La dieta proteica invernale economica

L’inverno quest’anno non sembra volere arrivare, tuttavia se siete alla ricerca di una dieta proteica invernale e economica che possa donarvi salute e benessere con l’arrivo delle temperature fredde, ecco che l’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano arriva in soccorso.

I cereali integrali proteggono l’intestino dal cancro

I cereali integrali sono alleati preziosi dell’intestino, una dieta ricca di fibre, infatti, può aiutare a ridurre il rischio di sviluppare il cancro del colon-retto. A sostenerlo, è un nuovo studio revisionale condotto da un team di ricercatori dell’Imperial College London, dell’Università di Leeds, e del Wageningen University & Research centre.

Fai il pieno di sali minerali con il Kamut

Il kamut è un cereale molto antico, veniva, infatti, già coltivato dagli egiziani più di 5 mila anni fa. Nonostante la sua diffusione sia cominciata negli anni Settanta, è ancora poco noto. Il suo aspetto rivela la stretta parentela con il grano, dal quale si differenzia per i chicchi più grandi. E’ considerato tra i cereali più completi dal punto di vista nutrizionale ed è una miniera di sali minerali.

Celiachia, individuate molecole responsabili dell’intolleranza al glutine

La celiachia colpisce in media un italiano su cento. Si stima che in Italia siano in 600.000 gli ammalati, di cui solo 100.000 consapevoli di esserlo e che corrono ai ripari. Si tratta in sostanza di una malattia che provoca intolleranza alla proteina dei cereali (glutine) con reazioni immunitarie che danneggiano anche gravemente l’intestino. Off limits per gli ammalati grano, orzo, segale e avena.

In Paesi come l’Italia il morbo celiaco ha particolarmente attecchito proprio per via dell’alto impiego nella nostra cucina di grano e derivati. La ricerca per trovare le cause della sprue celiaca ed una soluzione sono giunte ad un traguardo importante, grazie a recenti studi: l’individuazione delle principali molecole responsabili dell’intolleranza. A scoprirle un’équipe di scienziati britannici e austrialiani in uno studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Science Translational Medicine.

Mangiare meno carne significa più salute per tutti

Nei Paesi industrializzati si man­giano tendenzialmente cibi ricchi di  proteine animali. I dati epi­demiologici dicono che una dieta di questo tipo è dannosa per la salute perché aumenta l’inciden­za di malattie cardiovascolari e di tumori, ma anche dal punto di vista ecologico i suoi effetti non sono da meno. Forse pochi sanno che per produrre un chilogrammo di carne bovina vengono consumati da 5 a 7 chili di cereali, destinati ad alimentare gli animali, e da 5.000 a 7.000 litri di acqua, de­stinati a coltivare quei cereali.

Per produrre tanti cereali e per far pascolare gli animali vengono continuamente disboscate aree molto vaste; inoltre l’industria della carne inquina più di qualsiasi altra attività: gli animali alle­vati nel mon­do producono 130 volte più escrementi del­l’ intera popolazione umana. Non bisogna poi dimenticare che il consumo ec­cessivo di carne ha anche pesanti risvolti sociali, perché destinare grandi quantità di cereali all’alle­vamento degli animali significa sottrarle all’alimentazione umana nei Paesi poveri.

La piramide alimentare e la dieta mediterranea

Provate a disegnare una piramide, proprio come quelle che si trovano in Egitto. Fatto? Ora dividetela in sei sezioni che, secondo le indicazioni che sto per darvi, avranno spazi diversi per contenere altrettanti alimenti. Il modello originale di questa piramide alimentare è nato nel 1992, a cura del Dipartimento Usa per l’agricoltura. La base è interamente occupata dai carboidrati, cioè pane, pasta, riso, cercali in genere  che vanno mangiati tutti i giorni. Subito sopra ci sono due sezioni di uguale misura e che si riferiscono a frutta e verdura.

Il successivo gradino, anch’esso diviso in due parti, riguarda, da un lato, latte, formaggi e derivati, dall’altro, carne, salumi e uova. Infine, la punta: qui ci sorto gli alimenti che vanno limitati al massimo e cioè i condimenti e i dolci. A scoprire e a divulgare questa dieta fu il medico nutrizionista americano, Ancel Keys, che, nel 1945, sbarcò a Salerno con i soldati USA. A colpirlo fu il fatto che nel sud dell’ ltalia le malattie cardiovascolari, molto diffuse in America, in quest’angolo di terra fossero molto più rare. Decise quindi di organizzare un programma di ricerche, il Severa Countries Study per prendere in esame le abitudini alimentari di ben dodicimila persone tra i 40 e i 59 anni in vari Paesi del Mondo: Giappone, Stati Uniti, Jugoslavia, Germania, Finlandia e, naturalmente, Italia.

Al mattino non ha fame? Fate colazione insieme

La dieta delle popolazioni mediterranee (verdura, frutta, pasta, pesce, olio d’oliva, latte e latticini) è un modello in tutto il mondo perché è provato che fa vivere di più e meglio. Purtroppo la seguiamo sempre meno, siamo sempre più stressati e ci muoviamo pochissimo. Il tutto favorisce l’aumento eccessivo del grasso e del peso. Anche nei bambini.

 Che fare? Possiamo ottenere molto modificando alcune abitudini, ad esempio la colazione e le merende. Molte mamme dicono: «Il mio bambino non fa colazione perché non ha fame al mattino!». Eppure sappiamo che una colazione regolare e abbondante è fortemente consigliata: gli zuccheri contenuti in latte, pane, cereali, frutta e marmellata sono indispensabili per un ottimale apprendimento durante le cinque ore di lezione del mattino. Allo stesso modo mangiare sempre una merenda a metà mattina migliora la performance scolastica, riduce lo sfinimento a fine mattina e il rischio di iperalimentazione compensatone al pranzo.

Una colazione ricca migliora la mente


La prima colazione è un momento alimentare troppo spesso trascurato nelle famiglie italiane e a farne le spese sono purtroppo i bambini. E’ dimostrato che saltare la prima colazione, oltre a causare ipoglicemia e ridotta concentrazione mentale, si correla positivamente con l’obesità. L’assenza della prima colazione innesca un processo che va ad influire negativamente sulla dieta alimentare della giornata del bambino. Infatti laddove il bambino non consuma la prima colazione si trova ad abbondare nello spuntino di metà mattina arrivando a pranzo con scarso appetito. Così consumerà una merenda abbondante e ritornerà a cena di nuovo con poco appetito. In questo modo ci troviamo di fronte ad una errata distribuzione dei pasti giornalieri dal momento che il bambino si è presentato ai pranzi principali con scarso appetito, per questo diventa importante iniziare bene la giornata con una buona colazione.

Una prima colazione abbondante quindi è da sempre consigliata da tutti i dietologi. Oggi la consigliano anche gli psicologi. Secondo uno studio condotto dall’Istituto Telethon di ricerca sull’infanzia di Perth, aggiungere un frutto o un bicchiere di latte alla prima colazione di un adolescente, aiuta a proteggerlo da depressione, ansietà e disubbidienza.