Alzheimer e apnea del sonno: conferma del legame

Un collegamento tra le apnee del sonno, e più in generale con i disturbi respiratori notturni e l’Alzheimer era già stato ipotizzato da studi pregressi. Ora una ricerca condotta dagli scienziati della New York University School of Medicine ci conferma questo legame.

Alzheimer favorito dal poco sonno

Il sonno è importante: dormire il giusto numero di ore rappresenta la prima e maggiore protezione contro diverse malattie, non per ultime quelle del nostro sistema nervoso. Sapevate che la mancanza di sonno può favorire la comparsa di demenza e del morbo di Alzheimer?  Non è stata ancora trovata una correlazione diretta, ma diversi studi recentemente condotti, portano a pensare che i disturbi del sonno siano più colpevoli di ciò che sembra.

Ictus, apnea del sonno fattore di rischio

L’ictus è una malattia neurologica derivante dalla formazione di piccoli trombi all’interno dei vasi sanguigni  ed alla conseguente mancanza di ossigenazione del cervello. I fattori di rischio conducenti a questa patologia sono diversi, essenzialmente legati a problemi cardiocircolatori. Una ricerca di recente composizione ci indica come un ulteriore “stimolo” all’incidenza della sua forma silente possa essere rappresentato dalla apnea notturna.

Enuresi notturna: togliere le tonsille può aiutare a smettere di bagnare il letto

Circa la metà dei bambini affetti da apnea del sonno fanno la pipì a letto. Ma questo problema potrebbe essere risolto rimuovendo le tonsille o le adenoidi, come spiegano dei ricercatori del Children’s Hospital of Michigan di Detroit. L’apnea ostruttiva del sonno è caratterizzata da interruzioni della respirazione durante il sonno, ma è comune tra i bambini con le tonsille o adenoidi. Esattamente l’associazione con l’enuresi notturna (il bagnare il letto) non è chiara, ma si pensa possano centrare i cambiamenti ormonali.

Tuttavia, la metà dei 417 bambini in quest’ultimo studio che avevano l’apnea del sonno e soffrivano di enuresi, hanno smesso di bagnare il letto dopo che gli erano state rimosse le tonsille o le adenoidi. Questo intervento non serve solo ai bambini, ma anche ai ragazzi più grandi dato che in questo studio i volontari avevano un’età compresa tra 5 e 18 anni.

Apnea ostruttiva del sonno

Apnea ostruttiva del sonno

Da non confondere con l’apnea del sonno, l’apnea ostruttiva del sonno è una condizione nella quale una persona ha episodi di respiro bloccato durante il sonno. Questo articolo si riferisce all’apnea ostruttiva del sonno negli adulti.

CAUSE: Normalmente, i muscoli della parte superiore della gola aiutano a mantenere la pervietà delle vie aeree e consentire all’aria di circolare nei polmoni. Anche se di solito questi muscoli si rilassano durante il sonno, la parte superiore della gola rimane abbastanza aperta per permettere all’aria di passare.

Tuttavia, alcune persone hanno una zona della gola ristretta. Quando i muscoli superiori si rilassano durante il sonno, le vie respiratorie possono chiudersi completamente. Questo impedisce all’aria di entrare nel polmoni. Il respiro forte e affannoso ed il russamento si verificano. Durante il sonno profondo, la respirazione si può fermare per alcuni secondi (apnea).

Disturbi del sonno, quali sono e come curarli

Si stima che circa una persona su quattro soffra di qualche forma di disturbo del sonno, il quale può incidere sulla vita professionale e su quella privata. A volte si tratta di condizioni non gravi, ma se cominciano a creare stress e a peggiorare la qualità della vita, è bene consultare un medico. Ecco le più comuni:

Insonnia: è il disturbo del sonno più comune e quasi tutti ne soffrono ad un certo punto della vita. Stress, cattiva alimentazione, cambiamenti ormonali, malattie sottostanti o jet lag sono le cause più comuni. Anche l’età svolge un ruolo importante e sono di più le donne che gli uomini quelle che lottano con l’insonnia dopo la mezza età.

