Batterio killer, sequestro di carni sospette in Italia

Ieri la notizia del ricovero di 6 bambini colpiti da una forte intossicazione alimentare a base di E. Coli dopo aver consumato degli hamburger congelati distribuiti da un noto marchio della grande distribuzione, la Lidl. Immediatamente anche nel nostro paese sono scattati i controlli e giusto ieri pomeriggio, i Carabinieri del Nas, nucleo antisofisticazione,  hanno sequestrato circa 5.500 confezioni di hamburger della Steaks  Country, il marchio sotto accusa.

Batterio killer: si teme per 6 bambini in Francia

Il batterio killer è arrivato anche in Francia? Al momento non ci sono certezze al riguardo, ma sono 6 i bambini ricoverati con i sintomi gravi dell’Escherichia Coli nella sua forma emorragica: dolori addominali e violenta diarrea mescolata a sangue. Tre di loro sono stati sottoposti a dialisi. Un 7° bambino è stato già dimesso ieri sera. Anche se i test non confermano ancora la presenza del batterio killer, il dubbio e la paura sono leciti. Anche perché i bambini di varia età e residenti in diverse regioni francesi, in comune hanno una sola cosa: aver mangiato carne proveniente dalla Germania…ancora una volta.

Batterio killer, morto il primo bambino

Continua la scia di vittime del batterio killer. Questa volta l’Escherichia coli ha ucciso per la prima volta un bambino. Il piccolo aveva solo due anni ed era originario del nord della Germania. Ad annunciare la morte del bambino le autorità del luogo di provenienza dello stesso. In questa maniera salgono a 37 le vittime di questa contaminazione: 36 tedeschi ed  uno svedese. Il bimbo è deceduto nell’ospedale di Hannover.

Epidemia di Escherichia coli: il batterio è sui legumi, ma non è più attivo

Una buona notizia ed una cattiva arrivano dalla Germania in merito alla vicenda del batterio killer. Sperando che le autorità non abbiano preso l’ennesima cantonata e non abbiano nuovamente sbagliato a puntare il dito, pare che finalmente il vettore del contagio sia stato trovato.

Si tratta dei legumi in generale, ed in particolare si vocifera che possa trattarsi dei fagioli, anche se adesso le autorità si guardano bene dal dire con certezza il nome di qualche prodotto pericoloso. Secondo l’Istituto Sanitario tedesco Robert Koch, le persone che hanno mangiato germogli di legumi hanno 9 volte in più la possibilità di rimanere infettati dal batterio dell’Escherichia coli.

Epidemia di Escherichia coli, il contagio forse dalla soia

Dopo l’esperienza avuta con i cetrioli spagnoli, forse è il caso di andare con i piedi di piombo quando c’è da indicare un colpevole del contagio di Escherichia coli enteroemorragica, ma pare che sia stato scoperto il reale vettore del contagio: la soia.

O per essere più precisi, i germogli dei semi di soia. Ad annunciare la scoperta al mondo è il Ministro dell’Agricoltura della Bassa Sassonia, Gert Lindemann, in una conferenza stampa tenutasi ad Hannover. Qui il Ministro ha spiegato che la task force tedesca ha individuato nella provincia di Uelzen, tra Amburgo e Hannover, una cooperativa biologica che ha prodotto e distribuito, in cinque Stati federali tedeschi, i germogli da consumare crudi. Quindi gli spagnoli non c’entrerebbero nulla, i tedeschi il batterio killer se lo sono prodotto e consumato da soli.

Geofagia, mangiare la terra contro batteri killer

Cibi contaminati? Batteri killer? Combatterli con la terra, suggerisce qualcuno. Ma letteralmente, mangiandola.  Una soluzione che ad un primo acchito non appare avere un appeal esagerato, ma che secondo gli scienziati della Cornell Univeristy di New York rappresenterebbe uno dei mezzi più diretti per proteggersi da tossine, parassiti e tutte quelle sostanze dannose per il nostro corpo.

Parliamo di geofagia vera e propria. Una pratica in uso già nei tempi antichi e della quale anche Ippocrate ha parlato nei suoi studi.

Epidemia di Escherichia coli: individuati i due focolai da cui tutto ha avuto inizio

A tre settimane dall’inizio dell’epidemia che sta mandando nel panico mezza Europa, cominciano a farsi chiari i confini del contagio. Una buona notizia che potrebbe forse ridimensionare il pericolo in quanto circoscrive di molto l’area in cui possono effettivamente essere avvenute le intossicazioni con il nuovo ceppo di Escherichia coli.

Se infatti è ancora fitto il mistero sull’origine del batterio killer, sono stati individuati i due punti da cui è partito, entrambi ad Amburgo. Il primo è stata la festa per l’anniversario del porto cittadino che ha attirato in città un milione e mezzo di visitatori provenienti da tutta Europa. Parte da qui il primo grande contagio che spiega come mai, una settimana dopo, decine di pazienti sono stati ricoverati per dissenteria sia nella città tedesca che in altri Paesi. Molti dei 2000 pazienti registrati in questi giorni, infatti, avevano partecipato alla festa.

