Arteriopatia periferica: sintomi e terapia

L’arteriopatia periferica viene chiamata comunemente sindrome delle vetrine ( o malattia delle vetrine, N.d.R.) perché chi ne soffre, improvvisamente quando cammina inizia a sentire una sorta di crampo alla gamba, un dolore particolarmente acuto che costringe la persona a fermarsi di frequente con la scusa, ad esempio, di guardare proprio le vetrine dei negozi se passeggia in un centro cittadino.

Pressione alta si combatte con l’olio di sesamo

L’olio di sesamo, in combinazione con quello di crusca di di riso sarebbe un valido aiuto contro la pressione alta e il colesterolo, due noti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari e l’ictus. È quanto emerso da una ricerca giapponese i cui risultati sono stati presentati in occasione dell’American Heart Association’s High Blood Pressure Research 2012 Scientific Sessions, che si tiene a Washington proprio in questi giorni.

Malattie cardiache: gli americani non controllano l’ipertensione ed il colesterolo alto

Gli americani, un pò per genetica, ma soprattutto a causa di stile di vita ed alimentazione errata rappresentano nel mondo una delle popolazioni con la più alta mortalità per malattie cardiache, senza parlare della morbilità, ovvero di chi sopravvive con patologie più o meno croniche. Nonostante questo e le grandi battagli contro l’obesità, ed i rischi correlati, ictus, infarto e diabete in primis, la maggior parte degli statunitensi non farebbero nulla per invertire la rotta. La colpa ricade sì sui pazienti, ma soprattutto sul sistema sanitario nazionale.

Secondo il CDC (Centers for Disease Control and Prevention), due terzi degli adulti con colesterolo alto ed il 50% degli affetti da ipertensione, non vengono curati in modo adeguato. A conferma di ciò che è stato pubblicato nei giorni scorsi sul Bollettino dell’OMS proprio riguardo all’ipercolesterolemia, il problema non consiste però nella copertura sanitaria: sono poco curati sia i poveri che i ricchi:

Colesterolo alto e farmaci per la cura: poco usati e scarsa informazione

Il colesterolo alto,  pericoloso fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, può essere trattato con farmaci specifici già noti all’intera comunità scientifica internazionale. Nonostante questo, la maggior parte delle persone affette da ipercolesterolemia (per l’appunto alti livelli di colesterolo nel sangue), non riceve le adeguate cure per prevenire patologie come l’infarto e l’ictus, considerate improvvise, ma in realtà in gran parte prevenibili. Ad affermare tutto ciò, uno studio internazionale, il più vasto mai realizzato su questo argomento, pubblicato oggi nel Bollettino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, la rivista scientifica sulla salute pubblica globale.  Tale ricerca ha analizzato i dati di circa 147 milioni di persone provenienti dall’Inghilterra, Germania, Giappone, Giordania, Messico, Scozia, Thailandia e gli Stati Uniti d’America.

Colesterolo alto, cosa fare? Consigli per la dieta

Il colesterolo alto o ipercolesterolemia è un problema che va affrontato seriamente: troppo spesso infatti viene preso scarsamente in considerazione. Quando dalle analisi del sangue i valori superano i 240 mg è ora di preoccuparsi. Perché? Il colesterolo è una sostanza grassa che tende ad accumularsi nelle arterie, dando origine a placche che possono bloccare il passaggio del sangue. Ciò può provocare malattie cardiovascolari (ictus o infarto ad esempio).

Il colesterolo conosciuto come HDL o LDL (cattivo e buono) è un elemento naturale e necessario, presente in tutto il corpo (rappresenta il 3% del peso totale del cervello) ed è fisiologicamente  prodotto dall’organismo (in particolare dal fegato). Benché la scienza non abbia ancora stabilito un punto definitivo sulle cause del colesterolo alto, è certo che la dieta alimentare ricopre un ruolo determinante, sia nei casi di ipercolesterolemia familiare che in quella dovuta all’assunzione di cibi ad alto contenuto di colesterolo.

Il “medico dell’arte” diagnostica il colesterolo alto alla Gioconda (gallery)

Per anni si è dibattuto sul significato misterioso del “sorriso della Gioconda“. Ma guardando da un altro punto di vista il dipinto più famoso del mondo, si può anche essere preoccupati di qualcos’altro: il suo stato di salute. Certo, la Monna Lisa è morta ormai da parecchi secoli, ma la scienza moderna è in grado di diagnosticarle qualche malattia anche così tanto dopo i termini per curarla.

A provarci, ma solo per puro divertimento, è il professor Vito Franco, anatomopatologo che insegna le patologie del midollo osseo all’Università di Palermo. Probabilmente non si intenderà di arte, ma la sua attività di medico non lo abbandona nemmeno quando guarda le opere più coinvolgenti. E così mentre un comune mortale si sofferma sui colori e sulle immagini, il dott. Franco si sofferma su particolari che a tutti gli altri sfuggono. Ad esempio, chi si è mai accorto che la Gioconda aveva del grasso sotto gli occhi e sulla mano? Probabilmente a qualche osservatore più attento questo particolare non è sfuggito, ma probabilmente nessuno ha pensato di effettuare una diagnosi per questo problema: colesterolo alto. Vito Franco ovviamente non si è soffermato soltanto su questo quadro, ma ha esteso il suo gioco anche ad altre opere d’arte che troveremo dopo il salto.

Molti obesi non sanno di esserlo

Alcuni individui obesi non si rendono conto di avere un problema di peso. Questo potrebbe essere un atteggiamento negativo in quanto queste persone non tendono a far qualcosa per risolvere il loro problema, e così incrementano i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari.

Lo studio che ha confermato questa teoria si è basato sui dati dell’indagine raccolti a Dallas, ed ha scoperto che un partecipante su 10 (tutti classificati come obesi) era soddisfatto della propria dimensione corporea e non pensava di aver bisogno di perdere peso.

Si tratta di una percentuale consistente che non capisce che è in sovrappeso e crede di essere sana

ha affermato la ricercatrice Tiffany Powell dell’Università del Texas Southwestern Medical Center a Dallas. In entrambi i casi, l’obesità comporta molti effetti negativi sulla salute, tra cui l’aumento del rischio di malattie cardiache, diabete di tipo 2 e ipertensione.