Secondo il dottor Frans Hugo della clinica psichiatrica Panorama di Cape Town (Sudafrica) il 90% dei casi possono essere curati senza farmaci.  Le buone abitudini del sonno sono meglio di qualsiasi pillola quando si tratta di vincere l’insonnia. I sonniferi sono una soluzione temporanea alla questione, perché in pochi giorni il cervello è come se “disimparasse” a dormire.

Apnea del sonno

Apnea del sonno

L’apnea centrale del sonno, o solo apnea del sonno, si ha quando più volte si smette di respirare durante il sonno, perché il cervello interrompe temporaneamente l’invio dei segnali ai muscoli che controllano la respirazione.

CAUSE: L’apnea del sonno si verifica spesso in persone che hanno determinate condizioni mediche. Per esempio, può svilupparsi in persone che hanno problemi con il tronco cerebrale, quello che controlla la respirazione. Come risultato, eventuali malattie o lesioni che interessano questo settore possono portare a problemi con la normale respirazione durante il sonno o anche da svegli. Le condizioni che possono causare o portare ad apnea del sonno includono:

  • Poliomielite bulbare;
  • Complicanze della chirurgia del rachide cervicale;
  • Encefalite che interessa il tronco encefalico;
  • Malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson;
  • Radiazioni del rachide cervicale;
  • Grave artrite e alterazioni degenerative della colonna vertebrale cervicale o alla base del cranio;
  • Grave obesità;
  • Ictus che interessa il tronco encefalico;
  • Sindrome di ipoventilazione primaria;
  • Uso di determinati farmaci, come gli analgesici.

Una forma di apnea del sonno si verifica comunemente nelle persone con insufficienza cardiaca congestizia. L’apnea del sonno idiopatica non è associata ad un’altra malattia. Non è la stessa cosa dell’apnea ostruttiva del sonno, che è dovuta ad un blocco nelle vie respiratorie.

L’obesità aumenta il rischio di mancanza di ossigeno durante il sonno

Le persone in sovrappeso non sono solo a maggior rischio di avere disturbi della respirazione nel sonno (SDB), ma sono anche suscettibili di subire conseguenze maggiori, secondo una nuova ricerca. Secondo lo studio, che sarà pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, l’eccesso di peso ha aumentato la gravità della desaturazione di ossigeno nel sangue delle persone con SDB durante e dopo le apnee e ipopnee.

Sapevamo che l’eccesso di peso corporeo è fortemente legato a eventi di respirazione più frequenti come apnee e ipopnee in persone con SDB. In questo studio, abbiamo voluto fare un passo ulteriore e misurare quanto l’eccesso di peso contribuisce alla gravità degli eventi respiratori individuali

ha spiegato l’autore Paul E. Peppard, professore assistente di scienze della salute della popolazione presso l’Università del Wisconsin -Madison. Il dr. Peppard e colleghi hanno reclutato 750 adulti per un’indagine epidemiologica sul decorso della SDB, per controllare i dati sul loro respiro, i livelli di ossigeno nel sangue e l’analisi del sonno. I partecipanti sono stati anche valutati in diverse misure fisiche di indice di massa corporea (BMI), circonferenza e il rapporto collo-vita-fianchi.

Apnea del sonno legata a disfunzione erettile

La sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno (Osas) è un disturbo molto diffuso che ora può trovare una preoccupante associazione negli uomini con un’altra patologia abbastanza comune nel sesso maschile: la disfunzione erettile.
Secondo una recente ricerca, infatti, gli uomini che soffrono di apnea del sonno possono essere altresì colpiti da una forma curabile di disfunzione erettile, provocata dalla regolare privazione di ossigeno che avviene durante gli attacchi che ostruiscono le vie respiratorie.

I ricercatori che hanno condotto questo studio, un’equipe della University of Louisville, hanno scoperto, realizzando una sperimentazione su topi di laboratorio, che nel corso di una settimana in cui gli animali erano affetti da ipossia cronica intermittente, vale a dire la mancanza di ossigeno  provocata dall’apnea ostruttiva del sonno, si registrava un declino pari al 55% delle erezioni quotidiane spontanee.