Batterio killer: primo caso sospetto in Italia

La paura avanza, anche dentro i nostri confini. Un primo caso sospetto di batterio killer è sotto osservazione in Italia. Si tratta di un turista tedesco, con forti problemi intestinali ricoverato presso l’Ospedale di Merano. Sono stati già avviati i test specifici del caso, anche se le risposte certe si avranno solo nella giornata di lunedì, ci vogliono almeno 48 ore: il campione da analizzare è stato infatti inviato al laboratorio di Bolzano, dove si cercherà di individuare o escludere il batterio Escherichia coli responsabile della forma enteroemorragica (Ehec). La notizia arriva però non direttamente dal nostro Ministero, lungi dal fare allarmismo prematuro ed ingiustificato, (cosa che approviamo) ma dal quotidiano locale in lingua tedesca Dolomiten.

Batterio Killer: per l’OMS un ceppo sconosciuto

Batterio killer: secondo l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) il ceppo individuato in Germania di Escherichia Coli è nuovo, non era mai stato isolato finora. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore direttamente da Aphaluck Bhatiasevi, portavoce dell’organizzazione sanitaria internazionale, che ha confermato l’aggressività del batterio in questione, non solo per la sua tossicità, ma anche a causa della resistenza agli antibiotici più comuni utilizzati in questi casi. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha confermato l’Escherichia coli  come agente responsabile, ma in un suo sierogruppo molto particolare.

Epidemia di Escherichia coli: contagi persino negli Stati Uniti

Si allarga a macchia d’olio l’epidemia di Escherichia coli, e come ogni epidemia che si rispetti, esce non solo dalla Germania, ma persino dall’Europa. Ieri infatti sono stati segnalati due casi accertati negli Stati Uniti in due persone che, di recente, erano state nel Paese tedesco.

I contagi aumentano più rapidamente rispetto ai giorni scorsi, e così in solo 24 ore ne sono stati registrati altri 200, con un decesso, una donna tedesca di 84 anni. Per questo, mentre l’Europa comincia a prendere provvedimenti, la Russia decide di fare la voce grossa e blocca qualsiasi importazione di verdura dall’Europa, anche se gli ultimi studi affermano che forse la verdura non c’entra nulla.

Epidemia di Escherichia coli, 10 vittime e diffusione in mezza Europa

Il cosiddetto “batterio killer” comincia a farsi preoccupante dato che ha raggiunto diversi Paesi europei. Secondo le ultime stime infatti sarebbero stati registrati almeno 25 casi in Svezia, 7 in Danimarca, ed alcuni anche in Gran Bretagna, Austria, Svizzera, Olanda e Repubblica Ceca, oltre che in Germania, mentre l’allarme è stato lanciato anche in Ungheria e Lussemburgo in quanto il Ministero dell’Agricoltura tedesco ha ammesso che alcune partite di cetrioli sono state vendute anche in quelle zone.

Le vittime intanto sono salite a 10, con il numero dei contagiati ormai difficilmente calcolabile, ma che sicuramente ha superato il migliaio di persone, secondo il centro europeo per la prevenzione e il controllo, il quale ha anche garantito che finora l’Italia è esente dal contagio.

Epidemia di Escherichia coli, la situazione in Italia

Cominciamo con il tranquillizzare tutti: in Italia non si sono registrati casi di Ehec, la forma di Escherichia coli che ha causato il ricovero di circa 1000 persone in Germania ed il decesso di 6 pazienti. E allo stato attuale sembra anche difficile un contagio nel nostro Paese, anche se le autorità sanitarie preferiscono non escludere nessuna possibilità.

La situazione dell’epidemia vede segnalazioni in altri 6 Paesi dell’Unione Europea, oltre alla Germania. Ci sono infatti anche Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria e Svizzera, ma qui c’è il primo interrogativo, stranamente non c’è la Spagna. Eppure i cetrioli “incriminati”, quelli che si diceva potessero essere i vettori del batterio killer, sono partiti proprio da lì.

Epidemia di Escherichia coli, la causa potrebbe essere nei cetrioli spagnoli

E’ stato forse individuato il vettore che ha portato all’epidemia in Germania di Escherichia coli, la quale ha già fatto 4 vittime. Potrebbe trattarsi di una partita di cetrioli provenienti dalla Spagna, ma che oltre a contagiare la Germania in maniera preoccupante, potrebbe aver raggiunto anche la Svezia, la Gran Bretagna e i Paesi Bassi.

Denominato, forse un po’ troppo tragicamente, batterio killer, l’E. coli è stato identificato dall’Istituto di Igiene di Amburgo in questi cetrioli, e l’annuncio è stato fatto direttamente dal Ministero della Salute, insieme agli ultimi dati sulla diffusione. L’epidemia infatti non riguarda più soltanto il Nord del Paese, ma si è estesa in altre Regioni, arrivando a coinvolgere 600 persone, di cui se ne contano almeno 140 in condizioni gravi.