMS ad aver messo in allarme già da tempo i vari governi mondiali, ma le campagne informative non sembrano essere abbastanza pregnanti nelle popolazioni locali, né i controlli in altri settori (come  negli animali destinati all’alimentazione o che comunque influenzano la catena alimentare) sembrano essere adeguatamente efficaci. A dare l’allarme ieri a Bruxelles, lo stesso commissario europeo per la salute pubblica, Jhon Dalli che ha affermato:

Antibiotici: lo zucchero ne rafforza l’efficacia

Lo zucchero è in grado di rafforzare l’efficacia degli antibiotici. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Nature è stata fatta dallo staff del professor James Collnins nella Boston University (USA).

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato Collins – è quello di rafforzare l’effetto degli antibiotici già esistenti, piuttosto che scoprirne di nuovi, che è un processo che può rivelarsi lungo e costoso”.

La ricerca condotta ha mostrato come i batteri responsabili delle infezioni croniche, così detti persistenti, sopravvivono all’attacco dei farmaci entrando in una specie di letargo per poi svegliarsi nuovamente, più forti, quando l’efficacia dell’antibiotico è minore riuscendo così a proliferare e intaccare nuovamente le funzionalità dell’orgasmo.

Antibiotici ai bambini, i consigli dei pediatri

Torniamo ad occuparci di salute dei bambini e corretto uso dei farmaci per diffondere i cinque, preziosi, consigli divulgati in queste ultime ore dai pediatri e relativi alla somministrazione di antibiotici nell’età dell’infanzia.

A diramarli è stata la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), aderendo alla campagna promossa dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) proprio riguardo ad un utilizzo sicuro ed appropriato degli antibiotici.

Antibiotici: più potenti grazie alle rane

Qualcuno può rabbrividire all’idea, non amando i preziosi anfibi in questione: le rane. Presto però dalla loro pelle sarà possibile creare dei nuovi antibiotici, diversi e più potenti dei tradizionali, capaci di debellare i cosiddetti super-batteri, ovvero quelli antibiotico-resistenti. Al progetto stanno lavorando un gruppo di scienziati  dell’Università degli Emirati Arabi Uniti.

Dai primi risultati, presentati nel corso del Congresso dell’American Chemical Association, sembra siano stati già ottenuti ben 100 antibiotici diversi. Sono state utilizzate più di 6.000 specie di rane diffuse in tutto il mondo.

In particolare, dalla Rana Boylii, specie purtroppo in estinzione, i ricercatori hanno estratto una sostanza che pare essere capace di eliminare il pericoloso e resistente Stafilococco aureo, uno dei batteri più diffusi negli ospedali, ma soprattutto, maggiormente resistente agli antibiotici tradizionali.  

Antibiotico-resistenza in ospedale: un nuovo progetto europeo

Saturn è il nome di un nuovo progetto internazionale rivolto all’antibiotico-resistenza. Voluto e finanziato dalla Comunità Europea con circa 7 milioni di euro, si occuperà di prevenzione delle infezioni ospedaliere. In particolare studierà l’impatto dell’esposizione antibiotica sullo sviluppo di infezioni resistenti nei pazienti ospedalizzati e combinerà le ricerche in campo microbiologico, clinico, epidemiologico e farmacologico.

Lo studio coinvolgerà 12 centri di eccellenza ospedaliera  del Vecchio Continente. Per l’Italia interverrà l’Istituto di Clinica delle Malattie infettive dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma con i professori Roberto Cauda ed Evelina Tacconelli.

Antibiotici uso ed abuso

Antibiotici: gli italiani ne fanno un consumo esagerato. Sono al primo posto in Europa nell’impiego di farmaci, primato non certo positivo.  Secondo l’ultimo rapporto dell’Eurobarometro il 57% degli italiani, ha dichiarato di aver usato antibiotici almeno una volta nell’ultimo anno. Dopo di noi la Spagna (53%), la Romania (51%), l’Irlanda (45%), Francia e Inghilterra, rispettivamente al 42%. Mentre i più virtuosi sono sicuramente Svezia (22%), Germania (28%), Grecia (34%) e Portogallo (33%).

 La media è intorno al 40% comunque troppo alta. Ma quali sono i rischi correlati a questo abuso? In genere l’antibiotico è un farmaco prezioso: un’arma decisiva per combattere batteri più o meno aggressivi o pericolosi per la vita. I batteri sono però degli organismi “furbi”, si modificano: hanno la capacità di alzare barriere protettive contro il nemico: diventano antibiotico-resistenti!

Nasce influweb, il sistema di monitoraggio dell’influenza on-line

Come prevedibile, e come già accennato da noi in passato, l’influenza ha ripreso il suo corso. Migliaia di italiani, passate le feste, ritornano a letto non per qualche supplemento di vacanza, ma per la classica influenza che colpisce chi ritorna al lavoro o a scuola nel periodo di massima diffusione del virus.

Per rendersi conto meglio di come si sviluppa e di dove intervenire meglio, nasce anche in Italia il primo sito di monitoraggio dell’influenza, www.influweb.it. In questo sito sarà possibile prima di tutto vedere in quali zone colpisce di più il virus (maggiormente al Sud con l’11,4% contro il 7,5% del Nord), ma anche le date di picco, le età a rischio, ecc. Tutto fatto in forma volontaria. Per partecipare al censimento infatti non c’è bisogno di essere ammalati. Basta infatti iscriversi e partecipare all’indagine sui sintomi, per sè stessi, ma anche per la propria famiglia, dato che sono fondamentali anche i dati sui bimbi piccoli o sugli anziani che di certo non possono volontariamente immetterli su internet.

Domani al via la “Giornata Europea per gli antibiotici”

Spesso gli antibiotici si usano molto e male. Quando si hanno in casa delle confezioni di medicinali utilizzate per curare vecchie malattie, e poi non terminate, si finisce per utilizzarle in maniera inappropriata, improvvisandosi medici.

In questo modo molte malattie diventano immuni agli antibiotici, perchè il fisico assuefatto non reagisce più come dovrebbe, trasformando un medicinale in un veleno che peggiora soltanto le cose. Per questo motivo, e per una corretta informazione al cittadino, domani 18 Novembre in tutti i Paesi dell’Unione Europea si terrà la “Giornata Europea per gli antibiotici“, organizzata dai vari Ministeri della Salute.